Giro delle Marche in Rosa: a settembre il gran ritorno della corsa open femminile

di Luca Alò by Ruote Amatoriali.it

Nella riprogrammazione del calendario italiano delle corse femminili, post Covid-19, trova nuovamente spazio il Giro delle Marche in Rosa che si disputerà tra il 3 e il 5 settembre in tre singole frazioni.

Nonostante le grandi difficoltà organizzative a livello generale, causa l’attuale emergenza sanitaria, gli organizzatori della Born to Win e della SCA Offida sono pronti ad onorare l’impegno riproponendo il consueto format delle tre giornate di corsa.

Riservata alla categoria open femminile, il Giro delle Marche in Rosa è intenzionato a raccogliere maggiori consensi, non solo nel contesto nazionale ed internazionale, ma vuole essere anche un segno di riconoscimento alle istituzioni (la Regione Marche in primis) e agli organizzatori che stanno facendo tutto il possibile per promuovere una splendida regione come le Marche, dove il ciclismo è sempre più di casa grazie al testimonial Vincenzo Nibali, oltre a far leva sull’alto valore promozionale e tecnico della manifestazione che fungerà da trampolino di lancio per preparare il Giro Rosa e i Campionati del Mondo in Svizzera.

Giro delle Marche in Rosa: a settembre il gran ritorno della corsa open femminile

di Luca Alò by Ruote Amatoriali.it

Nella riprogrammazione del calendario italiano delle corse femminili, post Covid-19, trova nuovamente spazio il Giro delle Marche in Rosa che si disputerà tra il 3 e il 5 settembre in tre singole frazioni.

Nonostante le grandi difficoltà organizzative a livello generale, causa l’attuale emergenza sanitaria, gli organizzatori della Born to Win e della SCA Offida sono pronti ad onorare l’impegno riproponendo il consueto format delle tre giornate di corsa.

Riservata alla categoria open femminile, il Giro delle Marche in Rosa è intenzionato a raccogliere maggiori consensi, non solo nel contesto nazionale ed internazionale, ma vuole essere anche un segno di riconoscimento alle istituzioni (la Regione Marche in primis) e agli organizzatori che stanno facendo tutto il possibile per promuovere una splendida regione come le Marche, dove il ciclismo è sempre più di casa grazie al testimonial Vincenzo Nibali, oltre a far leva sull’alto valore promozionale e tecnico della manifestazione che fungerà da trampolino di lancio per preparare il Giro Rosa e i Campionati del Mondo in Svizzera.

A tu per tu con le ragazze della Born to Win: Elisabetta Zanotto

Riceviamo da ASD Born to Win

Si conclude con successo e con un grande seguito sulla nostra pagina Facebook la nostra rubrica “A tu per tu” con le ragazze della Born to Win G20 Boiler Parts Ambedo: a concludere il nostro consueto racconto settimanale la new entry Elisabetta Zanotto, nata il 7 giugno 2001 a Bassano del Grappa e residente a Romano d’Ezzelino, la seconda atleta più giovane in organico del roster marchigiano.

Parliamo di te, della tua passione per il ciclismo e della tua crescita agonistica dalle giovanili alla categoria élite.
Ho iniziato a correre per caso da G3 grazie ad un collega di mia mamma che allenava una squadra di giovanissimi. Da piccola avevo un carattere molto vivace e avevo provato qualsiasi tipo di sport, ma nel ciclismo ho trovato quel qualcosa in più che mi ha spinto a continuare fino a dove sono arrivata adesso. Quando sono passata alla categoria esordiente ho avuto un anno, pieno di cadute che non mi hanno però fermata. Negli anni successivi ho raggiunto molti obiettivi personali che non mi sarei aspettata. Da quando ho iniziato ad adesso sono riuscita gradualmente a migliorarmi molto anche grazie alle persone competenti che mi hanno seguito nel corso di questi anni.

Hai all’attivo tanto ciclismo su pista ma indimenticabile il trionfo all’estero in Germania nel 2017 al Tour di Friedrichroda.
Durante i primi due anni da esordiente ho praticato molto il ciclismo su pista, vivendo a pochi chilometri di distanza dal velodromo di Bassano del Grappa, purtroppo non ho proseguito questa disciplina perché volevo concentrarmi solamente sulla strada. La vittoria al Tour di Friedrichroda è stata totalmente inaspettata, durante le ultime fasi della corsa non avrei mai pensato di cogliere quel fantastico risultato, mi ha aiutato molto a continuare a credere in me stessa. Era la mia prima vittoria in assoluto e fare centro all’estero mi ha fatto vivere un’emozione unica.

Come immagini il rientro alle corse seppur in maniera parziale e/o progressiva a estate inoltrata?
Sicuramente non sarà un rientro semplice, ma siamo stati colpiti tutti da questa situazione di disagio. Finalmente dal 4 maggio si potrà tornare ad allenarsi normalmente sulle nostre strade e questo per noi ciclisti è già un gran passo avanti. Stiamo iniziando a vedere la luce in fondo al tunnel, spero che al più presto annuncino il via anche alle competizioni. Bisogna tenere conto che non è una situazione semplice e ci sono persone che stanno combattendo conto questo nemico, per questo le competizioni devo ripartire ovviamente nel modo più sicuro possibile.

A parte gli allenamenti indoor e sui rulli, cosa fai nel resto della giornata in questa lunga quarantena?
Sono una studentessa dell’ultimo anno di ragioneria perciò mi sto preparando alla maturità, infatti, impiego molto del mio tempo a studiare. Durante le mattinate ho le video lezioni ma nel pomeriggio cerco sempre di ritagliarmi dei momenti di svago tra lo studio e agli allenamenti, in questo periodo ho dato spazio alla mia passione per la cucina e sono riuscita a guardare molte serie tv. Durante le belle giornate ho passato del tempo a prendere il sole ascoltando della buona musica, cosa che mi piace molto.

Se non fossi una ciclista, quale altro sport avresti voluto praticare e perché?
Da piccola volevo diventare una ginnasta professionista, mi affascinava molto quel mondo. Ho praticato per molto la ginnastica artistica e sono ancora adesso appassionata ma era diventato molto impegnativo allenarsi tutti i giorni per una bimba che andava ancora alle elementari e perciò mia mamma ha preferito farmi smettere.

Nel 2020 nuova casacca della Born to Win, cosa ti aspetti da questa nuova esperienza? Da chiedere alle altre ragazze nuove.
È un’esperienza completamente nuova per me, con molte novità. Ho sempre corso per squadre vicine, che avevano la loro sede qui in Veneto per questo ora mi sono dovuta abituare a dei cambiamenti. Mi sono davvero trovata bene durante i primi ritiri con tutta la squadra, si è creato un bel gruppo e spero che andando avanti con il tempo, questo si unisca sempre di più. Sono sicura che questa stagione con la Born to Win sarà un’esperienza positiva, spero di riuscire a migliorarmi e darò il massimo per valorizzare questi colori.

