Al Ghisallo premiata Sofia Bertizzolo con il Challenge Italia sponsorizzato dalla nostra testata

Marta Bastianelli si aggiudica il Gran Premio Beghelli femminile, podio tutto italiano con Elisa Balsamo e Letizia Paternoster.

di Vivian Ghianni - foto Ambrogio Rizzi per Ciclismo in Rosa

Dopo il bel successo di Tatiana Guderzo al Giro dell’Emilia disputatasi sabato, nella giornata di ieri si è ufficialmente conclusa la stagione 2017 per quel che concerne le corse su strada in Italia, con la disputa della seconda edizione del Gran Premio Bruno Beghelli femminile. Anche in questa circostanza il successo è andato ad una delle nostre atlete più rappresentative, vale a dire Marta Bastianelli: per l’atleta laziale dell’Alé Cipollini si è trattato della quarta vittoria stagionale, dopo quelle ottenute al GP Liberazione, nella prima tappa dell’Emakumeen Bira e nella nona tappa del Giro Rosa.

79,8 i chilometri da percorrere con partenza e arrivo a Monteveglio (una delle cinque località che dal 2014 costituiscono il comune di Valsamoggia, nel bolognese) e l’ascesa verso Zappolino da ripetere 6 volte. Partenza sotto la pioggia e vari tentativi d’avanscoperta (in uno di questi protagonista la colombiana Ana Sanabria) che però non sono riusciti a guadagnare un margine sufficiente. Negli ultimi chilometri a cercare di scompaginare i piani delle velociste ci ha provato Simona Bortolotti della Giusfredi Bianchi, che ha provato a far valere le proprie doti da passista per beffare il gruppo, prima di essere riassorbita poco dopo il transito all’ultimo chilometro dal gran lavoro dell’Alé Cipollini.

Perfetto il lavoro della formazione giallo-fluo, con le trenate operate dalla lituana Daiva Tuslaite prima e da Soraya Paladin poi che hanno permesso a Marta Bastianelli di giungere nella posizione ideale per sprigionare la propria potenza verso il traguardo, che negli ultimissimi metri tirava anche leggermente all’insù. Pronostico rispettato per l’ex iridata, che sul traguardo ha preceduto due delle promesse più attese nelle prossime stagioni: al secondo posto ha chiuso infatti Elisa Balsamo del Team Valcar, che ha così concluso con un bel podio la prima stagione nella massima categoria, mentre terza è giunta Letizia Paternoster, che anche in questa occasione si è schierata al via con la rappresentativa veneta e che dal 2018 vedremo in gara nelle file dell’Astana Women. Proprio nella formazione kazaka milita Sofia Bertizzolo, quarta classificata e all’ennesima buona prestazione stagionale mentre al quinto posto ha chiuso Maria Giulia Confalonieri, che in quest’ultima gara ha gareggiato nella nazionale italiana. A seguire hanno completato le prime dieci posizioni la campionessa spagnola Sheyla Gutierrez (Cylance), la lituana Rasa Leleivyte (Aromitalia Vaiano), Nadia Quagliotto (Top Girls), Rachele Barbieri (Cylance) e Michela Balducci

Tatiana Guderzo ritrova il successo al Giro dell’Emilia, sul podio anche Rasa Leleivyte e Rossella Ratto.

di Vivian Ghianni - foto Ciclomarche 

Quattro edizioni disputate, quattro successi italiani. Nel Giro dell’Emilia al femminile il feeling con la vittoria per le nostre atlete è davvero particolare, considerando anche il momento della stagione in cui la gara si disputa, con alcune delle protagoniste reduci dall’esperienza dei campionati del mondo. Dopo Rossella Ratto nel 2014 e la doppietta di Elisa Longo Borghini (2015 e 2016), questa volta è stato il turno di Tatiana Guderzo, riuscita così a rompere un digiuno durato oltre due anni (l’ultima sua affermazione risaliva infatti al maggio 2015, quando s’impose nella prima tappa del Tour of Zhousand Island, breve corsa a tappe disputatasi in Cina). Una prestazione che ha confermato l’ottimo momento dell’atleta vicentina, apparsa già in ottima forma ai mondiali di Bergen, dove si era mostrata l’azzurra più brillante.

