intervsita a Chiara Consonni

“Questi due titoli europei mi hanno aiutata a crescere ancora di più” - ufficio stampa Team Valcar: testo e foto

Chi la conosce sa che la caratteristica più importante di Chiara Consonni è il suo grande cuore. Agonista vera dal primo all’ultimo minuto di corsa, non esita mai nel mettersi a disposizione delle compagne di squadra e di nazionale. E proprio in nazionale il suo carattere estroso ed allegro è il miglior collante per unire tutte le atlete provenienti da squadre diverse, così come testimoniano le sue “pazze” Instagram Stories. 
Ma quando sale in bici, Chiara si trasforma e diventa una delle atlete più determinate e coraggiose del panorama ciclistico femminile. Così forte e coraggiosa da essere finita sul podio in una gara di professioniste in Belgio. 
Ecco le sue parole dopo i due ori vinti ai Campionati Europei di Anadia nella madison e nell’inseguimento a squadre.

Chiara, per due anni hai corso nel quartetto e per due anni consecutivi hai vinto l’Europeo nell’inseguimento a squadre. 
“Siamo contente di esserci ripetute. Ci tenevamo a fare bene, perché volevamo difendere il titolo europeo conquistato l’anno scorso a Montichiari e quello mondiale vinto ad Aigle. Ci siamo preparate sin da questo inverno e abbiamo lavorato per mesi per raggiungere questo obiettivo. Il gruppo è sempre stato unito. Quest’anno è entrata a far parte anche Martina Fidanza: ci troviamo davvero bene ed è arrivato un bel risultato.
Per quanto riguarda la gara, siamo contente anche perché nella finale siamo andate vicine al record mondiale. Fare un tempo così ci fa ben sperare per i prossimi Mondiali”.

Raccontami se c’è stato qualche cambiamento tra la Chiara Consonni del 2016 e quella del 2017.
“Se parliamo dal punto di vista fisico, mi sento meglio. Ma non è questo il solo cambiamento. Dato che quest’anno sono una junior 2°anno, mi sentivo molto più responsabile di come sarebbe andata poi la gara. Anche il solo fatto che lo scorso anno fossi la quarta nel quartetto, mentre quest’anno la seconda, mi ha fatto sentire molto più responsabile. E queste responsabilità ci vogliono, mi aiutano a crescere”.

Se fare l’inseguimento a squadre era qualcosa che avevi già provato, completamente diversa è stata l’esperienza dell’americana.
“Sì, è vero. Era la prima volta che questa disciplina veniva introdotta in un campionato europeo e non sapevamo quale potesse essere il livello delle nostre avversarie. Letizia Paternoster ed io l’avevamo preparata bene a Montichiari, Torino e Fiorenzuola d’Arda, ma finché non gareggi non sai davvero quanto forti possano essere le avversarie. La gara è stata emozionante e c’è stato anche l’imprevisto della caduta, visto che sono entrata accidentalmente nel cambio delle inglesi. Ma non è successo niente e insieme a Letizia abbiamo portato a casa il titolo”.

Interviste alle atlete

Osimo Stazione: Vivian Ghianni intervisita Martina Fidanza

Martina Fidanza

Molto soddisfatta, al termine della gara, Martina Fidanza: «È stata davvero una giornata fantastica che non mi aspettavo – ha esordito la talentuosa bergamasca – poiché nelle scorse settimane sono dovuta star ferma in seguito ai postumi di una caduta e così non ho avuto la possibilità di allenarmi al meglio. Ora fortunatamente la gamba sta ricominciando a girare e spero di continuare così. La condizione era ottima al Giro di Campania, dove ho ottenuto due vittorie, poi sono subentrate queste cadute a complicare un po’ le cose. Adesso disputerò la gara di Cesano Maderno il prossimo 2 giugno mentre dopo aver disputato i campionati italiani su strada inizierò a preparare i campionati europei su pista».