A tu per tu con le ragazze della Born to Win: Chiara Zanardo

foto ASD Born To Win

Riceviamo dalla ASD Bn to Win.

Si rinnova l'appuntamento con la nostra rubrica “A tu per tu” con le ragazze della Born to Win G20 Boiler Parts Ambedo: andremo a conoscere da vicino un’altra new entry del roster marchigiano, Chiara Zanardo, nata il 21 aprile 2001 a Saronno (Varese) e residente a Verano Brianza (Monza Brianza).

Parliamo di te, della tua passione per il ciclismo e della tua crescita agonistica dalle giovanili alla categoria élite.
Ho iniziato a pedalare in bici grazie alla passione trasmessa da mio padre anche lui ciclista e insieme andavamo a vedere le gare oltre a seguire il Giro d’Italia in televisione. Ho iniziato da G6 fino agli esordienti primo anno con la Giovani Giussanesi che è una squadra maschile del mio paese poi da esordienti secondo anno fino agli allievi secondo anno all’UC Costamasnaga che è sempre una squadra maschile. Da juniores ho corso con il GS Città di Dalmine e infine nel 2020 sono approdata alla Born to Win.

Come immagini il rientro alle corse seppur in maniera parziale e/o progressiva a estate inoltrata?
Sicuramente questa stagione sarà molto anomala e visto che io ho da dicembre sono da stare ferma per un problema al ginocchio e sono stata ferma per due mesi. Ho iniziato la preparazione nel momento in cui la pandemia ha iniziato a prendere il sopravvento. Ci attendiamo un’annata molto anomala perché torneremo a gareggiare a stagione quasi finita ma sarà tanta esperienza per essere preparate per il 2021.

A parte gli allenamenti indoor e sui rulli, cosa fai nel resto della giornata in questa lunga quarantena?
In questo periodo di quarantena sto scoprendo varie cose. La mia giornata tipo inizia al mattino con le video lezioni con la scuola perché mi tocca anche l’esame di maturità con una modalità diversa dal solito. Al pomeriggio pedalo sui rulli fino a un massimo di due ore, a seguire gli esercizi a corpo libero e i compiti. Attualmente sto continuando la mia preparazione coaudivata da Silvio Bellù e tenendo informati i direttori sportivi Samuel Agostinelli e Pietro Cesari con la realizzazione di tabelle specifiche per affrontare al meglio i rulli. Al di fuori degli impegni sportivi, mi dedico anche alla cucina che mi sta appassionando e preparo diversi piatti a base di verdure oltre alla pasta con i gamberi, alle crostate e alla torta di mele.

Se non fossi una ciclista, quale altro sport avresti voluto praticare e perché?
Ho praticato vari sport però quello che più mi appassiona e per il quale mi sono impegnata maggiormente è senza dubbio il ciclismo. Non ho mai pensato ad un altro sport da praticare ma se dovessi pensarci sceglierei il nuoto.

Nel 2020 nuova casacca della Born to Win, cosa ti aspetti da questa nuova esperienza?
Devo ringraziare molto il presidente Roberto Baldoni per la fiducia e per l'occasione che mi hai dato di entrare a far parte in questa squadra. Mi sto trovando molto bene sia con le ragazze che con lo staff ma è anche un’ottima opportunità per riuscire a fare esperienza, crescere e raggiungere i migliori risultati.

Ti piace la moda e farti fotografare, riesci a conciliare il tutto con il ciclismo?
Mi piace la moda però non sono molto fotogenica perché non mi piace essere al centro dell'attenzione. Preferisco essere concentrata con il ciclismo e ad oggi lo studio visto che devo affrontare l’esame di maturità.

 
 

A tu per tu con le ragazze della Born to Win: Marzia Salton Basei

foto ASD Born to Win

Riceviamo dal Team Born to Wn.

Ottavo appuntamento con la nostra rubrica “A tu per tu” con le ragazze della Born to Win G20 Boiler Parts Ambedo: è la volta di un’altra new entry Marzia Salton Basei nata a Genova il 7 luglio 1997 e residente a Campomorone.

Parliamo di te, della tua passione per il ciclismo e della tua crescita agonistica dalle giovanili alla categoria élite
La passione per il ciclismo me l'ha tramandata mio fratello, ho iniziato sin da dalla categoria G1 e non ho mai smesso di pedalare. Ho corso nell’UC Morego fino a G6, Genoa Bike tra le esordienti con i maschi e da lì ho iniziato a conoscere bene il panorama femminile. Da allieva e juniores ho militato con Daniele Fiorin e la sua Cicli Fiorin, un gruppo molto compatto ed affiatato. Un grazie speciale a Daniele che ha fatto veramente conoscere il ciclismo a tante ragazze specialmente con la pista e il ciclocross. Da junior secondo anno sono riuscita a togliermi una grossa soddisfazione vincendo il campionato italiano di corsa a punti su pista. Poi sono passata nella categoria élite alla Conceria Zabri nella quale sono stata quattro anni dove ho partecipato a tre edizioni del Giro d’Italia Femminile

Del Giro Rosa che ricordi ti porti dietro?
Le tre partecipazioni consecutive al Giro Rosa mi ha lasciato dei ricordi bellissimi anche se le giornate erano fatte di sudore e fatica. Di giorno in giorno, ogni tappa del Giro ti dava qualcosa in più, sono sempre stata molto emozionata perché coincideva anche con il mio compleanno visto che sono nata il 7 luglio. I festeggiamenti avvenivano sul palco durante la presentazione delle squadre oppure la sera dopo cena. Non dimenticherò la scalata allo Zoncolan dopo aver preso pioggia e grandine ma le fatiche che ricorderò sono davvero tante e non sto menzionarle tutte

Come immagini il rientro alle corse seppur in maniera parziale e/o progressiva a estate inoltrata?
Questo rientro alle corse è difficile da immaginare perché nella situazione in cui ti troviamo non ci riusciamo ad avere molte certezze. Senza abbassare la guardia, cercherò di farmi trovare pronta perché non vedo l'ora di rimettere il numero sulla schiena e di dare il meglio di me stessa anche se sarà difficile a breve termine perché questa emergenza sanitaria ha scombussolato la quotidianità di tutti.

Ad oggi fronteggiamo l'emergenza Coronavirus ma da genovese doc la memoria non cancella il dramma di Ponte Morandi nell'agosto 2018.
Da poco abbiamo celebrato la realizzazione del nuovo Ponte Morandi ma il dramma vero dell’agosto 2018 ce lo porteremo ancora dietro. All’epoca ero in Spagna per staccare un po’ dagli allenamenti e una volta arrivata la notizia della tragedia ho sentito subito i miei amici e familiari. Ci sono state tante vittime e tanti disagi che nessuno si sarebbe mai aspettato e ci ha distrutto a tutti moralmente e non solo.