Sono state 103 le atlete che hanno preso il via da Bologna per la quarta edizione della gara, che prevedeva un tracciato di 98,8 chilometri con la dura ascesa verso il Santuario di San Luca nel finale. Per lunghi tratti la gara ha visto il gruppo compatto, animandosi decisamente nella sua parte conclusiva: prima un tentativo di sette atlete composto da Maria Giulia Confalonieri (Italia), Soraya Paladin (Alè Cipollini), Katia Ragusa (BePink), Ana Sanabria (Servetto), Chiara Perini (Giusfredi), Deborah Silvestri (Eurotarget) e Malgorzata Jasinska (Cylance) è stato annullato dopo pochi chilometri; poi, quando alla conclusione mancavano circa 10 chilometri, si è formato un nuovo quintetto costituito da Simona Frapporti (Italia), Silvia Valsecchi (Be Pink), Lisa Morzenti (Astana), Marta Tagliaferro (Cylance) e dall’australiana Chloe Hosking (Alé Cipollini). Il drappello ha raggiunto un vantaggio massimo di circa 20”, prima di essere ripreso proprio in prossimità dell’attacco all’ascesa del San Luca, sotto l’impulso della nazionale italiana, in cui sono state in buona evidenza la Confalonieri e soprattutto Elena Pirrone, reduce dallo splendido doppio trionfo mondiale tra le juniores a Bergen.

Iniziata l’ascesa conclusiva, è stata Elena Cecchini ad operare l’iniziale selezione in testa al gruppo, avvicendata poi dalla statunitense Kristabel Doebel-Hickok della Cylance. A 1,2 chilometri dalla conclusione, proprio sul terribile tornante delle Orfanelle, Rossella Ratto ha attaccato in maniera decisa, seguita con prontezza da Tatiana Guderzo, con la coppia costituitasi che ha subito preso un buon margine su tutte le altre. Il grosso del lavoro è stato svolto dalla bergamasca, finché a circa 500 metri dalla conclusione è rinvenuta da dietro la lituana Rasa Leleivyte, portacolori dell’Aromitalia-Vaiano.

Ritrovatasi così una scomoda avversaria per lo sprint, Tatiana Guderzo ha forzato ulteriormente l’andatura ai 400 metri dall’arrivo, riuscendo a prendere il margine decisivo e ottenendo così una splendida vittoria a braccia alzate. Piazza d’onore per una brillante Leleivyte a 3” mentre la volenterosa Rossella Ratto è stata costretta ad accontentarsi della terza posizione a 5”. Più indietro tutte le altre: a 16” hanno chiuso le slovene Polona Batagelj e Ursa Pintar, seguite a 29” dalla compagna di squadra della BTC-Ljubljana Hanna Nilsson, atleta svedese. Settimo posto per la statunitense Doebel-Hickok a 35”, seguita da una brava Sofia Bertizzolo (ottava a 37”), con la top ten chiusa dalla campionessa spagnola Sheyla Gutierrez (a 38”) e da Erica Magnaldi, atleta della BePink che ha rappresentato la vera sorpresa di giornata, dal momento che fino a poche settimane fa gareggiava a livello amatoriale.

Altre cinque atlete italiane hanno poi concluso tra le prime venti: 13esima Anna Ceoloni della Michela Fanini (staccata di 53”), 15esima (a 56”) Nicole Nesti del Vaiano, seguita da Vania Canvelli della Giusfredi-Bianchi (1’02” il suo distacco) mentre Elena Cecchini ed Elisa Balsamo hanno chiuso rispettivamente 18esima a 1’06” e 20esima a 1’16”. Domani secondo appuntamento emiliano con la disputa della seconda edizione del Gran Premio Bruno Beghelli femminile.

Campionati del mondo: una fantastica Elena Pirrone conquista l’oro anche nella gara in linea ! Medaglia di bronzo per Letizia Paternoster

di Vivian Ghianni

Lunedì scorso aveva conquistato splendidamente la medaglia d’oro nella prova a cronometro, realizzando una strepitosa accoppiata con il titolo europeo conquistato in agosto a Herning. Quest’oggi però Elena Pirrone ha realizzato un vero e proprio capolavoro, andando a conquistare al termine di una spettacolare azione solitaria il titolo mondiale donne juniores nella gara in linea. Doppietta storica quindi per la bolzanina del GS Mendelspeck, prima atleta italiana a conquistare nello stesso anno il titolo mondiale sia in linea che a cronometro (seconda atleta in assoluto a riuscirci tra le juniores dopo la britannica Nicole Cooke, riuscita nell’impresa nel 2001) mentre per l’Italia si è trattato del quinto successo in assoluto nella categoria, per la prima volta ottenuto consecutivamente per due edizioni (lo scorso anno, infatti, a conquistare il titolo fu Elisa Balsamo).

Sono state 92 atlete a prendere il via da Bergen in mattinata per percorrere i 76,4 chilometri del percorso, suddiviso in 4 tornate da 19,1 chilometri ciascuna. L’avvio per l’Italia non è stato per nulla facile, con due problemi meccanici occorsi prima a Letizia Paternoster dopo pochissimi chilometri (rientrata presto in gruppo con l’aiuto di Vittoria Guazzini), poi a Martina Fidanza proprio all’imbocco della prima ascesa a Salmon Hill, principale asperità di giornata. Particolarmente sfortunata l’atleta bergamasca, che già lo scorso anno vide la propria gara compromessa da una caduta, costretta a percorrere alcuni chilometri col cambio fuori uso prima di poter cambiare bicicletta. Irrimediabilmente staccata dal gruppo, non ha poi concluso la prova.