 

Mondiali su Pista. Ecco l’analisi di Elisa Balsamo e Miriam Vece,

di Valerio Villa, uff. stampa team Valcar.

Competere alle Olimpiadi di Tokyo 2020: è questo il grande sogno della Valcar – PBM con l’obiettivo di accompagnare la crescita delle proprie giovani atlete per i prossimi tre anni.
Quella che qualche anno fa poteva sembrare una follia, ora potrebbe diventare una realtà. Certo, la strada è tortuosa e complicatissima, piena di insidie e possibili imprevisti, ma è altresì vero che l’eccellente lavoro dei tecnici della Nazionale italiana coordinata dal c.t Edoardo Salvoldi sta dando i suoi frutti. Ai recenti Mondiali di Hong Kong infatti, la ventenne Rachele Barbieri si è laureata campionessa mondiale nello scratch. 
Un risultato straordinario corroborato anche da una serie di ottime prestazioni cui sono state protagoniste anche le atlete Valcar - PBM Elisa Balsamo e Miriam Vece. 
Per la diciannovenne Elisa è arrivato il settimo posto individuale nell’omnium e il quarto nell’inseguimento a squadre, mentre per la ventenne Miriam è arrivato il record italiano nella velocità a squadre in coppia con Martina Fidanza e il record personale nei 500 metri.

Miriam, partiamo da te parlando proprio del tuo record personale nei 500 metri. 
“Sono molto contenta di come è andata, perché ho abbassato il mio tempo personale di 8 decimi arrivando al 16° posto. Quello che mi dà soddisfazione è che davanti a me avevo tutte atlete molto più grandi e soltanto una di loro aveva la mia stessa età. Questo mi dà uno stimolo ancora più forte per lavorare più duramente in vista dei Campionati Europei di Anadia (Portogallo) a fine luglio”. 
E in coppia con Martina Fidanza avete concluso all’11°posto nella graduatoria generale nella velocità a squadre. 
“Non partivamo certo favorite, perché siamo una coppia giovane (Martina Fidanza è ancora una junior, ndr), ma l’obiettivo era quello di migliorare il record italiano e ce l’abbiamo fatta. Non era facile e siamo contente per questo”. 
Analizzando la tua prestazione, c’è qualcosa in cui senti che avresti potuto fare meglio?
“Sinceramente sì, potevo fare meglio all’uscita del blocco e quindi partire più forte nella prova della velocità a squadre”. 
Beh, riuscire a fare il record italiano nonostante questo, è segno che sei migliorata parecchio. Passiamo a te, Elisa, partendo forse da quello che è stato il tuo rimpianto, quello del quarto posto nell’inseguimento a squadre.
“Sì, nella finale non è andata bene. Poteva essere una giornata storica, perché mai l’Italia aveva vinto una medaglia in questa disciplina. Peccato”.
Ma ci sono comunque molti aspetti positivi da sottolineare. 
“Assolutamente sì. Negli anni scorsi l’Italia era a 15 secondi dagli Stati Uniti che hanno poi vinto il titolo: ora invece abbiamo ridotto il gap a soli 2 secondi. E poi abbiamo abbattuto il muro dei 4 minuti e 20 secondi: non era mai successo e anche il c.t. Salvoldi era felice per questo”.
E che cosa mi dici dell’Omnium? Quanto ti soddisfa questo tuo settimo posto?
“Sono contenta di come ho corso lo scratch e la tempo race, poi per una distrazione sono caduta nell’eliminazione. Questo è stato un mio errore. Mi sono un po’ agitata e non ho corso poi più così bene. Ma tutto questo mi servirà per fare esperienza. Tutto sommato è andata bene, considerando il fatto che non sono al top della forma, perché non ho potuto allenarmi al massimo per via della scuola. Tra poco c’è la maturità”.
Ora quando tornerai a correre su strada?
“In questo weekend sarà in gara a Breganze (VI) e al G.P. Liberazione a Roma. E, come sempre, daremo il massimo”.