A parte gli allenamenti indoor e sui rulli, cosa fai nel resto della giornata in questa lunga quarantena?
Oltre agli allenamenti indoor e sui rulli durante questa quarantena alterno anche il lavoro come segretaria in un’azienda di servizi e ci vado nel pomeriggio. Il resto del tempo lo impiego per cucinare dolci in forma rivisitata oppure cerco di dedicarlo a qualche gioco oppure un po’ di relax con i miei genitori.

Se non fossi una ciclista, quale altro sport avresti voluto praticare e perché?
In generale lo sport mi piace tutto sia andare a correre che il nuoto. Sono appassionata anche di escursioni e ferrate ma mi risulta un po difficile vedermi in un altro sport anche se sarei stata curiosa del pattinaggio su pista perché mi è sempre piaciuto.

Nel 2020 nuova casacca della Born to Win, cosa ti aspetti da questa nuova esperienza?
Questo ritardo di stagione ha fatto si di non conoscere meglio la nuova squadra. In inverno abbiamo fatto solo qualche ritiro ma sono positiva lo stesso e non vedo l’ora di cominciare l’avventura con questa nuova maglia. Per me e per tutte le mie compagne di squadra sarà una stagione molto corta con la speranza di toglierci qualche soddisfazione.

A tu per tu con le ragazze della Born to Win: Vittoria Reati

Settimo appuntamento con la nostra rubrica “A tu per tu” con le ragazze della Born to Win G20 Boiler Parts Ambedo: quest’oggi tocca a un’altra conferma del roster marchigiano Vittoria Reati nata a Lugo di Romagna il 26 luglio 1996 e residente a Massa Lombarda (sempre in Romagna!!!).

Parliamo di te, della tua passione per il ciclismo e della tua crescita agonistica dalle giovanili alla categoria élite.
Ho iniziato ad andare in bici per seguire mio fratello Augusto che correva e da lì ho voluto provare anche io ed è nato il mio amore per il ciclismo. Ho corso tra i giovanissimi con la squadra di mio padre Antonio la Ran Cellofan poi da esordiente primo e secondo anno ho militato nel Pedale Azzurro Rinascita di Ravenna, da allieva con la Re Artù di Forlì, da allieva con la Re Artù di Forlì. Primo anno da élite ho incontrato Brunello Fanini in occasione del Giro d’Italia Femminile che fece tappa a Cesenatico nel 2014 e mi ha chiesto se volevo entrare in squadra alla Michela Fanini perché secondo lui ero una discreta scalatrice e ho accettato. Con Fanini ho fatto due Giri d’Italia e varie gare internazionali, poi dal 2018 ho cambiato squadra per approdare alla Born to Win di Roberto Baldoni.

Come immagini il rientro alle corse seppur in maniera parziale e/o progressiva a estate inoltrata?
Personalmente credo che il rientro alle corse lo prevedo ad estate inoltrata dove saremo tutte allo stesso livello. Abbiamo fatto i rulli e per un mese e mezzo non potevamo uscire fuori casa ma quando andremo a pedalare su strada le cose cambieranno.

A parte gli allenamenti indoor e sui rulli, cosa fai nel resto della giornata in questa lunga quarantena?
Oltre ai rulli la mattina nel pomeriggio faccio body workout con mia sorella che è insegnante di ginnastica alternando anche un po’ di plank addominali. Fuori dagli allenamenti con il bel tempo prendo un po’ di sole, guardo qualche film e ascolto la musica.

Al ciclismo alterni anche il lavoro in un negozio di biciclette. Come riesci a conciliare il tuo tempo tra lavoro e allenamenti?
Prima dell’emergenza e del blocco delle attività lavorative, mi allenavo dalle 13 alle 15, poi tornavo al lavoro perché il negozio apre alle 15:30. È dura arrivare a sera visto che mi alleno ma riesco a farlo e trovo anche il tempo di riposarmi perché il riposo è fondamentale per allenarsi.

Se non fossi una ciclista, quale altro sport avresti voluto praticare e perché?
A me il ciclismo piace molto, è la mia passione ma dubito che non sarei stata una ciclista. Mi piace anche la ginnastica artistica che faceva mia sorella ma a causa dell’artride reumatoide me lo hanno sconsigliato a causa dei salti che si compiono quando fa questa disciplina sportiva e poi ho scelto il ciclismo in alternativa al nuoto.

Nel 2020 ancora una riconferma alla Born to Win, quali sono gli aspetti positivi di questo gruppo?
È un piacere aver ottenuto la riconferma in questo gruppo perché ci si diverte molto, siamo molto unite e abbiamo trovato anche un’ottima intesa con le nuove arrivate del team.

Da quando corri tra le élite con la Born to Win, c’è stato un momento o un frangente di corsa dove hai potuto giocare le tue chances fino alla fine?
Al momento no ma spero che arrivi l’attimo buono per mettermi in evidenza o giocare le mie chances. Ho sempre aiutato le altre compagne di squadra e mi piace mettermi al servizio di loro.

D’inverno ti dedichi al ciclocross, quanto è importante la multidisciplina? L’inverno è il periodo nel quale mi dedico nel ciclocross e nella mountain bike in pineta qui in zona da me vicino Ravenna. La multidisciplina è molto importante perché s’impara a stare in gruppo su strada ma anche per migliorare l’equilibrio, la tecnica e ti dà quel qualcosa in più rispetto agli altri.

A tu per tu con le ragazze della Born to Win: Claudia Meucci

La nostra rubrica “A tu per tu” con le ragazze della Born to Win G20 Boiler Parts Ambedo prosegue con la presentazione di un altro volto nuovo del roster marchigiano per la stagione corrente 2020: la toscana Claudia Meucci nata a Firenze il 22 gennaio 1999 e residente a Scandicci.

Parliamo di te, della tua passione per il ciclismo e della tua crescita agonistica dalle giovanili alla categoria élite.
Ho iniziato quando avevo cinque anni grazie a mio padre che ha corso in bici trasmettendomi questa passione. Dopo gli esordi tra i giovanissimi nelle promozionali G0, ho proseguito dalla categoria G1 in su e il mio percorso di crescita è stato abbastanza travagliato tra le esordienti secondo anno e le allieve perché ho avuto problemi di vasovagale. Mi sono sbloccata anche grazie all’aiuto di uno psicologo ma ho avuto altri momenti di difficoltà a fasi alterne tra la depressione e la mononucleosi.

