LETIZIA PATERNOSTER OTTIENE LA PRIMA VITTORIA DA ELITE AL GP LIBERAZIONE PINK: BATTUTE IN VOLATA CONFALONIERI E LELEIVYTE

foto Ciclomarche

di Vivian Ghianni
 
A livello giovanile è riuscita a vincere quasi tutto, ottenendo trionfi europei e mondiali specialmente su pista. Proprio per questo Letizia Paternoster è uno dei talenti che erano particolarmente attesi in questo 2018 al debutto nella categoria Elite e la giovanissima atleta trentina ha già avuto modo di ripagare al meglio le attese: nella splendida cornice delle Terme di Caracalla a Roma infatti, nella mattinata di ieri si è aggiudicata la terza edizione del Gran Premio Liberazione Pink, interrompendo così il monologo di Marta Bastianelli, riuscita a trionfare sia nel 2016 che nel 2017. Per la Paternoster è pertanto la prima di quella che, si spera, sia una lunga serie di vittorie anche su strada. La corsa, lunga 96 chilometri (16 le tornate complessive, di 6 chilometri ciascuna) non ha offerto grossi spunti di cronaca, col gruppo mantenutosi pressoché compatto e con la selezione avvenuta gradualmente nel corso dei giri. Nel corso dell’ultimo chilometro si è poi sviluppata l’azione decisiva: ad attaccare è stata la lituana dell’Aromitalia-Vaiano Rasa Leleivyte, già salita sul podio nella precedente edizione (fu seconda nel 2017), portandosi dietro anche Letizia Paternoster (Astana), Nadia Quagliotto (Top Girls), Maria Giulia Confalonieri (Valcar) e Diana Klimova (Nazionale Russa). Per loro circa dieci secondi di vantaggio, sufficienti per sorprendere il resto del gruppo. Epilogo con volata ristretta quindi, con la Paternoster che ha fatto valere il suo notevole spunto veloce per aggiudicarsi il successo, precedendo nell’ordine Confalonieri, Leleivyte, Klimova e Quagliotto. Le inseguitrici hanno tagliato il traguardo con un ritardo di 7” e la volata per il sesto posto ha visto prevalere Rachele Barbieri (atleta della Wiggle Honda ma associata in questa occasione alla Chirio-Forno d’Asolo), che si è messa alle spalle Martina Alzini (Astana Women), Elisa Balsamo (Team Valcar), Maria Vittoria Sperotto (BePink) e Debora Silvestri (Eurotarget Bianchi Vitasana).

 

IL GIRO DI CAMPANIA SI CHIUDE NEL SEGNO DELL’ASTANA: ULTIMA TAPPA A MARTINA ALZINI, CLASSIFICA GENERALE A ELENA PIRRONE

di Vivian Ghianni, foto uff. stampa Giro di Campania in Rosa

Terza ed ultima tappa al Giro della Campania in rosa, che ha mandato in archivio la quarta edizione con la tradizionale frazione conclusiva a Caivano. La prova era valida come 83esima edizione della Coppa Caivano, gara che nelle scorse annate era stata una classica del ciclismo giovanile in ambito maschile.

Gli ultimi 88 chilometri di gara, distribuiti lungo un circuito di 8 chilometri da ripetere per 11 volte, ha avuto una prevedibile conclusione allo sprint, dal momento che il controllo operato dal gruppo non ha permesso che si verificassero colpi di mano vincenti. A primeggiare è stata ancora una volta l’Astana Women, che in quest’occasione ha portato al successo Martina Alzini. La bionda atleta lombarda si è imposta con uno sprint di giustezza, andando a precedere Martina Fidanza dell’Eurotarget e la francese Laura Asenico del Comité Auvergne-Rhone Alpes. Chiusura ai piedi del podio di giornata per la vincitrice dell’edizione 2017 del Giro di Campania, ovvero la toscana Michela Balducci (quest’anno in forza all’Aromitalia-Vaiano), a cui ha fatto seguito la prima juniores al traguardo, ovvero la ligure Gloria Scarsi del Team Valcar. Nadia Quagliotto (Top Girls), Carmela Cipriani (Conceria Zabri), Emanuela Zanetti (Gauss Team), Vittoria Guazzini (Team Zhiraf) e la russa Diana Klimova hanno chiuso la top ten,

In virtù di questo risultato, non si è verificato alcun avvicendamento in classifica generale e così la vittoria del Giro di Campania 2018 è andata ad Elena Pirrone, forte del bel successo ottenuto nella tappa di sabato a Mercato San Severino. L’altoatesina ha chiuso con 171 punti complessivi contro i 125 conquistati sia da Nadia Quagliotto della Top Girls e da Elena Franchi (che ha conquistato la cronoscalata inaugurale e la maglia verde di miglior scalatrice) della Conceria Zabri. Conferme anche nelle altre classifiche, con le toscane Vittoria Guazzini prima nella classifica riservata alle juniores e Francesca Baroni, che invece si è aggiudicata la maglia ciclamino dei traguardi volanti.

ELISA BALSAMO CONQUISTA L’OMLOOP VAN BORSELE ALLO SPRINT. BELLA PROVA ANCHE PER CHIARA CONSONNI, SETTIMA

foto uff. stampa team Valcar

di Vivian Ghianni - foto uff. stampa team Valcar

Dopo tante ottime prestazioni, quest’oggi è arrivata per il Team Valcar la prima affermazione internazionale del 2018. La talentuosa Elisa Balsamo si è infatti aggiudicata allo sprint l’Omloop Van Borsele in Olanda, gara in linea che anticipa la chiusura del Trittico ardennese, dal momento che domani andrà in scena la Liegi-Bastogne-Liegi femminile in contemporanea con la disputa della gara maschile. Lungo i 136,7 chilometri del tracciato si sono registrati vari tentativi di fuga: i primi sono stati operati dalla danese Michelle Quaade e dalle olandese Marit Cent e Paulien Koster, raggiunte poi dal gruppo a circa metà gara. Successivamente ci hanno provato una decina di atlete, tra cui la belga Kaat Hannes, senza però riuscire a dare vita all’azione decisiva e permettendo così al gruppo di ricompattarsi prima dell’arrivo. La volata conclusiva ha finalmente premiato la cuneese Elisa Balsamo, che con un grande spunto è riuscita finalmente a conquistare il primo successo di peso su strada tra le Elite (e parliamo ancora di una ragazza di appena 20 anni). Battute le olandesi Lorena Wiebes ed Evy Kuipers, con l’altra olandese Marjolein Van’t Geloof e la francese Pascale Jeuland a completare la top 5. Ancora una volta molto bene anche Chiara Consonni, che in appoggio alla Balsamo ha conquistato un ottimo settimo post. Nel Team Valcar si registrano anche i piazzamenti in top 20 di Ilaria Sanguineti (14esima) e Maria Giulia Confalonieri (18esima).