Il primo attacco importante è stato portato dalla danese Emma Cecilie Norsgaard Jorgensen, che ha allungato in discesa guadagnando fino a 45”, prima di essere ripresa all’inizio del secondo giro. Dopo che Germania e Francia si sono mostrate molto attive in testa al gruppo, in cui l’Italia con le varie D’Agostin, Guazzini e Paternoster ha fatto buona guardia, i primi attacchi importanti si sono verificati nel corso della terza ascesa a Salmon Hill, con la britannica Georgi (seguita dalla Paternoster) e l’australiana Fasnacht che hanno cercato di guadagnare nei confronti del gruppo, nel frattempo decisamente ridotto (appena 16 le ragazze in testa, con le favorite Wiebes e Roberts già staccate). Proprio all’inizio della discesa però è partito l’attacco di Elena Pirrone, che ha immediatamente guadagnato una decina di secondi su tutte le altre.

L’atleta altoatesina, approfittando della mancanza di organizzazione in gruppo (dove faceva buona guardia Letizia Paternoster), ha incrementato il proprio vantaggio, transitando con 20” sulle inseguitrici al suono della campana. Nonostante la pioggia iniziata a farsi più incessante e lo sforzo già profuso, la Pirrone ha tenuto benissimo nei successivi chilometri e anche sull’ultima ascesa a Salmon Hill, toccando un vantaggio massimo superiore ai 30”. Alle sue spalle non si sono verificati attacchi significativi, con la Paternoster che ha cercato di fare la differenza, salvo poi accusare lo sforzo negli ultimi metri della salita (salvo poi rientrare in discesa e riprendere a stoppare i vari tentativi d’inseguimento).

Gli ultimi chilometri hanno visto la Pirrone gestirsi alla perfezione, con il vantaggio mantenutosi sempre attorno ai 15”, che ha permesso all’azzurra di giungere sul traguardo in perfetta solitudine, a suggello di un bis davvero fantastico. Dopo una caduta senza conseguenze che ha coinvolto nell’ultimo chilometro l’ucraina Kulynych (tra le più attive in gara) e l’australiana Fasnacht, la volata per la seconda posizione ha visto prevalere, a 12” di ritardo, la danese Jorgensen, già argento agli Europei ad Herning e protagonista di una gara generosa mentre a completare la festa italiana ci ha pensato Letizia Paternoster, capace di agguantare la medaglia di bronzo. A completare la top ten ci hanno pensato, nell’ordine, la russa Novolodskaya, la francese Wiel, la britannica Georgi, l’altra francese Copponi, la canadese Boilard, la lussemburghese Harsch e la terza francese presente nel primo gruppo, ovvero la Muzic. Per l’Italia hanno concluso la gara anche Nicole D’Agostin, 16esima a 1’40”, e Vittoria Guazzini, 39esima a 4’14” mentre, come anticipato, Martina Fidanza è stata purtroppo costretta al ritiro.

Campionati del mondo: Annemiek Van Vleuten sbaraglia la concorrenza nella cronometro Donne Elite, podio per Anna Van Der Breggen e Katrin Garfoot.