Come immagini il rientro alle corse seppur in maniera parziale e/o progressiva a estate inoltrata?
Ci troviamo in una situazione insolita e complicata a livello sanitario nel nostro paese dove al momento è ancora prematuro parlare di ripresa dell’attività ciclistica. Spero di riprendere a gareggiare ai primi di luglio anche se appunto questa non è una priorità perché ci sono persone che lottano contro il coronavirus e hanno problemi di natura generale non solo per la propria salute. Passerà per tutti questa situazione perché non vediamo l’ora di gareggiare perché ci sono persone che ci seguono nel dietro le quinte di una squadra ma è giusto rispettare le norme e i divieti. Bisognerebbe ripartire in pista con l’inseguimento individuale ed anche le gare a cronometro per le quali non sono alla mia portata

A parte gli allenamenti indoor e sui rulli, cosa fai nel resto della giornata in questa lunga quarantena?
Oltre agli allenamenti lavoro a fianco di mio padre che ha un'azienda agricola e quindi un'attività che per fortuna rientra in quelle che possono lavorare con le restrizioni. Lavoriamo nei mercati vendendo frutta e verdura ma al momento stiamo facendo le consegne a domicilio per le persone appunto che non si possono spostare di casa come le persone anziane. Avendo un0azienda agricola di 150 ettari riesco ad allenarmi in mountain bike tra i boschi nelle vicinanze dell’azienda ma corro anche a piedi alternando con le sedute di palestra a corpo libero ma in casa. Porto a spasso il mio cane ma la mia quarantena non è mai dentro casa perché sono una persona molto attiva e dinamica. Riesco ad allenarmi sui rulli ma non tutti i giorni come stanno facendo la maggior parte dei ciclisti.

Se non fossi una ciclista, quale altro sport avresti voluto praticare e perché?
In passato ho provato a praticare diversi sport tra la danza classica e quella moderna, la boxe per un breve periodo di tempo ma mi sarebbe piaciuto provare il podismo.

Nel 2020 nuova casacca della Born to Win, cosa ti aspetti da questa nuova esperienza
Dall’inizio dell’anno abbiamo fatto soltanto due ritiri che hanno dato l'idea della squadra che si è venuta a creare. Siamo un gruppo abbastanza coeso nonostante i pochi giorni di ritiro a causa di questa quarantena. Sinceramente io mi aspetto un ulteriore anno di crescita sia a livello sportivo che di testa perché è qui che devo crescere. Mi aspetto di fare un passo in avanti sotto il punto di vista della compattezza di squadra e mi piacerebbe trovare questo spirito nella Born to Win. Mi aspetto un anno pieno di soddisfazioni da un punto di vista sportivo altrimenti ogni sacrificio rimane vano.

Sei cresciuta soltanto con il ciclismo su strada o hai spaziato in altre discipline?
Mi piace più il ciclismo su strada perché la mountain bike l’ho riscoperta soltanto in questo periodo di quarantena ora con questa quarantena e non prima. In pista ho gareggiato all’età di 15-16 anni quando sono stata selezionata per fare il quartetto con la rappresentativa della toscana ma non faceva per me perché nella paura di cadere e per fermarmi da sola, ho centrato un enorme cestino con la troppa velocità. Non mi sono fatta niente, l’ho archiviata col sorriso. Capita di eseguire delle sedute in bici a scatto fisso ma come preparazione invernale perché ti permette di compiere una pedalata molto fluida e più tonda

Oltre al ciclismo pedalato, hai partecipato a Miss Ciclismo e in più ti piace essere fotogenica
Si, ho preso parte a Miss Ciclismo nell’inverno scorso e mi sono divertita tanto. Le sfilate di moda, nello specifico, non fanno per me perché avendo un fisico atletico non sono adatta per questo genere di manifestazione. Preferisco di più fare la fotomodella che comunque è una forma artistica e rientra nelle mie possibilità in quanto ho molta cura del mio corpo. È una passione che mi porto dietro fin da piccola, ho partecipato a concorsi di bellezza ed anche a diversi shooting fotografici.

 

A tu per tu con le ragazze della Born to Win: oggi è il giorno di Letizia Galvani

foto by ASD Born to Win

Ancora un appuntamento con la nostra rubrica “A tu per tu” con le ragazze della Born to Win G20 Boiler Parts Ambedo presentando un’altra conferma del team marchigiano: la romagnola Letizia Galvani nata il 14 maggio 1996 a Lugo e residente a Massa Lombarda

1) Parliamo di te, della tua passione per il ciclismo e della tua crescita agonistica dalle giovanili alla categoria élite.
Ho iniziato a pedalare quando avevo 6 anni debuttando nella categoria G1. Una passione trasmessa da mio fratello, l'unico in famiglia che ha praticato ciclismo a livello agonistico. In questi 18 anni ho cambiato molte squadre, incontrando persone e realtà sia positive che negative, tutte esperienze che mi hanno maturato soprattutto come persona. Da juniores in poi ho sempre gareggiato per team lontani da casa, spaziando dalla Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana e oggi di nuovo nelle Marche. Nelle categorie giovanili non avevo lo scopo di raggiungere il livello èlite. Non sapevo quando avrei smesso, non ci pensavo e vivevo anno per anno. E poi eccoci qua, una sorpresa inaspettata.

Come immagini il rientro alle corse seppur in maniera parziale e/o progressiva a estate inoltrata?
Sarà senza dubbio un rientro atipico. Saremo accomunati da una strana esperienza che ha colpito ogni sportivo più mentalmente che fisicamente. Il nostro essere lo vedo come la linea di un grafico, che sale e scende ciclicamente, come un'onda. Secondo il mio piccolo parere, nell'ultimo periodo quest'onda si era un po' appiattita e un evento così forte ci servirà per far risalire la linea verso l'alto. Abbiamo ritrovato un entusiasmo tale che mai come ora desideriamo uscire per allenarci, tornare a competere e a lottare per guadagnarci quello che avevamo, quello a cui dedicavamo poco valore perché dato per scontato. Ribadisco che sarà molto strano ma sostengo che la maggior parte di noi apprezzerà in modo diverso i sacrifici e tutto lo sport in senso più ampio. Sarà molto curioso.

A parte gli allenamenti indoor e sui rulli, cosa fai nel resto della giornata in questa lunga quarantena?
Forse difficile da credere, ma durante la quarantena non mi sono mai annoiata. Ho riscoperto un forte interesse che mi ha spinto a leggere tantissimi libri e guardare documentari. Scrivo, ascolto musica e disegno spesso, cucino e finisco i Giga di internet per le troppe videochiamate con gli amici! Inoltre ho la possibilità di avere un giardino in cui passo la maggior parte del tempo durante le giornate calde e soleggiate. E la tv? Poca... Siamo una famiglia che non da importanza alla tempesta massmediatica, tanto che a volte mi dimentico di essere a casa per colpa del coronavirus. Cio' non toglie che ogni tanto ci concediamo qualche film alla sera.