MARTA BASTIANELLI INARRESTABILE: SUA ANCHE LA FRECCIA DEL BRABANTE DAVANTI A KIRCHMANN E VOS. BENE CONFALONIERI E CONSONNI

di Vivian Ghianni - foto A. Vos

Inizio di stagione veramente strepitoso per Marta Bastianelli, che nel pomeriggio odierno si è aggiudicata in Belgio la prima edizione della Freccia del Brabante, disputata sulla distanza di 136,8 km con partenza e arrivo a Gooik. Per l’atleta laziale si tratta della quinta affermazione del 2018, dopo aver fatto proprie anche la Gand-Wevelgem e il GP de Dottignies in Belgio. Gara subito movimentata, con strappi secchi e tratti in pavé a rappresentare le maggiori insidie per le atlete. Nella prima parte si è sviluppata una fuga di otto atlete, in cui erano presenti, tra le altre, Rasa Leleivyte dell’Aromitalia-Vaiano, Janneke Ensing dell’Alé Cipollini e Kelly Druyts della Doltcini mentre in un secondo momento ha tentato la sortita anche Silvia Persico del Team Valcar. Successivamente si è sviluppato un secondo tentativo di fuga di sette atlete, in cui oltre all’onnipresente Ensing si sono trovate in testa anche Marianne Vos e Amanda Spratt della Waow Deals, Demi De Jong della Lotto-Soudal, Liane Lippert del Team Sunweb, Anna Henderson del Team OnForm e Sofie De Vuyst della Doltcini, che ha avuto un vantaggio massimo prossimo al minuto. Nei giri conclusivi, però, la reazione del gruppo non si è fatta attendere e l’Alé Cipollini ha preparato lo sprint per Marta Bastianelli, che con l’ennesimo spunto imperioso è andata ad ottenere una nuova splendida vittoria. Seconda posizione per la canadese Leah Kirchmann del Team Sunweb mentre Marianne Vos ha completato il podio, chiudendo al terzo posto. La belga Jolien D’Hoore, altra grande favorita della gara odierna, si è piazza al quarto posto davanti alla sempre convincente Maria Giulia Confalonieri, che ha regalato una buona quinta posizione al Team Valcar. A seguire nell’ordine d’arrivo troviamo Rasa Leleivyte, Kelly Druyts e una bravissima Chiara Consonni, altra atleta Valcar, che ha chiuso con un buon ottavo posto. L’olandese Monique Van De Ree e la belga Sofie De Vuyst hanno chiuso la top ten di giornata.

MARTA BASTIANELLI TRIONFA NELLA GAND-WEVELGEM FEMMINILE, IN TOP 10 ANCHE BARBARA GUARISCHI E LETIZIA PATERNOSTER

foto Alè Cipollini

di Vivian Ghianni

Una bellissima notizia per i colori italiani è giunta nel pomeriggio odierno, dal momento che la Gand-Wevelgem femminile, gara valida per il World Tour, ha visto l’ottima affermazione di Marta Bastianelli. La forte atleta romana, ormai tornata su livelli di competitività eccellenti in queste ultime stagioni, ha ottenuto la sua terza vittoria stagionale, aggiungendo un tassello prezioso al proprio palmarés. 142,6 i chilometri da percorrere nella gara femminile, col primo tentativo d’avanscoperta operato dall’ex campionessa del mondo di ciclocross Thalita De Jong dell’Experza-Footlogic, andata in avanscoperta dopo 40km di gara. Per lei un vantaggio massimo di una quarantina di secondi, prima del ricompattamento ai piedi delle asperità di giornata, in cui è stata la Boels-Dolmans ad imprimere un ritmo sostenuto in testa al gruppo. Dopo alcuni frazionamenti, è stata un’altra atleta olandese (Rozanne Slik della FDJ) a tentare l’avanscoperta, venendo raggiunta ad una ventina di km dal traguardo. A questo punto è stato il vento a creare notevoli difficoltà alla marcia delle ragazze, con alcuni frazionamenti che hanno condotto agli ultimi, scoppiettanti 10 chilometri di gara. In questa fase è stata molto attiva la Sunweb, con la vincitrice uscente Coryn Rivera che ha tentato la carta dell’anticipo, prima che a provarci fosse la compagna di team Ellen Van Dijk ma il gruppetto è riuscito a ricompattarsi, sotto l’impulso della Boels. Si è così giunti allo sprint finale, dove Marta Bastianelli ha potuto contare sull’aiuto di un’apripista d’eccezione come Chloe Hosking, che ha pilotato perfettamente l’atleta laziale, andata così ad aggiudicarsi splendidamente la vittoria. Seconda posizione per la belga Jolien D’Hoore della Mitchelton-Scott, uscita in ottima forma nelle ultime gare mentre al terzo posto a completare il podio è stata la giovane tedesca Lisa Klein della Canyon SRAM. Quarto posto per la cubana dell’Astana Arlenis Sierra, seguita da Amy Pieters, Hannah Barnes, Ashleigh Moolman e Flortije Mackaij. A chiudere la top ten altre due atlete italiane: buon nono posto per Barbara Guarischi, che da questa stagione veste i colori del Team Virtu mentre in decima posizione troviamo Letizia Paternoster, con la trentina dell’Astana che ha così centrato la prima top 10 in una gara World Tour. Grazie al piazzamento odierno, la belga Jolien D’Hoore conquista la leadership del World Tour con 380 punti mentre Marta Bastianelli sale al terzo posto con 350 punti.

UNA SPLENDIDA KATARZYNA NIEWIADOMA CONQUISTA IL TROFEO BINDA

foto GC Monti

di Vivian Ghianni

Al termine di una giornata segnata dal maltempo, la polacca Katarzyna Niewiadoma ha fatto sua la 20esima edizione del Trofeo Alfredo Binda di Cittiglio, coronando positivamente un attacco portato negli ultimi 10 chilometri di gara. Per la forte atleta della Canyon SRAM si tratta del primo successo di questo 2018, dopo averlo sfiorato per l’ennesima volta alle Strade Bianche. 131,3 i chilometri da percorrere, con il freddo e la pioggia a complicare non poco la marcia delle atlete. A circa 40 chilometri dalla conclusione sono state la spagnola Ane Santesteban dell’Alé Cipollini e la bielorussa Alena Amialiusik della Canyon SRAM ad attaccare con decisione, portando il proprio vantaggio poco oltre i 50” nei confronti di un gruppo in cui si sono registrate alcune schermaglie (tra le più attive Canuel, Longo Borghini e Barker). Nel corso della penultima tornata all’inseguimento della coppia di testa si sono portate la polacca Malgorzata Jasinska della Movistar e l’americana Megan Guarnier della Boels-Dolmans, riuscite a rientrare poi in testa per andare a formare un quartetto al comando. Nel corso dell’ultimo giro la reazione delle inseguitrici ha fatto sì che in testa si ritrovassero 13 atlete, con molte delle favorite della vigilia (Longo Borghini, Ferrand Prévot, Vos, Blaak, Niewiadoma tra le altre) e con l’ultima ascesa verso Orino a stabilire probabilmente chi sarebbe stata la vincitrice. Proprio sulle prime rampe della salita è arrivato il deciso attacco della Niewiadoma, capace di conquistare subito un buon margine e di resistere all’inseguimento delle altre (con una generosa Longo Borghini che ha tentato di ricucire il gap). Nulla da fare però, con la talentuosa polacca andata ad iscrivere meritatamente il proprio nome nel prestigioso albo d’oro della gara varesine. A 23” la volata per la seconda posizione ha premiato la campionessa del mondo Chantal Blaak, che ha preceduto la connazionale Marianne Vos, Amanda Spratt e Alena Amialiusik. A completare la top 10 Pauline Ferrand Prévot, Cecilie Uttrup Ludwig, Karol-Ann Canuel, Lucy Kennedy e quindi Elisa Longo Borghini. A 59” invece è giunto il grosso del gruppo, regolato nello sprint per l’11esima piazza da Elisa Balsamo, in cui si annotano anche i piazzamenti di Marta Bastianelli (13esima), Sofia Bertizzolo (17esima) e Maria Giulia Confalonieri (19esima). Vittoria straniera anche nel Trofeo Da Moreno disputato in mattinata sulla distanza di 70,2 chilometri e riservato alla categoria juniores: ad esultare è stata la britannica Pfeiffer Georgi, vincitrice della Gand-Wevelgem junior nella scorsa stagione, andata a precedere la francese Jade Wiel con cui si è avvantaggiata nel finale. A 21” la volata per la terza posizione ha premiato la toscana Vittoria Guazzini, passata in questa stagione a difendere i colori del Team Zhiraf. Quarta posizione per Silvia Zanardi del VO2 Team Pink, così come Sofia Collinelli, classificatasi all’ottavo posto.