di Vivian Ghianni - foto www.mondiali.net

 Poco più di un anno fa aveva tenuto in ansia tutti gli appassionati con quella tremenda caduta in discesa alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, mentre veleggiava verso una possibile medaglia d’oro. Quest’oggi invece per Annemiek Van Vleuten è arrivata la soddisfazione più bella della carriera, dal momento che l’atleta olandese ha conquistato il titolo mondiale a cronometro a Bergen nella prova riservata alle Donne Elite. Per la 34enne dell’Orica-GreenEDGE si è trattato della ciliegina sulla torta su una stagione fin qui eccellente, in cui prima di quello odierno erano già giunti ben dieci successi (col grande rammarico del Giro Rosa, concluso in terza posizione ma sfumato a causa dei due minuti di ritardo accusati nella tappa di Occhiobello). La gara, lunga 21,1 chilometri (stessa distanza coperta dagli juniores uomini al mattino e con la salita di Birkelundsbakken come principale asperità), ha visto subito la strepitosa prestazione di Anna Van Der Breggen: la fortissima atleta orange, seconda atleta nell’ordine di partenza, ha subito fatto segnare un tempo difficilmente battibile con un 29’02” apparso fuori portata per molte. Il peggioramento delle condizioni atmosferiche ha reso poi ulteriormente complicata la rincorsa alla medaglia d’oro, con la sola Van Vleuten avvicinatasi tantissimo ai tempi della connazionale (soltanto 3 i secondi di ritardo in cima alla salita). La seconda e ultima parte di tracciato della Van Vleuten è stata però strepitosa, con il cronometro fermato sui 28’50” che le sono valsi il miglior tempo a quasi 44 km/h di media. Nessuna è più riuscita a far meglio di lei, che ha così potuto festeggiare la conquista della medaglia d’oro. Argento per una comunque ottima Anna Van Der Breggen, distanziata di 12”, mentre il bronzo è andato all’australiana Katrin Garfoot, la più brillante tra le atlete partite per ultime, che dopo essersi ben gestita in salita ha concluso con un ritardo di 19”, aggiudicandosi la medaglia di bronzo. Buon quarto posto per la giovanissima Chloe Dygert, talentuosa atleta statunitense di appena 20 anni, andata vicinissima al primo podio mondiale nella massima categoria, che ha chiuso con un distacco di 38”. A seguire, nell’ordine d’arrivo, l’altra olandese Ellen Van Dijk, una delle grandi deluse del giorno, che ha concluso quinta a 52”, quindi la neozelandese Linda Villumsen a 56”, la sudafricana Ashleigh Moolman a 1’18”, l’altra statunitense Lauren Stephens a 1’20”, la britannica Hannah Barnes a 1’23” e la danese Cecilie Uttrup Ludwig a 1’34” hanno completato la top ten. Fuori dalle prime 15 posizioni invece le due atlete italiane in gara: Elisa Longo Borghini non ha vissuto una delle sue giornate migliori, chiudendo al 18esimo posto con un distacco di 2’07”. 24esima invece, con un distacco di 2’31”, Lisa Morzenti, argento lo scorso anno a Doha tra le juniores e quindi alla prima esperienza iridata nella specialità tra le Elite, per cui l’occasione era utile unicamente per accumulare esperienza in prospettiva futura.

Campionati del mondo: straordinaria doppietta dell'Italia con Elena Pirrone e Alessia Vigilia nella cronometro donne juniores

Di Vivian Ghianni 

Si sono aperti come meglio non avrebbero potuto per i colori italiani i campionati del mondo di ciclismo di Bergen: la prova a cronometro riservata alle donne juniores, in programma questa mattina, ha infatti registrato una splendida doppietta azzurra grazie ad Elena Pirrone e Alessia Vigilia, entrambe altoatesine nonché tesserate per il Gruppo Sportivo Mendelspeck. Per l'Italia un titolo che torna in bacheca dopo ben 15 anni, visto che l'ultimo trionfo nella specialità risaliva al 2002 con Anna Zugno (anche in quella occasione fu doppietta con Tatiana Guderzo medaglia d'argento).

La gara, disputata sulla distanza di 16,1 chilometri, ha visto partire subito alla grande Alessia Vigilia, prima atleta in assoluto a prendere il via, che con il tempo di 23'25" si è immediatamente issata in testa alla classifica, potendo contare anche su condizioni atmosferiche favorevoli. Successivamente infatti, la pioggia che ha iniziato a cadere sul percorso, ha inevitabilmente condizionato la prestazioni di molte atlete, meno che quelle di Elena Pirrone, già laureatasi campionessa europea nel mese di agosto a Herning, che fin dal primo intertempo è riuscita a far segnare, seppur di pochissimo, la nuova miglior prestazione. La Pirrone ha poi incrementato il proprio vantaggio al secondo rilevamento, mantenendo poi un'andatura costante fino al traguardo, dove col tempo di 23'19"72 si è issata in testa, aggiudicandosi così la medaglia d'oro.

Seconda posizione e medaglia d'argento, con un distacco di 6", per una bravissima Alessia Vigilia, che ha interpretato alla perfezione la propria gara, mentre a completare il podio è stata l'australiana Madelaine Fasnacht, giunta terza con 42" lasciandosi alle spalle la tedesca Hannah Ludwig, quarta a 45", e la russa Maria Novolodskaya, quinta a 1'09". In top ten è riuscita a concludere anche l'attesissima Letizia Paternoster, che ha chiuso al nono posto con un distacco di 1'29": l'atleta trentina aveva fatto registrare il secondo miglior tempo al primo rilevamento (dove i primi tre tempi sono stati tutti delle atlete azzurre) per poi andare in difficoltà nella seconda parte di gara, disputata anche nel momento di maggior intensità della pioggia. Il risultato odierno delle nostre comunque fa ben sperare anche in vista della prova in linea, in programma nella giornata di venerdì.

Elena Novikova batte il record dei km totali percorsi in pista nelle 24 h

Elena Novikova batte il record dei km totali percorsi in pista nelle 24 h (Montichiari) ed altri 10 di specialità (vedere tabella e foto). L'atleta ucraina ha percorso in totale 781,638 km in 24 h. Foto fornite dalla campionessa.

Ashleigh Moolman si ripete: conquista l’ultima tappa e rivince il Giro della Toscana femminile

di Vivian Ghianni, by Cicloweb.