Se non fossi una ciclista, quale altro sport avresti voluto praticare e perché?
Da piccola volevo diventare una calciatrice ma provavo troppa vergogna per giocare con soli maschi.
Alle scuole medie ero entrata nella squadra di calcio femminile, ma la bici ebbe comunque la meglio. Contemporaneamente al ciclismo ho praticato anche pallavolo, basket e boxe, sport che ho abbandonato a malincuore. Sono tutti affascinanti a loro modo, diversi e simili allo stesso tempo.

Nel 2020 ancora una riconferma alla Born to Win, quali sono gli aspetti positivi di questo gruppo?
Sì, quest'anno ho avuto la fortuna di essere riconfermata nel roster di Roberto Baldoni. Sottolineo 'fortuna' perché nonostante i momenti di difficoltà, in questo team primeggia il buon senso e l'umanità ancor prima del successo e del risultato sportivo. Tutto cio' non a discapito di professionalità e serietà. E non nascondo che durante le trasferte ci divertiamo tantissimo, sia con lo staff che con le compagne! Per cui non posso che ringraziare tutti loro e naturalmente gli sponsor che ci danno la possibilità di vivere tutto questo.

Oltre al ciclismo su strada tante le soddisfazioni anche dallo scatto fisso.
Da 4 anni sono entrata anche nel mondo dello scatto fisso. Un ambiente diverso dal ciclismo su strada differentemente stimolante e per noi donne anche più adrenalinico e seguito. È sempre presente un pubblico numeroso che trasmette forte energia ed emozioni. Sono competizioni svolte con biciclette senza freni e appunto a scatto fisso, simili a quelle utilizzate nei velodromi. Detta anche "Fixed", è una realtà vittima di grandi mutamenti che ci stanno spingendo sempre di più verso un panorama estero. Infatti grazie a queste corse abbiamo raggiunto le più belle città Europee, l'America e l'Asia. Adoro viaggiare e questo contribuisce a farmi amare ancor di più questi eventi.

A tu per tu con le ragazze della Born to Win: oggi incontriamo Silvia Folloni

Foto ASD Born to Win

Il quarto appuntamento consecutivo con la nostra rubrica “A tu per tu” con le ragazze della Born to Win G20 Boiler Parts Ambedo coincide con la presentazione di un volto nuovo del roster marchigiano 2020: la lombarda Silvia Folloni, nata a Legnano il 21 giugno 1995 ed ivi residente.

1) Parliamo di te, della tua passione per il ciclismo e della tua crescita agonistica dalle giovanili alla categoria élite.
La mia passione per il ciclismo nasce fin da piccola quando andavo a vedere le gare dei giovanissimi che organizzava mio nonno. Da lì ho capito che il ciclismo era il mio sport preferito. Ho iniziato a correre all’età di quindici anni da allieva secondo anno perché i miei genitori ritenevano il ciclismo uno sport troppo pericoloso. Poi si sono ricreduti e e li ringrazio molto perché senza di loro non sarei potuta arrivare fino alla categoria élite. L’inizio è stato abbastanza difficile perché mi sono confrontata con ragazzi che erano abituati a stare in gruppo ma poi piano piano sono riuscita a seguire il passo degli altri. Ho fatto già diversi anni tra le élite partecipando anche Giro Rosa e poi tante belle esperienze nonostante il mio debutto tardivo nelle corse ciclistiche.

2) Come immagini il rientro alle corse seppur in maniera parziale e/o progressiva a estate inoltrata?
Sicuramente il rientro alle corse sarà difficile e abbastanza complicato anche perché quest’anno l'avvicinamento all'inizio delle gare è stato molto anomalo e come se avessimo vissuto due inverni ciclisticamente parlando. Una volta ripresa l'attività possiamo procedere nel modo più normale possibile e personalmente spero di riattaccare il numero di gara al più presto in modo tale che tutto possa ripartire come prima e a fare la vita di sempre.

3) A parte gli allenamenti indoor e sui rulli, cosa fai nel resto della giornata in questa lunga quarantena?
In questo periodo di quarantena sto svolgendo allenamenti sui rull una o due volte al giorno più degli esercizi a corpo libero sia per le gambe che per la parte superiore concordati con il mio preparatore e con i miei direttori sportivi con i quali sono quotidianamente in contatto. Durante il resto della giornata leggo libri, guardo film e serie tv. Mi sto appassionando anche alla cucina, mi dedico a sperimentare nuove ricette che magari normalmente non avrei il tempo di fare e che sono fortunata perché posso condividere questo periodo molto difficile con i miei familiari e il mio ragazzo. Così il tempo passa basta un po di più per tutti.

4) Nel 2020 nuova casacca della Born to Win, cosa ti aspetti da questa nuova esperienza?
Mi sono trovata molto bene sia con lo staff sia per le campagne quindi sicuramente mi aspetto una bella esperienza. Sono molto dispiaciuta che l’inizio sia stato ritardato così tanto e sicuramente i propositi per fare una buona stagione ci sono tutti sia per l'organizzazione della squadra che per il mio stato di forma anche per il gruppo coeso che si è creato. Mi aspetto sicuramente di fare delle nuove esperienze in serenità e che tutte le mie compagne di squadra possano dare il massimo anche per dimenticare questo brutto periodo che ci sta tenendo lontano dalla passione per le due ruote e dal consueto contesto agonistico.

5) Correndo con una nuova formazione tutta marchigiana e dopo i trascorsi in Toscana, il ciclismo del Centro Italia può equipararsi a quello del Nord Italia?
Ho corso di recente in formazioni toscane con il Team Zhiraf di Prato e la Conceria Zabri Fanini che ha sede a Lucca. Sicuramente il ciclismo toscano ha le stesse potenzialità di quello del nord. Fino a poco tempo fa c'erano molte squadre di ciclismo di alto livello iscritte all’UCI di matrice toscana nel nostro ambito femminile e non ho notato nessuna differenza tra le squadre del nord e quelle del Centro Italia perché specialmente a livello professionistico ormai non c'è più questa differenza.

6) Atleta multidisciplinare o ti dedichi soltanto al ciclismo su strada?
In passato nella categoria juniores ho praticato pista e ciclocross, due discipline che ho portato avanti fino con dei buoni dei buoni risultati. Quest’anno è stato l'anno della laurea in psicologia clinica e ho deciso di fare un inverno un po’ più tranquillo. Sono molto favorevole alla multidisciplina perché sviluppa tante abilità e l’ho portata avanti fino alla categoria juniores, poi alternare la strada ad altre discipline ci si diverte ancora di più e si migliora tecnicamente.