Montignoso 2018: Il trofeo Oro in Euro premia Marta Bastianelli

di Vivian Ghianni - foto uff. stampa Alè Cipollini

Appena ventiquattr’ore dopo la disputa delle Strade Bianche, il ciclismo femminile è stato ancora protagonista in Toscana con la disputa del Trofeo Oro in Euro – Women’s Bike Race a Cinquale di Montignoso, in provincia di Massa-Carrara. Percorso in parte rivoluzionato rispetto alle precedenti edizioni a causa della concomitanza delle elezioni politiche che ha costretto l’organizzazione a decurtare il percorso originale dell’ascesa verso Fortezza, rendendo così la prova totalmente pianeggiante e adatta pertanto alle velociste. Ad imporsi è stata così Marta Bastianelli, che un anno fa fu costretta ad accontentarsi della piazza d’onore. 106,4 i chilometri da percorrere per una gara in cui è stato difficile prendere il largo con tentativi di avanscoperta. Prevedibile conclusione in volata quindi, in cui sono state proprio le attese formazioni dell’Alé Cipollini e del Team Valcar a disputarsi il successo. Perfettamente pilotata dalle compagne, Marta Bastianelli ha fatto così valere il suo spunto, andando ad ottenere la seconda vittoria di questo 2018 dopo essersi imposta in una tappa della Setmana Valenciana. Alle sue spalle i due restanti gradini del podio sono stati occupati dalle due atlete della Valcar, ovvero Ilaria Sanguineti e Chiara Consonni. Quarta posizione per Michela Balducci, da quest’anno nelle file dell’Aromitalia Vaiano, seguita da Martina Fidanza (all’esordio nella categoria Elite con l’Eurotarget-Bianchi-Vitasana) e da Carmela Cipriani della Conceria Zabri. Hanno completato la top ten Francesca Balducci della Michela Fanini, Arianna Fidanza dell’Eurotarget, la greca Argiro Milaki (volto nuovo della Servetto) ed Elena Franchi della Conceria Zabri.

Al Ghisallo premiata Sofia Bertizzolo con il Challenge Italia sponsorizzato dalla nostra testata

Tatiana Guderzo ritrova il successo al Giro dell’Emilia, sul podio anche Rasa Leleivyte e Rossella Ratto.

di Vivian Ghianni - foto Ciclomarche 

Quattro edizioni disputate, quattro successi italiani. Nel Giro dell’Emilia al femminile il feeling con la vittoria per le nostre atlete è davvero particolare, considerando anche il momento della stagione in cui la gara si disputa, con alcune delle protagoniste reduci dall’esperienza dei campionati del mondo. Dopo Rossella Ratto nel 2014 e la doppietta di Elisa Longo Borghini (2015 e 2016), questa volta è stato il turno di Tatiana Guderzo, riuscita così a rompere un digiuno durato oltre due anni (l’ultima sua affermazione risaliva infatti al maggio 2015, quando s’impose nella prima tappa del Tour of Zhousand Island, breve corsa a tappe disputatasi in Cina). Una prestazione che ha confermato l’ottimo momento dell’atleta vicentina, apparsa già in ottima forma ai mondiali di Bergen, dove si era mostrata l’azzurra più brillante.

Sono state 103 le atlete che hanno preso il via da Bologna per la quarta edizione della gara, che prevedeva un tracciato di 98,8 chilometri con la dura ascesa verso il Santuario di San Luca nel finale. Per lunghi tratti la gara ha visto il gruppo compatto, animandosi decisamente nella sua parte conclusiva: prima un tentativo di sette atlete composto da Maria Giulia Confalonieri (Italia), Soraya Paladin (Alè Cipollini), Katia Ragusa (BePink), Ana Sanabria (Servetto), Chiara Perini (Giusfredi), Deborah Silvestri (Eurotarget) e Malgorzata Jasinska (Cylance) è stato annullato dopo pochi chilometri; poi, quando alla conclusione mancavano circa 10 chilometri, si è formato un nuovo quintetto costituito da Simona Frapporti (Italia), Silvia Valsecchi (Be Pink), Lisa Morzenti (Astana), Marta Tagliaferro (Cylance) e dall’australiana Chloe Hosking (Alé Cipollini). Il drappello ha raggiunto un vantaggio massimo di circa 20”, prima di essere ripreso proprio in prossimità dell’attacco all’ascesa del San Luca, sotto l’impulso della nazionale italiana, in cui sono state in buona evidenza la Confalonieri e soprattutto Elena Pirrone, reduce dallo splendido doppio trionfo mondiale tra le juniores a Bergen.

Iniziata l’ascesa conclusiva, è stata Elena Cecchini ad operare l’iniziale selezione in testa al gruppo, avvicendata poi dalla statunitense Kristabel Doebel-Hickok della Cylance. A 1,2 chilometri dalla conclusione, proprio sul terribile tornante delle Orfanelle, Rossella Ratto ha attaccato in maniera decisa, seguita con prontezza da Tatiana Guderzo, con la coppia costituitasi che ha subito preso un buon margine su tutte le altre. Il grosso del lavoro è stato svolto dalla bergamasca, finché a circa 500 metri dalla conclusione è rinvenuta da dietro la lituana Rasa Leleivyte, portacolori dell’Aromitalia-Vaiano.

Ritrovatasi così una scomoda avversaria per lo sprint, Tatiana Guderzo ha forzato ulteriormente l’andatura ai 400 metri dall’arrivo, riuscendo a prendere il margine decisivo e ottenendo così una splendida vittoria a braccia alzate. Piazza d’onore per una brillante Leleivyte a 3” mentre la volenterosa Rossella Ratto è stata costretta ad accontentarsi della terza posizione a 5”. Più indietro tutte le altre: a 16” hanno chiuso le slovene Polona Batagelj e Ursa Pintar, seguite a 29” dalla compagna di squadra della BTC-Ljubljana Hanna Nilsson, atleta svedese. Settimo posto per la statunitense Doebel-Hickok a 35”, seguita da una brava Sofia Bertizzolo (ottava a 37”), con la top ten chiusa dalla campionessa spagnola Sheyla Gutierrez (a 38”) e da Erica Magnaldi, atleta della BePink che ha rappresentato la vera sorpresa di giornata, dal momento che fino a poche settimane fa gareggiava a livello amatoriale.