Vincere fa sempre piacere, ripetersi non è mai facile. Grazie ad un bell’acuto nella seconda ed ultima tappa in linea disputata nella giornata di domenica 10 settembre, la sudafricana Ashleigh Moolman è riuscita nuovamente ad aggiudicarsi la classifica finale del Giro della Toscana femminile, eguagliando anche la svedese Susanne Ljungskog (tuttora primatista con 3 successi finali) che era stata l’unica atleta in grado di aggiudicarsi due edizioni consecutive della tradizionale gara a tappe premondiale. L’ultima frazione, con partenza da Lucca e arrivo a Capannori dopo 121,8 chilometri, si presentava come la più impegnativa, grazie ad un tracciato nervoso che poteva favorire anche azioni da lontano. Non a caso le due grandi protagoniste di giornata sono state due atlete: la campionessa tedesca Lisa Klein della Cervélo-Bigla, vincitrice del prologo inaugurale a Campi Bisenzio, e la bergamasca Silvia Persico della Valcar, più volte in evidenza nel corso della stagione. Il buon accordo della coppia ha fatto si che il vantaggio nei confronti del gruppo sfiorasse i 2 minuti, prima che il plotone organizzasse l’inseguimento e iniziasse a limare il gap. Giunti nel momento decisivo della frazione, con la doppia ascesa a Valgiano, l’azione delle due fuggitive si è esaurita ed in testa si è sviluppato un nuovo attacco da parte di tre atlete: ancora una brillante Ashleigh Moolman, già protagonista della prima tappa, assieme alla compagna di squadra della Cervélo, la danese Cecilie Uttrup Ludwig, e la polacca Ewelina Szybiak, atleta della Mat Atom ma con trascorsi nel nostro Paese. L’ottimo affiatamento del terzetto, favorito dalla presenza di due atlete dello stesso team, ha fatto in modo che il vantaggio salisse sempre più, fino a superare i due minuti di vantaggio. Raggiunto un limite ormai rassicurante, la Moolman ha sferrato l’attacco decisivo sull’ultima salita verso Valgiano, accumulando una decina di secondi amministrati al meglio nella successiva discesa e nel conclusivo tratto pianeggiante. Vittoria quindi per l’atleta sudafricana, che ha conquistato il successo con un vantaggio di 16” nei confronti della Ludwig e 22” sulla Szybiak. Molto più consistenti i distacchi per tutte le altre atlete: a 2’38” la quarta posizione è andata all’esperta campionessa ungherese Monika Kiraly della Michela Fanini, avvantaggiatasi nel finale; 2’50” è stato invece il distacco della leader Janneke Ensing mentre a 2’57” la volata per la sesta posizione è stata appannaggio della polacca Aurela Nerlo. Molto incoraggianti le prestazioni della toscana Angelica Brogi, in gara con la rappresentativa lombarda, e della parmense della Giusfredi Vania Canvelli, rispettivamente classificatesi in settima e ottava posizione mentre a chiudere la top ten sono state la russa Anastasiia Iakovenko e la brianzola Maria Giulia Confalonieri, già in evidenza nel giorno precedente. In classifica finale Ashleigh Moolman, che ha fatto proprie anche la classifica a punti e la classifica dei gran premi della montagna, ha conquistato il successo (l’ottavo personale del 2017) con 32” su Cecilie Uttrup Ludwig (a cui è andata la maglia di miglior giovane) e 54” su Ewelina Szybiak. Tre atlete italiane hanno invece chiuso tra le prime dieci: Maria Giulia Confalonieri (miglior azzurra) sesta a 3’23”, seguita da Elisa Balsamo (settima a 3’25”) e Angelica Brogi (ottava a 3’30”).

Giro di Toscana Femminile: l’olandese Janneke Ensing vince la prima tappa davanti ad Ashleigh Moolman. Bel 3° posto di Maria Giulia Confalonieri