A tu per tu con le ragazze della Born to Win : oggi con Caris Cosentino

Secondo appuntamento giornaliero consecutivo con la nostra rubrica “A tu per tu” con le ragazze della Born to Win G20 Boiler Parts Ambedo: oggi è la volta di un’altra conferma del roster marchigiano Caris Cosentino, perugina doc, nata il 18 settembre 1999, residente nel capoluogo di regione della verde Umbria.

1) Parliamo di te, della tua passione per il ciclismo e della tua crescita agonistica dalle giovanili alla categoria élite. Ma il tutto parte dalla tua vicina di casa!
Ho iniziato ad andare in bici perché la mia vicina di casa mi aveva sfidato a togliere le rotelle e una volta imparato a pedalare da sola non sono più scesa.. Questa sicurezza e questa passione per la bici è stata sempre accompagnata e "agevolata" dalla mia famiglia e in particolare da papà. Lui veniva sempre dalle due ruote, ma a differenza della bici il suo mezzo aveva un motore. Ho iniziato a correre nel 2008 con la Mbx ma a causa della mancanza di una categoria femminile le competizioni con i maschi erano pressoché impossibili per cui l'anno successivo sono passata ad un altra specialità, le corse su strada. I risultati sono venuti sin da subito, sia nelle gare regionali che extra e anche ai vari Meeting i piazzamenti non sono mancati. Le cose non sono andate per il meglio, ho cambiato squadra diverse volte e nel momento in cui dovevo passare nella categori junior ho deciso di smettere, di lasciar perdere tutto e tutti. Questa decisione mi ha permesso di capire veramente quello che rappresentava per me la bicicletta. Grazie all'aiuto della mia famiglia e di una squadra umbra Lu Ciclone sono ripartita, riuscendo a partecipare alle ultime gare da junior primo anno. Dopo di che ho conosciuto Roberto Baldoni che mi ha tesserato nella sua squadra in cui mi trovo tutt'oggi.

2) Come potrebbe avvenire il rientro alle corse seppur in maniera parziale e/o progressiva a estate inoltrata?
Non so come immaginare un rientro dopo una situazione del genere, so solo che non vedo l'ora, credo che una sicurezza totale al momento non si possa garantire. La Federazione dovrà attenersi e agire di conseguenza alle varie direttive del Governo e per una eventuale ripresa dovrà secondo me, mettere a disposizione la possibilità di creare una specie di patentino che attesti ad ogni gara l'immunità delle atlete. Al momento si potrebbe ripartire con delle gare a cronometro e con l'attività su pista, ovviamente nelle specialità individuali.

3) A parte gli allenamenti indoor e sui rulli, cosa fai nel resto della giornata in questa lunga quarantena?
L'attività motoria che svolgo ora non è sicuramente quella di due mesi fa, però in qualche modo mi tengo impegnata. Oltre alle noiose sedute di allenamento sui rulli, faccio delle camminate intorno a casa, esercizi a corpo libero cercando di mantenere il più possibile il tono muscolare, ma oltre a questo ho scoperto che anche pulire casa, risistemare la camera, fare qualche modifica in qua e in là può essere un buon modo per fare movimento. Un altro bell’esempio il prossimo lavoretto sarà quello appendere la televisione al muro.

4) Se non fossi una ciclista, quale altro sport avresti voluto praticare e perché?
Mi sarebbe piaciuto moltissimo fare danza, in particolare Hip Hop e Break dance, amo la danza, amo la carica che trasmette e prorpio per questo seguo parecchie Crew Americane, in particolare i Jabbawockeez e i Royal Family.

5) Nel 2020 ancora una riconferma alla Born to Win, quali sono gli aspetti positivi di questo gruppo?
Di questo gruppo sono quella meno giovane e mi ritengo molto fortunata nell'aver incontrato Roberto Baldoni. Grazie a lui, ho potuto conoscere persone altrettanto fantastiche. Roberto rappresenta il motore di tutto, ci permette di gareggiare ad un livello che nel centro Italia non è possibile per altre squadre.

6) Da quando corri tra le élite con la Born to Win, c’è stato un momento o un frammento di corsa dove hai potuto giocare le tue chances fino alla fine?

Nel 2019 avendo corso tanto, sia in Italia che fuori ho avuto molte possibilità di mettermi in luce e in particolare ci sono "riuscita" in Francia con un 13° posto al Giro della Toscana chiudendo la classifica giovani in settima posizione ma anche al Giro delle Marche in Rosa, al Giro dell'Emilia e Al Beghelli anche se in queste ultime gare tutto non è andato per il verso giusto.
7) Hai avuto modo di fare qualche gara in pista di recente anche con la Born to Win. Per una ragazza giovane come te, quanto è importante la multidisciplina?
Negli ultimi due anni ho avuto modo di partecipare a delle gare in pista ma in un’ottica più di allenamento che di gara vera e propria. Reputo la multidisciplinarietà molto importante, ogni disciplina aiuta a sviluppare e a migliorare una caratteristica dell'atleta, il tutto inserito all'interno di un programma realizzato allo scopo di aumentare la performance dell'atleta, per cui ogni attività dovrà essere mirata, calibrata e moderata.

A tu per tu con le ragazze della Born to Win - G20 Boiler Parts - Ambedo: Roberta Caferri

foto by Born to Win

Iniziamo la nostra rubrica giornaliera in modalità “A tu per tu” con Roberta Caferri, classe 1999, di Pomezia (Roma), al terzo anno di fila con la maglia della Born to Win.

1) Parliamo di te, Roberta, della tua passione per il ciclismo e della tua crescita agonistica dalle giovanili alla categoria élite.

La passione per la bici nasce grazie a mio papà Roberto, ex cicloamatore che, a causa di un problema fisico, fu costretto al ritiro nel 2004. Successivamente ebbe la proposta di diventare direttore sportivo della Punto Bici Aprilia, squadra nella quale ho fatto tutta la trafila nella categoria giovanissimi e di cui porto bellissimi ricordi dentro di me. Da lì non sono più scesa di sella: tra le esordienti ho militato nella Cycling Team Elleci pedalando con i maschi. Qualche anno dopo ho deciso comunque di fare molte esperienze anche in ambito femminile a partire dalle allieve dove mi sono trasferita in Toscana per gareggiare e capire cosa voleva dire correre in un team tutto al femminile con la Polisportiva Marina di Cecina di patron Silvio Lotti. Poi è stata la volta da juniores con la Vallerbike ancora in Toscana dove ho condiviso i momenti più belli e difficili della mia carriera in ambito sportivo con il successo al campionato regionale toscano. Dal 2018 sono con la Born to Win e non posso far altro che ringraziare Roberto Baldoni perché qui ho trovato una vera e propria famiglia.