Altre cinque atlete italiane hanno poi concluso tra le prime venti: 13esima Anna Ceoloni della Michela Fanini (staccata di 53”), 15esima (a 56”) Nicole Nesti del Vaiano, seguita da Vania Canvelli della Giusfredi-Bianchi (1’02” il suo distacco) mentre Elena Cecchini ed Elisa Balsamo hanno chiuso rispettivamente 18esima a 1’06” e 20esima a 1’16”. Domani secondo appuntamento emiliano con la disputa della seconda edizione del Gran Premio Bruno Beghelli femminile.

Campionati del mondo: una fantastica Elena Pirrone conquista l’oro anche nella gara in linea ! Medaglia di bronzo per Letizia Paternoster

di Vivian Ghianni

Lunedì scorso aveva conquistato splendidamente la medaglia d’oro nella prova a cronometro, realizzando una strepitosa accoppiata con il titolo europeo conquistato in agosto a Herning. Quest’oggi però Elena Pirrone ha realizzato un vero e proprio capolavoro, andando a conquistare al termine di una spettacolare azione solitaria il titolo mondiale donne juniores nella gara in linea. Doppietta storica quindi per la bolzanina del GS Mendelspeck, prima atleta italiana a conquistare nello stesso anno il titolo mondiale sia in linea che a cronometro (seconda atleta in assoluto a riuscirci tra le juniores dopo la britannica Nicole Cooke, riuscita nell’impresa nel 2001) mentre per l’Italia si è trattato del quinto successo in assoluto nella categoria, per la prima volta ottenuto consecutivamente per due edizioni (lo scorso anno, infatti, a conquistare il titolo fu Elisa Balsamo).

Sono state 92 atlete a prendere il via da Bergen in mattinata per percorrere i 76,4 chilometri del percorso, suddiviso in 4 tornate da 19,1 chilometri ciascuna. L’avvio per l’Italia non è stato per nulla facile, con due problemi meccanici occorsi prima a Letizia Paternoster dopo pochissimi chilometri (rientrata presto in gruppo con l’aiuto di Vittoria Guazzini), poi a Martina Fidanza proprio all’imbocco della prima ascesa a Salmon Hill, principale asperità di giornata. Particolarmente sfortunata l’atleta bergamasca, che già lo scorso anno vide la propria gara compromessa da una caduta, costretta a percorrere alcuni chilometri col cambio fuori uso prima di poter cambiare bicicletta. Irrimediabilmente staccata dal gruppo, non ha poi concluso la prova.

Il primo attacco importante è stato portato dalla danese Emma Cecilie Norsgaard Jorgensen, che ha allungato in discesa guadagnando fino a 45”, prima di essere ripresa all’inizio del secondo giro. Dopo che Germania e Francia si sono mostrate molto attive in testa al gruppo, in cui l’Italia con le varie D’Agostin, Guazzini e Paternoster ha fatto buona guardia, i primi attacchi importanti si sono verificati nel corso della terza ascesa a Salmon Hill, con la britannica Georgi (seguita dalla Paternoster) e l’australiana Fasnacht che hanno cercato di guadagnare nei confronti del gruppo, nel frattempo decisamente ridotto (appena 16 le ragazze in testa, con le favorite Wiebes e Roberts già staccate). Proprio all’inizio della discesa però è partito l’attacco di Elena Pirrone, che ha immediatamente guadagnato una decina di secondi su tutte le altre.

L’atleta altoatesina, approfittando della mancanza di organizzazione in gruppo (dove faceva buona guardia Letizia Paternoster), ha incrementato il proprio vantaggio, transitando con 20” sulle inseguitrici al suono della campana. Nonostante la pioggia iniziata a farsi più incessante e lo sforzo già profuso, la Pirrone ha tenuto benissimo nei successivi chilometri e anche sull’ultima ascesa a Salmon Hill, toccando un vantaggio massimo superiore ai 30”. Alle sue spalle non si sono verificati attacchi significativi, con la Paternoster che ha cercato di fare la differenza, salvo poi accusare lo sforzo negli ultimi metri della salita (salvo poi rientrare in discesa e riprendere a stoppare i vari tentativi d’inseguimento).

Gli ultimi chilometri hanno visto la Pirrone gestirsi alla perfezione, con il vantaggio mantenutosi sempre attorno ai 15”, che ha permesso all’azzurra di giungere sul traguardo in perfetta solitudine, a suggello di un bis davvero fantastico. Dopo una caduta senza conseguenze che ha coinvolto nell’ultimo chilometro l’ucraina Kulynych (tra le più attive in gara) e l’australiana Fasnacht, la volata per la seconda posizione ha visto prevalere, a 12” di ritardo, la danese Jorgensen, già argento agli Europei ad Herning e protagonista di una gara generosa mentre a completare la festa italiana ci ha pensato Letizia Paternoster, capace di agguantare la medaglia di bronzo. A completare la top ten ci hanno pensato, nell’ordine, la russa Novolodskaya, la francese Wiel, la britannica Georgi, l’altra francese Copponi, la canadese Boilard, la lussemburghese Harsch e la terza francese presente nel primo gruppo, ovvero la Muzic. Per l’Italia hanno concluso la gara anche Nicole D’Agostin, 16esima a 1’40”, e Vittoria Guazzini, 39esima a 4’14” mentre, come anticipato, Martina Fidanza è stata purtroppo costretta al ritiro.

Campionati del mondo: Annemiek Van Vleuten sbaraglia la concorrenza nella cronometro Donne Elite, podio per Anna Van Der Breggen e Katrin Garfoot.