di Vivian Ghianni by Cicloweb, foto Ciclomarche

Dopo il prologo inaugurale di Campi Bisenzio, conquistato dalla tedesca Lisa Klein, il Giro della Toscana femminile ha affrontato nella giornata di sabato 9 settembre la prima delle due frazioni in linea, con partenza e arrivo a Segromigno in Piano per complessivi 133,6 chilometri. Ancora una volta ad essere premiata è stata un’atleta straniera, dal momento che il successo ha sorriso all’olandese Janneke Ensing: la portacolori dell’Alé Cipollini nonché una delle atlete più in forma del momento, si è imponesta in uno sprint a tre, conquistando la sua seconda vittoria stagionale, dopo aver rotto il ghiaccio solamente pochi giorni prima nell’ultima tappa del Boels Rental Ladies Tour, disputato in Olanda. Nella prima parte di gara si sono registrati allunghi di atlete protrattisi per alcuni chilometri: le prime a provarci sono state Chiara Perini della Giusfredi Bianchi e Giorgia Capobianchi della Conceria Zabri, quindi è stata la volta della russa Ksenya Tcymbaliuk, in gara con la casacca della propria nazionale e poi della ceca Tereza Korvasova del Dukla Praga. Per tutte vantaggi nei confronti del gruppo che sono andati dai 20” ai 40”, prima che si tornasse in una situazione di gruppo compatto e che fossero le due ascese verso Valgiano a selezionare il plotone. Già in occasione del primo passaggio si è registrato l’allungo della sudafricana Ashleigh Moolman (Cervèlo-Bigla) in compagnia dell’olandese Janneke Ensing (Alé Cipollini) e della danese Cecile Uttrup Ludwig (anche lei in maglia Cervélo), riprese però prima dell’inizio dell’ultimo giro. La seconda ascesa al GPM è stata però più fruttuosa sia per la Moolman che per la Ensing, che ci hanno provato nuovamente in compagnia, questa volta, di Maria Giulia Confalonieri (l’atleta della Lensworld gareggia in una mista con la Valcar), andando a formare un terzetto capace di guadagnare circa 10” sul gruppo. Il buon accordo del trio ha fatto si che da dietro l’inseguimento non si concretizzasse e sono state così proprio queste tre atlete a giocarsi il successo sul traguardo: sulla linea d’arrivo, posta in semicurva, lo spunto più efficace è stato quello della Ensing, riuscita a precedere la Moolman, già vincitrice lo scorso anno e che ora può aspirare a ripetersi. Terzo posto per una brava Confalonieri, a cui resta forse un po’ di rammarico viste le ottime doti da velocista. Il gruppo inseguitore, composto da circa trenta atlete, è giunto distanziato di appena 5” con la polacca Marta Lach che ha conquistato la quarta posizione davanti ad un’ancora brillante Elisa Balsamo e ad una bravissima Debora Silvestri (in gara con la rappresentativa lombarda) che ha ottenuto un’ottima sesta posizione. A chiudere la top ten di giornata la leader Lisa Klein, la lituana Rasa Leleivyte, l’abruzzese Carmela Cipriani e la toscana Michela Balducci, ancora protagoniste di buone prestazioni. Cambia invece la classifica generale, con Janneke Ensing che, oltre a fare il pieno di maglie conquistando anche quelle della classifica a punti e dei Gpm, è divenuta la nuova leader grazie agli abbuoni ed ora guida con lo stesso tempo (è prima per questione di centesimi) di Ashleigh Moolman mentre al terzo posto la danese Ludwig, divenuta la miglior giovane, insegue a 12”. Miglior italiana Maria Giulia Confalonieri, quinta a 16”. Quest’oggi si disputerà la seconda ed ultima tappa in linea di 121,8 chilometri con partenza da Lucca e arrivo a Capannori, in cui ancora tutto potrà succedere.

La tedesca Lisa Klein conquista il prologo del Giro di Toscana femminile 2017

di Vivian Ghianni, foto di Marco Marando per Ciclismo in Rosa

Si è aperto nel pomeriggio di ieri con il tradizionale cronoprologo di 2,2 chilometri il 22esimo Giro della Toscana Femminile, una delle ultime prove utili per le atlete per rifinire la condizione in vista degl’imminenti campionati del mondo, che avranno il loro svolgimento a Bergen in Norvegia. Sono state 132 le atlete a prendere il via in questa edizione e la più veloce di tutte nella cittadina fiorentina è stata la tedesca Lisa Klein, una delle atlete più interessanti messe in mostra in questa stagione. L’atleta della Cervélo-Bigla, classe 1996 e campionessa nazionale in linea, ha fermato il cronometro sul tempo di 2’52” ad una media di 46,047 km/h, andando a precedere di appena 1” le compagne di squadra Cecilie Uttrup Ludwig e Ashleigh Moolman (quest’ultima vincitrice uscente della corsa) per un podio di giornata interamente composto da atlete della Cervélo. Quarto posto per l’olandese Janneke Ensing dell’Alé Cipollini, recentemente vincitrice in Olanda dell’ultima tappa del Boels Rental Ladies Tour, che con un distacco di 6” ha preceduto un’ottima Elisa Balsamo, quinta e prima delle italiane, e la tedesca Clara Koppenburg, altra atleta della Cervélo-Bigla. Molto buona anche la prova di Marta Cavalli, altra atleta Valcar, che ha chiuso settima a 7”, davanti alla polacca Katarzyna Wilkos, alla tedesca Stephanie Pohl e alla colombiana Ana Sanabria (per tutte distacco di 9”) che hanno chiuso la top 10 della frazione inaugurale. Oggi prima delle due tappe in linea con partenza e arrivo a Segromigno in Piano dopo 133,6 chilometri, in cui le asperità del tracciato daranno sicuramente una