2) Come potrebbe avvenire il rientro alle corse seppur in maniera parziale e/o progressiva a estate inoltrata?

Immagino un rientro alle corse sicuramente particolare e diverso da quello che siamo abituati a vivere ogni anno. Iniziare più tardi e finire tra autunno e inverno, a ridosso delle gare di ciclocross, rende tutto un po’ anomalo perché si accavalleranno le due specialità. Spero che andrà tutto bene e che si riuscirà a fare almeno una parte di questa stagione perché per noi tutte le corse sono la prova del nostro rendimento e dei tanti sacrifici che abbiamo fatto in un anno intero. Con la stagione che inizierà ad estate inoltrata, è un danno per molti ragazzi e ragazze non solo sul piano fisico e atletico ma si rischia di perdere completamente tutta l'annata

3) A parte gli allenamenti indoor e sui rulli, cosa fai nel resto della giornata in questa lunga quarantena?

Gli allenamenti sono molto diversi da quelli che ero abituata a svolgere ma non mi sono buttata giù moralmente. Con i miei direttori sportivi Pietro Cesari e Samuele Agostinelli, insieme al mio preparatore atletico Alessio Cellini, abbiamo cercato di modificare la preparazione improntando le mie sedute sui rulli principalmente sul lavoro specifico e i richiami di palestra a corpo libero. Con questo speriamo tutti quanti che in breve tempo si possa rientrare alle corse in modo da poter perfezionare meglio i carichi di lavoro. Al momento sto lavorando in un'azienda farmaceutica con turni settimanali dalle sei alle due e dalle due alle dieci settimanali ma il mio obiettivo è a settembre quando inizierò gli studi in chimica all'Università di Tor Vergata sperando che questo periodo anomalo possa finire e si possa svolgere un'attività costante nello studio e nella preparazione degli esami.

4) Se non fossi una ciclista, quale altro sport avresti voluto praticare e perché?

Avrei optato per il pattinaggio che è uno sport ti amo da qua io sono piccolissima e che ho avuto il piacere di praticare per quattro anni. Proprio per questo il mio più grande sogno era quello di diventare come il mio idolo Carolina Kostner.

5) Nel 2020 ancora una riconferma alla Born to Win, quali sono gli aspetti positivi di questo gruppo?

Essere di nuovo confermata nel roster della Born to Win mi rende felice e orgogliosa. In questi ultimi anni ho trovato una vera e propria famiglia che mi ha accolto come una figlia, ho il piacere di correre al fianco di tante sorelle più che compagne di squadra con le quali ho vissuto tante belle esperienze di vita e non solo in bici. Ci tengo a ringraziare il presidente Roberto Baldoni per la fiducia e la possibilità che ci ha dato per aver gareggiato in ogni parte d'Italia e anche fuori nazione insieme ai meccanici e ai direttori sportivi. Ci tengo a precisare che più che una squadra, ho trovato una famiglia e spero di non perderla mai.

6) C’è un altro ciclista Caferri: lo juniores Marco. Un consiglio al fratello minore e al futuro campione?

Mio fratello Marco ha quattro anni in meno di me e si appresta a debuttare come juniores di primo anno con l’AS Roma Ciclismo. Un consiglio che sento di dargli da sorella maggiore è quello di non mollare mai e di metterci tanta grinta e tanto amore in quello che fa. Sotto l’aspetto ciclistico quello che posso dirgli è di aumentare un po’ la cattiveria agonistica in gara ma per il resto avendo un carattere molto diverso dal mio, credo che mio fratello già riesce ad affrontare con molta tranquillità tutto ciò che fa parte del mondo della bicicletta riuscendo a gestire molto bene l’alimentazione, gli allenamenti e conciliare la scuola. Colgo l'occasione per fare un grande in bocca al lupo a lui e a tutto il team di AS Roma Ciclismo di poter raggiungere tutti gli obiettivi che si sono prefissati.

Anastasia Carbonari trionfa a Bolzano e ottiene la seconda vittoria stagionale

foto d'archivio - Ciclomarche

26.05.2019 - di Vivian Ghianni # Il racconto della gara in viva voce di Anastasia Carbonari alla pagina -> Home 

Nella gara disputata a Ceparana nelle scorse settimane era stata scaltra ad inserirsi nell’azione decisiva e a far valere il suo ottimo spunto veloce nel finale. Ieri, a Bolzano, Anastasia Carbonari ha intuito ancora una volta il momento giusto per entrare in azione e con uno sprint perfetto ha ottenuto la seconda affermazione stagionale. Una grande soddisfazione per l’atleta di Montegranaro, ottima protagonista di questa prima parte di stagione, che ha permesso alla Born to Win di aggiudicarsi la settima edizione del Gran Premio Hotel Fiera Bolzano – Trofeo Macelleria Dall’Osto. Gara disputata sul consueto di circuito di 4,1 chilometri interamente pianeggianti da ripetere 25 volte per complessivi 82,5 chilometri. La corsa si è sviluppata su buoni ritmi, con Francesca Pisciali, bolzanina doc e portacolori della Born to Win, in evidenza sui traguardi volanti, tanto da vincere la speciale classifica. A 6 tornate dalla conclusione il momento decisivo: in testa si è sganciato un drappello di quattro atleta, comprendente Gaia Masetti del Team Wilier-Breganze, Anastasia Carbonari della Born to Win, Greta Marturano della Top Girls e Letizia Borghesi dell’Aromitalia-Vaiano. Grazie all’ottimo accordo delle battistrada, il vantaggio nei confronti del gruppo (in cui erano molto attive Racconigi e Ciclismo Insieme) ha raggiunto la quarantina di secondi, rendendo particolarmente arduo l’inseguimento. Quando è stato ormai chiaro che il successo sarebbe stato un affare a quattro, si è solamente dovuto attendere l’epilogo con uno sprint ristretto, in cui Anastasia Carbonari, nettamente la più veloce del drappello, ha prevalso con autorevolezza. Seconda posizione per Letizia Borghesi mentre al terzo posto ha chiuso Greta Marturano, entrambe autrici comunque di un’ottima prova. Leggermente staccata (a 4”) ha chiuso una generosa Gaia Masetti, che si è comunque consolata con la vittoria di categoria, essendo stata la prima juniores a tagliare il traguardo. Il gruppo inseguitore ha tagliato il traguardo con un ritardo di 36” ed è stato regolato nello sprint per la quinta posizione da Laura Tomasi della Top Girls, che ha preceduto Sofia Collinelli del VO2 Team Pink, Vanessa Michieletto del Team Wilier-Breganze, Elisabetta Zanotto del Team Lady Zuliani, Michela Balducci dell’Aromitalia Vaiano e Giorgia Catarzi del Ciclismo Insieme. Tra le atlete marchigiane in evidenza anche Ylenia Fiscarelli del Team Vallerbike, sesta junior e undicesima assoluta al traguardo. La gara era valida anche per l’assegnazione dei titoli provinciali altoatesini, conquistati rispettivamente da Miriana Da Rui del Mendelspeck per quanto riguarda le Donne Open e da Julia Maria Graf del Kardaun tra le Juniores.
 