di Vivian Ghianni - foto www.mondiali.net

 Poco più di un anno fa aveva tenuto in ansia tutti gli appassionati con quella tremenda caduta in discesa alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, mentre veleggiava verso una possibile medaglia d’oro. Quest’oggi invece per Annemiek Van Vleuten è arrivata la soddisfazione più bella della carriera, dal momento che l’atleta olandese ha conquistato il titolo mondiale a cronometro a Bergen nella prova riservata alle Donne Elite. Per la 34enne dell’Orica-GreenEDGE si è trattato della ciliegina sulla torta su una stagione fin qui eccellente, in cui prima di quello odierno erano già giunti ben dieci successi (col grande rammarico del Giro Rosa, concluso in terza posizione ma sfumato a causa dei due minuti di ritardo accusati nella tappa di Occhiobello). La gara, lunga 21,1 chilometri (stessa distanza coperta dagli juniores uomini al mattino e con la salita di Birkelundsbakken come principale asperità), ha visto subito la strepitosa prestazione di Anna Van Der Breggen: la fortissima atleta orange, seconda atleta nell’ordine di partenza, ha subito fatto segnare un tempo difficilmente battibile con un 29’02” apparso fuori portata per molte. Il peggioramento delle condizioni atmosferiche ha reso poi ulteriormente complicata la rincorsa alla medaglia d’oro, con la sola Van Vleuten avvicinatasi tantissimo ai tempi della connazionale (soltanto 3 i secondi di ritardo in cima alla salita). La seconda e ultima parte di tracciato della Van Vleuten è stata però strepitosa, con il cronometro fermato sui 28’50” che le sono valsi il miglior tempo a quasi 44 km/h di media. Nessuna è più riuscita a far meglio di lei, che ha così potuto festeggiare la conquista della medaglia d’oro. Argento per una comunque ottima Anna Van Der Breggen, distanziata di 12”, mentre il bronzo è andato all’australiana Katrin Garfoot, la più brillante tra le atlete partite per ultime, che dopo essersi ben gestita in salita ha concluso con un ritardo di 19”, aggiudicandosi la medaglia di bronzo. Buon quarto posto per la giovanissima Chloe Dygert, talentuosa atleta statunitense di appena 20 anni, andata vicinissima al primo podio mondiale nella massima categoria, che ha chiuso con un distacco di 38”. A seguire, nell’ordine d’arrivo, l’altra olandese Ellen Van Dijk, una delle grandi deluse del giorno, che ha concluso quinta a 52”, quindi la neozelandese Linda Villumsen a 56”, la sudafricana Ashleigh Moolman a 1’18”, l’altra statunitense Lauren Stephens a 1’20”, la britannica Hannah Barnes a 1’23” e la danese Cecilie Uttrup Ludwig a 1’34” hanno completato la top ten. Fuori dalle prime 15 posizioni invece le due atlete italiane in gara: Elisa Longo Borghini non ha vissuto una delle sue giornate migliori, chiudendo al 18esimo posto con un distacco di 2’07”. 24esima invece, con un distacco di 2’31”, Lisa Morzenti, argento lo scorso anno a Doha tra le juniores e quindi alla prima esperienza iridata nella specialità tra le Elite, per cui l’occasione era utile unicamente per accumulare esperienza in prospettiva futura.

Campionati del mondo: straordinaria doppietta dell'Italia con Elena Pirrone e Alessia Vigilia nella cronometro donne juniores

Di Vivian Ghianni 

Si sono aperti come meglio non avrebbero potuto per i colori italiani i campionati del mondo di ciclismo di Bergen: la prova a cronometro riservata alle donne juniores, in programma questa mattina, ha infatti registrato una splendida doppietta azzurra grazie ad Elena Pirrone e Alessia Vigilia, entrambe altoatesine nonché tesserate per il Gruppo Sportivo Mendelspeck. Per l'Italia un titolo che torna in bacheca dopo ben 15 anni, visto che l'ultimo trionfo nella specialità risaliva al 2002 con Anna Zugno (anche in quella occasione fu doppietta con Tatiana Guderzo medaglia d'argento).

La gara, disputata sulla distanza di 16,1 chilometri, ha visto partire subito alla grande Alessia Vigilia, prima atleta in assoluto a prendere il via, che con il tempo di 23'25" si è immediatamente issata in testa alla classifica, potendo contare anche su condizioni atmosferiche favorevoli. Successivamente infatti, la pioggia che ha iniziato a cadere sul percorso, ha inevitabilmente condizionato la prestazioni di molte atlete, meno che quelle di Elena Pirrone, già laureatasi campionessa europea nel mese di agosto a Herning, che fin dal primo intertempo è riuscita a far segnare, seppur di pochissimo, la nuova miglior prestazione. La Pirrone ha poi incrementato il proprio vantaggio al secondo rilevamento, mantenendo poi un'andatura costante fino al traguardo, dove col tempo di 23'19"72 si è issata in testa, aggiudicandosi così la medaglia d'oro.

Seconda posizione e medaglia d'argento, con un distacco di 6", per una bravissima Alessia Vigilia, che ha interpretato alla perfezione la propria gara, mentre a completare il podio è stata l'australiana Madelaine Fasnacht, giunta terza con 42" lasciandosi alle spalle la tedesca Hannah Ludwig, quarta a 45", e la russa Maria Novolodskaya, quinta a 1'09". In top ten è riuscita a concludere anche l'attesissima Letizia Paternoster, che ha chiuso al nono posto con un distacco di 1'29": l'atleta trentina aveva fatto registrare il secondo miglior tempo al primo rilevamento (dove i primi tre tempi sono stati tutti delle atlete azzurre) per poi andare in difficoltà nella seconda parte di gara, disputata anche nel momento di maggior intensità della pioggia. Il risultato odierno delle nostre comunque fa ben sperare anche in vista della prova in linea, in programma nella giornata di venerdì.

Ashleigh Moolman si ripete: conquista l’ultima tappa e rivince il Giro della Toscana femminile

di Vivian Ghianni, by Cicloweb.

Vincere fa sempre piacere, ripetersi non è mai facile. Grazie ad un bell’acuto nella seconda ed ultima tappa in linea disputata nella giornata di domenica 10 settembre, la sudafricana Ashleigh Moolman è riuscita nuovamente ad aggiudicarsi la classifica finale del Giro della Toscana femminile, eguagliando anche la svedese Susanne Ljungskog (tuttora primatista con 3 successi finali) che era stata l’unica atleta in grado di aggiudicarsi due edizioni consecutive della tradizionale gara a tappe premondiale. L’ultima frazione, con partenza da Lucca e arrivo a Capannori dopo 121,8 chilometri, si presentava come la più impegnativa, grazie ad un tracciato nervoso che poteva favorire anche azioni da lontano. Non a caso le due grandi protagoniste di giornata sono state due atlete: la campionessa tedesca Lisa Klein della Cervélo-Bigla, vincitrice del prologo inaugurale a Campi Bisenzio, e la bergamasca Silvia Persico della Valcar, più volte in evidenza nel corso della stagione. Il buon accordo della coppia ha fatto si che il vantaggio nei confronti del gruppo sfiorasse i 2 minuti, prima che il plotone organizzasse l’inseguimento e iniziasse a limare il gap. Giunti nel momento decisivo della frazione, con la doppia ascesa a Valgiano, l’azione delle due fuggitive si è esaurita ed in testa si è sviluppato un nuovo attacco da parte di tre atlete: ancora una brillante Ashleigh Moolman, già protagonista della prima tappa, assieme alla compagna di squadra della Cervélo, la danese Cecilie Uttrup Ludwig, e la polacca Ewelina Szybiak, atleta della Mat Atom ma con trascorsi nel nostro Paese. L’ottimo affiatamento del terzetto, favorito dalla presenza di due atlete dello stesso team, ha fatto in modo che il vantaggio salisse sempre più, fino a superare i due minuti di vantaggio. Raggiunto un limite ormai rassicurante, la Moolman ha sferrato l’attacco decisivo sull’ultima salita verso Valgiano, accumulando una decina di secondi amministrati al meglio nella successiva discesa e nel conclusivo tratto pianeggiante. Vittoria quindi per l’atleta sudafricana, che ha conquistato il successo con un vantaggio di 16” nei confronti della Ludwig e 22” sulla Szybiak. Molto più consistenti i distacchi per tutte le altre atlete: a 2’38” la quarta posizione è andata all’esperta campionessa ungherese Monika Kiraly della Michela Fanini, avvantaggiatasi nel finale; 2’50” è stato invece il distacco della leader Janneke Ensing mentre a 2’57” la volata per la sesta posizione è stata appannaggio della polacca Aurela Nerlo. Molto incoraggianti le prestazioni della toscana Angelica Brogi, in gara con la rappresentativa lombarda, e della parmense della Giusfredi Vania Canvelli, rispettivamente classificatesi in settima e ottava posizione mentre a chiudere la top ten sono state la russa Anastasiia Iakovenko e la brianzola Maria Giulia Confalonieri, già in evidenza nel giorno precedente. In classifica finale Ashleigh Moolman, che ha fatto proprie anche la classifica a punti e la classifica dei gran premi della montagna, ha conquistato il successo (l’ottavo personale del 2017) con 32” su Cecilie Uttrup Ludwig (a cui è andata la maglia di miglior giovane) e 54” su Ewelina Szybiak. Tre atlete italiane hanno invece chiuso tra le prime dieci: Maria Giulia Confalonieri (miglior azzurra) sesta a 3’23”, seguita da Elisa Balsamo (settima a 3’25”) e Angelica Brogi (ottava a 3’30”).