Il Memorial Chiara Pierobon premia Elisa Balsamo, successo allo sprint davanti a Martina Alzini e Gloria Scarsi (prima juniores)

di Vivian Ghianni, foto Ciclomarche

Dopo che nei mesi scorsi gli impegni scolastici e l’intensa attività su pista (con partecipazione ai campionati mondiali Elite e la conquista di due maglie di campionessa europea nello scorso mese di luglio) non le avevano consentito di svolgere in maniera continuativa una proficua attività su strada, Elisa Balsamo ha finalmente rotto il ghiaccio nel pomeriggio di domenica 27 agosto, aggiudicandosi a Noventa di Piave, nel trevigiano, il Giro dei Due Comuni, valido come secondo Memorial Chiara Pierobon, in ricordo dell’atleta veneta prematuramente scomparsa all’inizio di agosto del 2015.

Un’affermazione di giustezza quella della talentuosa atleta piemontese, che aveva dato interessanti segnali di un ottimo stato di forma al recente Ladies Tour of Norway, in cui era stata capace di ottenere un buon quarto posto dietro ad atlete già ben affermate nella massima categoria. La gara trevigiana, lunga 82,5 chilometri in un tracciato pianeggiante, è scivolata via velocissima tra tentativi di fuga che non hanno avuto buon esito e purtroppo anche alcune cadute che hanno spezzato il plotone nelle battute finali. Si è giunti così allo sprint dove la Balsamo ha coronato un bel lavoro di squadra andando ad ottenere la vittoria davanti a Martina Alzini dell’Alé Cipollini, che proprio a Noventa aveva trionfato due anni fa nella prima edizione del Memorial Pierobon. Al terzo posto ancora un’atleta della Valcar, con la ligure Gloria Scarsi, già nel giro azzurro in questa stagione, che centrando il gradino più basso del podio assoluto si è assicurata la vittoria tra le ragazze juniores.

Quarta posizione ed ennesima bella prestazione in stagione per Michela Balducci della Giusfredi Bianchi, che ha preceduto Silvia Zanardi della Vecchia Fontana e Giorgia Bariani del Team Wilier Breganze che hanno completato il podio della categoria juniores. Marta Cavalli (Team Valcar), Alice Gasparini (Team Servetto), Debora Silvestri (Eurotarget) e Nadia Quagliotto (Top Girls) hanno invece completato le prime dieci posizioni dell’ordine d’arrivo assoluto. In mattinata si erano disputate invece le gare riservate alle categorie Esordienti e Allieve: tra le ragazze più giovani, impegnate sulla distanza di 36 chilometri, il successo è andato a Federica Savio del Giorgione Aliseo, che allo sprint ha preceduto la compagna di squadra Elena Contarin e Beatrice Dal Pozzo. Tra le Allieve, per le quali erano 60 i chilometri previsti, la gara si è decisa con una fuga a quattro in cui a prevalere è stata Giorgia Bonetti della Scuola di Ciclismo Vò, vincitrice davanti a Veronica Zaninelli (Mendelspeck), Nicole Passaquindici (Team Lady Zuliani) ed Eleonora Silani (Pedale Sanvitese) mentre il gruppo, regolato da Eleonora Gasparini, è giunto con un ritardo di 1’40”.

MONDIALI MONTICHIARI.Due ori e un bronzo, Consonni campionessa del mondo anche nell’americana

MONDIALI MONTICHIARI.Due ori e un bronzo, Consonni campionessa del mondo anche nell’americana. Elisa Balsamo e Gloria Scarsi vincono il Memorial Chiara Pierobon. Valerio Villa, ufficio stampa team Valcar.

In una splendida intervista alla Gazzetta dello Sport di oggi il c.t. della Nazionale azzurra Edoardo Salvoldi definisce Chiara Consonni come “la compagna di squadra che tutti vorrebbero avere”. 
Forte, generosa e leale la junior Chiara Consonni è stata protagonista a pieno titolo dei Campionati Mondiali su pista 2017 che rimarranno nella storia del ciclismo italiano per molti anni. 
Insieme a Letizia Paternoster infatti la ciclista bergamasca in forza alla Valcar – PBM da due anni con un trascorso giovanile nell’Eurotarget conclude la rassegna iridata di Montichiari con uno score da far impallidire: due ori e un bronzo. 
Dopo l’incommensurabile successo nel quartetto con doppio ritocco del record del mondo dell’inseguimento a squadre sono arrivate in successione prima un bronzo nella Corsa a Punti, ma soprattutto un formidabile oro in coppia con la Paternoster nella madison, il primo assegnato nella storia in questa disciplina. 
Un successo indimenticabile per come è arrivato. Se nella corsa a punti Chiara Consonni aveva già messo in luce il suo valore debuttando in una prova individuale e dimostrando di essere competitiva anche nelle prove in cui si corre da soli, nella giornata di domenica è tornata a vestire i panni della “compagna di squadra perfetta” e in coppia con la Paternoster ha lasciato a bocca a aperta le centinaia di persone assiepate sugli spalti del velodromo di Montichiari (BS). 
Un cambio mancato e una caduta nella prima metà di gara non hanno fermato le tue “Rocket Girls”. Dopo il primo sprint perso di misura contro le australiane, Chiara e Letizia hanno incamerato punti su punti facendo sembrare una gara mondiale una sagra paesana. Semplicemente mostruose.