Elisa Balsamo

foto uff. stampa team Valcar

Intervista di Valerio Villa by bicitv.it

“Non mi aspettavo di arrivare con Vos e Prevot a Cittiglio”, 

Brucia le tappe, Elisa. Eppure non lo diresti dalle sue parole, sempre così misurate. Arriva seconda nell'Omium alle spalle della Wild a soli diciannove anni e lei si augura che il c.t. Salvoldi possa convocarla per il prossimo Mondiale su pista. 
Non è pretattica, non è scaramanzia, non è falsa modestia: è solo che Elisa Balsamo è fatta così. Da sempre. Con i suoi sogni, con i suoi traguardi da raggiungere, ma sempre nei tempi e nei modi giusti. Lo vedi dai suoi occhi, dal suo sorriso. E così ti ritrovi da un lato a dover commentare l'eccezionalità dei suoi risultati che, oggettivamente, sono completamente fuori da ogni logica e parametro comune, perché non esistono precedenti di tale portata; dall'altro lato senti di dover difendere e preservare la stupenda normalità con la quale Elisa sta vivendo tutto questo.

Elisa, partiamo dalla prova World Tour di Cittiglio: mai miglior wild card poteva essere spesa così bene dagli organizzatori. A soli 19 anni sei arrivata a 40 secondi dalla vincitrice: come l'hai vissuta?

L'ho vissuta con grande sorpresa, non mi aspettavo di andare subito così bene. Pensavo di essere più stanca perché due giorni prima avevo corso in pista e pensavo di staccarmi in salita durante i primi giri del circuito. 
Invece mi sono staccata dalle migliori solo nell'ultimo giro: allo scollinamento hanno preso 50 metri e alla fine sono arrivata sul traguardo a circa 40 secondi.

A 40 secondi insieme a due ex campionesse del mondo come Marianne Vos e Pauline Ferrand - Prevot...
Sì, arrivare insieme a loro è stata una bella soddisfazione.

Immagino che sia stata una soddisfazione anche la gara in pista a Gand dove sei arrivata seconda nell'omnium e terza nella madison.

Sinceramente non mi aspettavo ci fossero al via delle atlete così forti. Sono partita con l'obiettivo di fare punti e buoni piazzamenti nello scratch e nella corsa a punti per poter partecipare al mondiale. Li ho ottenuti e sono soddisfatta di questo. Vedremo se il c.t. della nazionale Salvoldi deciderà di convocarmi: per me l'importante era crearmi questa possibilità.
Il mondiale su pista è il mio primo obiettivo stagionale e insieme a Davide Arzeni, il mio allenatore alla Valcar - PBM, stiamo lavorando per arrivare pronti a questo appuntamento. Speriamo nella convocazione.

Elisa, i risultati dell'ultimo weekend sono incredibili, ma l'impatto con il mondo professionistico non è stato rose e fiori...

No, assolutamente. Ho capito che il salto dal mondo junior al mondo professionistico è grande: ci vorrà un periodo di tempo piuttosto lungo prima di riuscire ad adattarmi del tutto alla nuova categoria, perché non è così immediato riuscire ad adattarsi ai nuovi rapporti e ai cambi di ritmo in salita.

E ti auguriamo che tutto possa procedere al meglio per te e le tue compagne di squadra. Elisa, domenica inizia la stagione delle esordienti e delle allieve: te la sentiresti di dare qualche consiglio alle ragazze che si avvicinano a questo sport?

Alle esordienti e allieve dico semplicemente di divertirsi e correre senza pressioni e di non ascoltare chi intorno pressioni te le potrebbe mettere. La cosa importante è creare con le compagne di squadra un gruppo di amiche, così da arrivare tranquille e serene al giorno della gara. E poi bisogna crederci sempre e correre con passione: senza la passione non si va da nessuna parte. Perché poi, crescendo, gli allenamenti sono più lunghi e duri e le gare molto più faticose. E per fare tutto questo, la passione è sicuramente la cosa fondamentale.

 (uff. stampa Team Valcar)