Mondiali su pista juniores: Martina Fidanza campionessa del mondo dello Scratch! Il quartetto femminile dell’Inseguimento polverizza il record del mondo.

Di Vivian Ghianni by Cicloweb. Foto di repertorio Ciclomarche.

Si sono aperti alla grande per l’Italia i campionati del mondo juniores su pista, che quest’oggi hanno preso il via nel velodromo di Montichiari, dove si concluderanno nella giornata di domenica 27 agosto. Subito infatti sono state le ragazze ad essere grandissime protagoniste, sbloccando subito la casella delle medaglie d’oro grazie a Martina Fidanza, riuscita a conquistare la maglia iridata nello Scratch.

La talentuosa atleta bergamasca, che nel mese di luglio aveva già conquistato il titolo europeo di specialità (oltre all’oro nell’Inseguimento a squadre e all’argento nel Keirin), è stata autrice di una gara molto attenta, in cui dopo una fase di relativa tranquillità si sono avuti alcuni pericolosi tentativi di caccia nella fase finale (tra le protagoniste anche la ceca Petra Sevcikova, argento europeo). A meno di dieci giri dal termine a tentare il colpaccio è stata la belga Shari Bossuyt, riuscita a resistere in testa proprio al suono della campana, quando la Fidanza si era già messa in testa a guidare la rimonta del gruppo. L’atleta dell’Eurotarget si è poi prodotta in una volata irresistibile, riuscendo a saltare agevolmente anche alcune atlete doppiate proprio in quel frangente ed è riuscita a resistere al ritorno di tutte le altre avversarie, cogliendo una splendida vittoria. Medaglia d’argento per l’olandese Mylene De Zoete mentre il bronzo è andato all’australiana Alexandra Martin-Wallace.

Non è stata l’unica grande soddisfazione di giornata per la Fidanza, protagonista già in mattinata di una straordinaria prestazione assieme al resto del quartetto azzurro dell’Inseguimento a squadre impegnato nelle qualificazione. Oltre alla bergamasca sono scese in pista Letizia Paternoster, Chiara Consonni e Vittoria Guazzini, riuscite letteralmente a polverizzare il precedente record mondiale detenuto sempre dalla nostra nazionale, fermando il cronometro su un sensazionale 4’23”229, andato ad abbassare di ben 6 secondi il precedente primato fatto segnare nel luglio dello scorso anno proprio sulla pista di Montichiari, in occasione dei campionati europei. Tale è stato anche il gap che ha separato la prestazione delle azzurre da quella delle atlete neozelandesi, che hanno fatto registrare il secondo tempo ma con 4’29”267. Domani la gara proseguirà con il secondo turno, in cui l’Italia sarà opposta alla Francia nel tentativo di conquistare la finale per l’oro e cercare così di confermare il titolo mondiale conquistato lo scorso anno.

Europei su strada: Letizia Paternoster conquista la medaglia di bronzo tra le juniores, vittoria per l’olandese Wiebes. Tra le U23 vince ancora Pernille Mathiesen, quarta Rachele Barbieri

Di Vivian Ghianni, foto UEC

Dopo la doppietta realizzata nella prova a cronometro con Elena Pirrone e Letizia Paternoster, l’Italia femminile è salita ancora una volta sul podio quest’oggi ai Campionati Europei su strada in corso di svolgimento a Herning, in Danimarca. Nella gara in linea delle juniores disputata al mattino, infatti, proprio Letizia Paternoster è salita nuovamente sul podio conquistando la medaglia di bronzo, riuscendo così nell’impresa di salire sempre sul podio in tutte le gare valevoli per il titolo continentale delle ultime settimane tra strada e pista.

La gara, disputata sulla distanza di 60,3 chilometri distribuiti su 3 tornate da 20,1 chilometri ciascuna, è stata caratterizzata da pioggia e forte vento, che hanno causato anche numerose cadute. L’Italia si è fatta vedere dapprima con un bel tentativo di fuga di Elena Pirrone, ancora in grande evidenza dopo l’oro conquistato contro il tempo, e poi, dopo che l’atleta altoatesina aveva esaurito il proprio compito, andando a stoppare anche un insidioso tentativo di fuga, cercando di preparare al meglio lo sprint conclusivo. La Paternoster è partita molto lunga, cercando di uscire a centro strada e provando anche a favorire lo spunto di Martina Fidanza ma purtroppo l’intesa tra le due azzurre non è stata ottimale e così, sulla destra, è uscita molto forte l’olandese Lorena Wiebes, andata così a cogliere l’ennesima importante affermazione in stagione (oltre all’Healty Ageing Tour la ragazza olandese si era aggiudicata anche il Trofeo Da Moreno a Cittiglio nel mese di marzo e aveva concluso al terzo posto la Gand-Wevelgem). Medaglia d’argento per la danese Emma Cecilie Norsgaard e bronzo per la Paternoster, riuscita a salire sul podio chiudendo proprio davanti alla Fidanza, con la bergamasca che si è quindi classificata in quarta posizione.

Ha chiuso al quarto posto anche Rachele Barbieri nella prova riservata alle Under 23, disputata tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio sulla distanza di 100,5 chilometri (5 i giri previsti). Ad aggiudicarsi il titolo europeo è stata la danese Pernille Mathiesen, riuscita a così a conquistare la medaglia d’oro anche nella prova in linea, dopo aver ottenuto il titolo europeo a cronometro. Un vero e proprio show quello orchestrato dall’atleta di casa, autrice di ben cinque attacchi, l’ultimo dei quali risolutore ad una ventina di chilometri dalla conclusione. Nonostante il gran lavoro del gruppo la Mathiesen, che ha avuto una trentina di secondi come massimo vantaggio, è riuscita a conservare il proprio gap giungendo in perfetta solitudine sul traguardo, a coronamento di una prestazione notevolissima. A 7” la volata del gruppo delle inseguitrici ha premiato la forte norvegese Susanne Andersen, che ha così fatto propria la medaglia d’argento, davanti alla britannica Alice Barnes, costretta ad accontentarsi del bronzo. Quarto posto e medaglia sfiorata per un soffio, come anticipato, per una Rachele Barbieri reduce anch’essa da ottime prestazioni ai campionati europei su pista di Anadia, in cui aveva racimolato l’oro nello Scratch e il bronzo nella Madison.