 

Born To Win 2019 : tanta voglia di stupire

di Vivian Ghianni

Quando nel 2017 ebbe avvio una nuova avventura da vivere nel ciclismo femminile, in una formazione che fino a quel momento svolgeva unicamente un’attività di tipo amatoriale, probabilmente in pochi si sarebbero aspettati una crescita così costante in sole tre stagioni. Eppure il nome del sodalizio marchigiano parla chiaro: Born to Win, che traducendo dall’inglese diventa “Nati per vincere”. La formazione dell’ambizioso team manager Roberto Baldoni infatti ha avuto fin da subito il chiaro intento di non limitarsi a dare lustro ad una regione (le Marche) che, ciclisticamente parlando, tante soddisfazioni ha saputo regalarsi nel settore femminile e non solo. La Born to Win vuole cercare d’imporsi sempre più anche nel panorama nazionale e, perché no, internazionale, puntando così a diventare una formazione di riferimento che sappia andare decisamente al di là del Centro-Italia. L’organico 2019, tra conferme e nuovi innesti, si presenta indubbiamente competitivo e, sotto la direzione dei direttori sportivi Pietro Cesari e Samuel Agostinelli, punta a togliersi il maggior numero di soddisfazioni possibili, come hanno già dimostrato le positive prime uscite stagionali. Tra le atlete riconfermate, la prima menzione va sicuramente ad Anastasia Carbonari: l’atleta di Montegranaro, non ancora ventenne, è senza dubbio il nome da tenere in particolare considerazione, in virtù di una crescita costante che attualmente la vede come una delle più interessanti rivelazioni del panorama nazionale. Abile a difendersi sugli strappi brevi, è dotata di un ottimo spunto veloce, che le consente di lottare non solo per un semplice piazzamento ma anche per la vittoria. Accanto a lei fa ancora parte del team la laziale Giorgia Fraiegari, che dopo annate segnate da vari inconvenienti che ne hanno rallentato la crescita, punta ad un deciso riscatto, senza neppure dimenticare il proficuo impegno nella specialità delle Fixed Bike, dove lo scorso anno ha saputo laurearsi campionessa del mondo. Riconfermate dal roster 2018 anche la laziale Roberta Caferri, anche lei dotata di buon spunto veloce; la romagnola Vittoria Reati, altra ragazza che si cimenta nella specialità dello scatto fisso e l’umbra Caris Cosentino, in grado di fornire un prezioso apporto alle compagne. Ben cinque invece i volti nuovi di questa stagione: Letizia Galvani, passista-veloce romagnola nonché altra specialista delle Fixed; l’altoatesina Francesca Pisciali, una delle possibili rivelazioni della stagione, specie sui percorsi ondulati; l’abruzzese Sara Rossi, già capace di buone prestazioni e decisa a crescere ulteriormente in questo 2019; l’emiliana Arianna Sessi, altra pedina che potrebbe rivelarsi preziosa per la formazione marchigiana. Ultima menzione ma non meno importante, anzi...per la bergamasca Claudia Cretti: atleta di grande talento, capace nelle scorse stagioni di conquistare anche un titolo europeo dello Scratch su pista, nel 2017 fu vittima di un terrificante incidente di gara nel corso della settima tappa del Giro Rosa, le cui conseguenze fecero temere per la sua stessa vita per svariate ore. Scampato fortunatamente il pericolo e dopo una lenta ripresa, la Cretti è tornata pian piano ad una normale quotidianità, coltivando però sempre il sogno di poter tornare in bicicletta. Cogliendo la palla al balzo, è stato proprio il team di Baldoni ad offrirle l’opportunità di attaccare nuovamente il numero dietro la schiena per effettuare il debutto nel paraciclismo, inseguendo un nuovo ambizioso sogno: quello di poter partecipare alle Paralimpiadi di Tokyo 2020. Le premesse per una grande stagione ci sono tutte ed anche la seconda edizione del Giro delle Marche in Rosa, patrocinata proprio dal team, offrirà sicuramente un’ottima opportunità per mettersi in mostra. Di seguito il riepilogo del Roster 2019 della ASD BORN TO WIN: Claudia Cretti, nata a Lovere (BG) il 24/05/1996 Anastasia Carbonari, nata ad Ancona l’11/09/1999 Caris Cosentino, nata a Perugia il 18/09/1999 Giorgia Fraiegari, nata ad Aprilia (LT) il 18/07/1995 Letizia Galvani, nata a Lugo (RA) il 14/05/1996 Francesca Pisciali, nata a Bolzano il 19/05/1998 Vittoria Reati, nata a Massa Lombarda (RA) il 26/07/1996 Sara Rossi, nata a Sulmona (AQ) il 13/03/2000 Arianna Sessi, nata a Carpi (MO) l’08/10/1999 Roberta Caferri, nata a Roma il 07/11/1999 Team Manager: Roberto Baldoni Direttori Sportivi: Pietro Cesari, Samuel Agostinelli

Anastasia Carbonari vince a Ceparana il Trofeo Penna - Baldassini per donne open: ecco il suo racconto in presa diretta dalla gara.

Foto dalla pagina Born to Win

 di Anastasia Carbonari

Il percorso era impegnativo per me, perché c’era una salita da ripetere due volte che terminava ai meno 3 km; poi c’era la discesa e in fondo l’ultimo km. Sapendo che era così impegnativa, ho anticipato nei giri in pianura e così ho fatto un giro da sola. Poi, si sono accodate altre ragazze fra cui c’era anche una mia compagna di squadra: la Pisciali. Al primo giro in salita, lei attacca per il GPM e rimane da sola. Allora le altre ragazze - nel giro basso – si sono messe a tirare per riprenderla e io mi sono riposata rompendo i cambi. Alla seconda tornata della salita la riprendiamo e io cerco di rimanere attaccata alle prime. Infine, rimaniamo in quattro e io negli ultimi metri di salita perdo un po’ di terreno ma sapevo che poi le avrei riprese nella discesa che portava all'arrivo dalle caratteristiche molto tecniche. Al termine della discesa, quindi all’ultimo km, riprendo le due ragazze ma nel frattempo la Magri si era avvantaggiata di qualche metro. Ai meno 400 mt, decido di partire perché altrimenti non sarei più riuscita a riprenderla in tempo. Il resto lo sapete!!!