Europei su strada: Elena Pirrone e Letizia Paternoster confezionano una strepitosa doppietta per l’Italia nella cronometro Donne Juniores

Elena Pirrone e Letizia Paternoster confezionano una strepitosa doppietta per l’Italia nella cronometro Donne Juniores. Di Vivian Ghianni. Foto Federiclismo

Si sono aperti quest’oggi a Herning, in Danimarca, i campionati europei su strada e subito sono arrivate splendide notizie per i colori italiani: la prova a cronometro riservata alle ragazze juniores si è infatti risolta con una splendida doppietta per l’Italia, esattamente come avvenne un anno fa a Plumelec in Francia. A conquistare il titolo continentale contro il tempo è stata infatti l’altoatesina Elena Pirrone, capace di precedere Letizia Paternoster, con la trentina che si conferma in grande forma dopo lo straordinario exploit realizzato su pista ad Anadia, con ben cinque titoli europei conquistati. La Pirrone ha coperto i 18,2 chilometri del tracciato, completamente pianeggianti, in 25’18”, unica atleta a superare i 43 chilometri orari di media. Per l’atleta del Gruppo Sportivo Mendelspeck si è trattato della quarta affermazione stagionale, la terza contro il tempo, specialità dove è salita sul terzo gradino del podio ai campionati italiani e dove nel 2015, quando ancora era allieva, conquistò la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici della Gioventù Europea di Tbilisi. Seconda posizione e medaglia d’argento, come anticipato, per Letizia Paternoster, distanziata di 9” mentre la danese Emma Cecilie Norsgaard ha completato il podio, chiudendo terza a 12”. Più staccate tutte le altre, con la lussemburghese Ann-Sophie Harsch quarta a 42” e la tedesca Hannah Ludwig quinta a 49”. Venerdì la prova in linea sulla distanza di 60,3 chilometri.

Anna Van Der Breggen conquista il 28° Giro Rosa, Elisa Longo Borghini e Annemiek Van Vleuten completano il podio. Ultima tappa a Megan Guarnier.

testo: Vivian Ghianni - foto: Ciclomarche

La decima e ultima tappa del 28° Giro Rosa, la Torre del Greco-Torre del Greco di 124 chilometri era attesa per il possibile ultimo duello tra le grandi contendenti al successo, chiamate a sfidarsi lungo le rampe dell’ascesa che conduceva al Vesuvio (percorsa solamente per i primi 5,5 chilometri). Alla fine non si è registrato alcun ribaltone e così Anna Van Der Breggen ha potuto festeggiare la conquista del secondo Giro Rosa in carriera, dopo quello conquistato nel 2015.

Per la campionessa olimpica ed europea in carica un 2017 da incorniciare finora, impreziosito anche dalla conquista di tutte e tre le gare del Trittico delle Ardenne femminile (vale a dire Amstel Gold Race, Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi). Dominio totale invece per la Boels-Dolmans, capace di mantenere le insegne del primato dalla prima all’ultima tappa, visto che al termine della vittoriosa cronometro a squadre inaugurale la maglia rosa era stata vestita dalla canadese Karol-Ann Canuel. Dulcis in fundo per la formazione olandese è arrivato anche il definitivo suggello posto dalla vincitrice uscente Megan Guarnier, che ha passato il testimone alla Van Der Breggen togliendosi la soddisfazione di conquistare l’ultima tappa.

La frazione conclusiva, caratterizzata nella prima parte da nove giri di un circuito di 11,1 chilometri, è stata animata da una fuga di otto atlete, sviluppatasi appena dopo il quarantesimo chilometro: al comando si sono infatti ritrovate Chloe Hosking (Alé Cipollini), Coryn Rivera (Sunweb), Lotta Lepistö (Cervélo), Alexis Ryan (Canyon), Malgorzata Jasinska (Cylance), Anna Plichta (WM3), Emilie Duval (FDJ) e Silvia Valsecchi (BePink). Per loro vantaggio massimo di 2’29” nei confronti del gruppo, da cui aveva provato ad uscire all’inseguimento, senza successo, anche la vincitrice di ieri Marta Bastianelli.

La prevedibile reazione del plotone ha portato al ricongiungimento a poco meno di 20 chilometri dall’arrivo, lasciando così che fosse l’ascesa al Vesuvio a decidere la contesa: sulle rampe più impegnative dell’ascesa sono rimaste in 4, ossia tutte le prime della classifica, con la maglia rosa della Van Der Breggen a controllare e Annemiek Van Vleuten a tentare un ultimo disperato attacco prima della vetta, seguita prontamente da Elisa Longo Borghini, con la maglia rosa a breve distanza e l’americana Megan Guarnier momentaneamente staccata. Il terzetto ha poi affrontato senza forzare eccessivamente la successiva discesa e gli ultimi chilometri, favorendo così il ritorno di un terzetto composto da Megan Guarnier, Katarzyna Niewiadoma e Amanda Spratt, accodatesi proprio all’ultimo chilometro.

La Van Der Breggen, sicura ormai del successo, si è così messa a disposizione della Guarnier, che ha atteso che fosse Amanda Spratt a lanciare lo sprint per poi superarla negli ultimi metri, ottenendo la seconda vittoria stagionale. Piazza d’onore per l’australiana davanti alla Niewiadoma, quindi seguono Annemiek Van Vleuten, Anna Van Der Breggen ed Elisa Longo Borghini nell’ordine d’arrivo. A 46” Lucinda Brand ha ottenuto la settima posizione, riuscendo ad anticipare le inseguitrici nei chilometri conclusivi, con la volata per l’ottavo posto che, con un distacco di 1’04”, è stata appannaggio della cubana Arlenis Sierra davanti a Janneke Ensing e Romy Kasper.

Come detto in precedenza quindi Anna Van Der Breggen festeggia per la seconda volta in carriera la conquista del Giro Rosa, portando invece a 4 il numero di podi complessivi grazie ai terzi posti del 2014 e del 2016. Sale invece per la prima volta sul podio del Giro Rosa Elisa Longo Borghini, che si è aggiudicata anche la maglia blu di miglior italiana, chiudendo con un distacco di 1’03”. Terza posizione finale a 1’39” per l’altra olandese Annemiek Van Vleuten ma sulla leader dell’Orica hanno pesato in maniera determinante i 2 minuti persi a causa del vento nella quarta frazione con arrivo a Occhiobello, una distrazione pagata davvero a caro prezzo. Quarto posto per la vincitrice uscente Megan Guarnier con un ritardo di 2’57”, seguita da Amanda Spratt, che ha invece chiuso quinta a 3’26”. A completare la top ten sono state, nell’ordine Katarzyna Niewiadoma (6a a 3’58”), Lucinda Brand (7a a 4’12”), Karol-Ann Canuel (8a a 5’26”), Claudia Lichtenberg (9a a 6’09”) e Arlenis Sierra (10a a 6’19”). Unica altra atleta italiana a terminare nelle prime venti posizioni è stata Elena Cecchini, 18esima a 10’49”.

Annemiek Van Vleuten oltre al terzo posto e a due successi parziali si è aggiudicata anche la maglia ciclamino della classifica a punti (47 punti complessivi) che la maglia verde di miglior scalatrice (conquistata con 26 punti totali) mentre la maglia bianca di miglior giovane è stata vinta dalla danese Cecilie Uttrup Ludwig. La Boels-Dolmans ha invece prevalso, secondo pronostico, nella classifica a squadre.

Elisa Longo Boghini si conferma campionessa italiana a cronometro tra le Elite

di Vivian Ghianni - foto uff. stampa RCS sport

La giornata odierna ha segnato l’avvio del week end tricolore in Piemonte, con la disputa delle prove a cronometro valide per l’assegnazione del titolo italiano nelle principali categorie. Ad esultare tra le Donne Elite è stata la grande favorita Elisa Longo Borghini, che per la terza volta in carriera è riuscita ad aggiudicarsi il titolo italiano contro il tempo, ottenendo così proprio sulle strade amiche il secondo successo stagionale. Da Volpiano a Caluso, nel torinese, erano 19 i chilometri da percorrere su un tracciato in leggera ascesa che esaltava comunque le atlete più potenti. La Longo Borghini si è imposta senza troppi patemi fermando il cronometro sul tempo di 26’22” ad una media di 43,236 km/h ed ora si prepara ad affrontare nel migliore dei modi la prova in linea di domenica 25. A contrastarla ci sarà una sempre agguerrita Elena Cecchini (in casacca Fiamme Azzurre), da tre anni consecutivi titolare della maglia tricolore, che quest’oggi si è dovuta accontentare della medaglia d’argento contro il tempo, chiudendo la sua prova a 38” dalla campionessa di Ornavasso, oggi in gara con la divisa elle Fiamme Oro. A completare il podio è stata la campionessa italiana di specialità uscente Silvia Valsecchi (atleta della BePink), che ha chiuso a 1’02”. Quarta posizione per Rossella Ratto (Fiamme Azzurre), che ha concluso con un distacco di 1’10”, quindi a seguire Alice Maria Arzuffi (Fiamme Oro) a 1’18”, Maria Giulia Confalonieri (Fiamme Oro) a 1’21”, Simona Frapporti (Fiamme Azzurre) a 1’25”, Lara Vieceli (Astana) a 1’28”, Tatiana Guderzo (Fiamme Azzurre) a 1’30” ed infine Ilaria Sanguineti (BePink), che ha concluso la top ten con un ritardo di 1’32”.

 

La Vecchia Fontana non si ferma: Letizia Paternoster vince a Casale Marittimo, assegnati i titoli toscani

foto Ciclomarche

di Vivian Ghianni 

Dopo la splendida affermazione ottenuta da Vittoria Guazzini a Cesano Maderno, la Vecchia Fontana si è confermata grande protagonista del panorama femminile nazionale, conquistando il successo anche nell’8a Coppa Dino Bianchi inserita nella Giornata Rosa di Casale Marittimo (PI), disputata domenica 4 giugno. Artefice del successo è stata Letizia Paternoster, che ha così centrato il primo successo assoluto di questo 2017, in cui era già risultata la prima juniores nelle gare Open di Schiavonia d’Este ed Egna. Nuova conferma del grande talento della giovane trentina, che recentemente aveva svolto un gran lavoro in supporto alle proprie compagne ed era reduce anche da due prestigiose affermazioni su pista con la maglia della nazionale italiana al GP di Mosca.

La corsa, che prevedeva una lunghezza di 80 chilometri con un circuito da ripetere 5 volte con una salita d’affrontare ad ogni tornata, ha avuto un inizio blando in cui non si sono registrati allunghi degni di nota. Successivamente l’ascesa verso Casale ha iniziato a frammentare il gruppo, anche se la prima fuga di una certa entità la si è avuta solamente nel quarto giro per merito di Giorgia Bariani, atleta del Wilier Breganze, riuscita a resistere fino a poco meno di dieci chilometri dalla conclusione. A quel punto è entrata decisamente in azione la Vecchia Fontana, con Vittoria Guazzini che ha operato il forcing in salita preparando al meglio l’azione di Letizia Paternoster, a cui è riuscita a rispondere solamente Nicole D’Agostin del Wilier Breganze, a testimonianza di una lotta tra le due principali formazioni presenti al via. La coppia di testa è riuscita a guadagnare una decina di secondi su tutte le altre, giungendo sul rettilineo d’arrivo dove il maggior spunto veloce della Paternoster ha avuto la meglio sulla pur generosa D’Agostin. Alla spicciolata sono poi giunte tutte le altre atlete: Martina Fidanza (Eurotarget) ha completato il podio precedendo in terza posizione, con un ritardo di 15”, un’ancora bravissima Barbara Malcotti. Ancora molto bene la molisana Elisa Ronchetti dell’UC Porto Sant’Elpidio che a 30” ha colto la quinta posizione davanti a Laura Tomasi (Wilier Breganze) e ad Angelica Brogi (Eurotarget), quest’ultima prima Under 20 al traguardo. A 45” hanno concluso Greta Marturano (Eurotarget), la campionessa italiana di ciclocross Francesca Baroni (Melavì Focus Bike) e Silvia Zanardi (Vecchia Fontana). La gara era valida anche per l’assegnazione del titolo regionale toscano, conquistato da Roberta Caferri del Team Vallerbike.

Nella mattinata erano andate in scena anche le gare riservate alle ragazze più giovani: tra le Allieve, che gareggiavano sulla distanza di 46 chilometri, affermazione internazionale con il successo della figlia d’arte Caroline Andersson (suo padre Michael fu argento mondiale a cronometro nel 1999) che per l’intero mese di giugno gareggerà nelle file dell’INPA-San Vincenzo prima di fare rientro in patria. Alle sue spalle ha concluso Gaia Masetti della stessa formazione toscana, a cui è andato il titolo regionale. Podio completato da Alessia Patuelli del Ré Artù Factory Team, con un distacco di 5”. Ennesimo successo per Carlotta Cipressi (SC Forlivese) tra le Esordienti (30,2 i chilometri da percorrere), vincitrice davanti a Francesca Barale (Pedale Ossolano) e a Sabrina Ventisette (Campi Bisenzio), a cui è andato il titolo toscano tra le atlete del secondo anno. Il titolo toscano Esordienti primo anno è stato invece appannaggio di Alessia Paccalini (INPA-San Vincenzo), giunta al quinto posto assoluto.

GRAN CORSA DI PRIMAVERA 15, 16, 17 e 18 Marzo 2017

foto GC Monti

La "GRAN CORSA di Primavera da Milano a Sanremo" è organizzata dalla "LCA Associazione Sportiva Dilettantistica" di Bassano del Grappa. Si tratta di una rievocazione ciclo-storica, alla quale sono ammesse solamente biciclette costruite prima del 1930. Le biciclette della "GRAN CORSA di Primavera da Milano a Sanremo" hanno particolarità di non avere il cambio. Il cambio nel 1930 non era ancora stato inventato. Le biciclette montavano una ruota posteriore con 2 rapporti, 1 per lato: uno per la pianura e uno per la salita. Cuore pulsante dela manifestazione è stato la splendida location dell'Agriturismo Duronetta di Voghera (Italy)

fonte testi: www.grancorsa.it