Fare sembrare semplici le cose difficili è la cifra distintiva dei fuoriclasse.
E, manco a dirlo, è arrivata puntuale e spietata la vittoria dell’elite Elisa Balsamo nella gara open di Noventa del Piave (VE) in memoria di Chiara Pierobon. 
Dopo lo strepitoso quarto posto in una tappa del Giro di Norvegia davanti a “Sua Maestà” Marianne Vos, la fuoriclasse piemontese è tornata a correre in Italia e ha battuto in volata Martina Alzini con una progressione micidiale. Dunque, notizie eccellenti per il d.s. Davide Arzeni, vero e proprio artefice della costruzione di un gruppo che il prossimo anno avrà innesti importanti di altre giovani atlete italiane provenienti da altre squadre. 
La sensazione è che la scelta di puntare sul vivaio rimanga la scelta più efficace. 
Nel 2018 infatti Elisa Balsamo potrà contare sull’apporto della “compagna di squadra perfetta” Chiara Consonni che da junior passerà elite (già lo scorso anno Chiara fu l’ultimo “vagoncino” del meraviglioso treno azzurro che lanciò Elisa nella vittoria del titolo mondiale di Doha).

E tra le junior cosa accadrà? Con molta probabilità la velocista di riferimento della categoria sarà Gloria Scarsi.
Dirlo adesso è prematuro, ma ci sono ottimi indizi per far supporre che sarà proprio così. Infatti la junior ligure è arrivata terza, nonostante la giovane età, alle spalle di Elisa Balsamo (che ha due anni in più di lei) e di Martina Alzini (che ha tre anni più di Gloria).
E ancora una volta, probabilmente, sarà il vivaio a dare continuità e forza al progetto Valcar – PBM.

Mondiali su pista juniores: Martina Fidanza campionessa del mondo dello Scratch! Il quartetto femminile dell’Inseguimento polverizza il record del mondo.

Di Vivian Ghianni by Cicloweb. Foto di repertorio Ciclomarche.

Si sono aperti alla grande per l’Italia i campionati del mondo juniores su pista, che quest’oggi hanno preso il via nel velodromo di Montichiari, dove si concluderanno nella giornata di domenica 27 agosto. Subito infatti sono state le ragazze ad essere grandissime protagoniste, sbloccando subito la casella delle medaglie d’oro grazie a Martina Fidanza, riuscita a conquistare la maglia iridata nello Scratch.

La talentuosa atleta bergamasca, che nel mese di luglio aveva già conquistato il titolo europeo di specialità (oltre all’oro nell’Inseguimento a squadre e all’argento nel Keirin), è stata autrice di una gara molto attenta, in cui dopo una fase di relativa tranquillità si sono avuti alcuni pericolosi tentativi di caccia nella fase finale (tra le protagoniste anche la ceca Petra Sevcikova, argento europeo). A meno di dieci giri dal termine a tentare il colpaccio è stata la belga Shari Bossuyt, riuscita a resistere in testa proprio al suono della campana, quando la Fidanza si era già messa in testa a guidare la rimonta del gruppo. L’atleta dell’Eurotarget si è poi prodotta in una volata irresistibile, riuscendo a saltare agevolmente anche alcune atlete doppiate proprio in quel frangente ed è riuscita a resistere al ritorno di tutte le altre avversarie, cogliendo una splendida vittoria. Medaglia d’argento per l’olandese Mylene De Zoete mentre il bronzo è andato all’australiana Alexandra Martin-Wallace.

Non è stata l’unica grande soddisfazione di giornata per la Fidanza, protagonista già in mattinata di una straordinaria prestazione assieme al resto del quartetto azzurro dell’Inseguimento a squadre impegnato nelle qualificazione. Oltre alla bergamasca sono scese in pista Letizia Paternoster, Chiara Consonni e Vittoria Guazzini, riuscite letteralmente a polverizzare il precedente record mondiale detenuto sempre dalla nostra nazionale, fermando il cronometro su un sensazionale 4’23”229, andato ad abbassare di ben 6 secondi il precedente primato fatto segnare nel luglio dello scorso anno proprio sulla pista di Montichiari, in occasione dei campionati europei. Tale è stato anche il gap che ha separato la prestazione delle azzurre da quella delle atlete neozelandesi, che hanno fatto registrare il secondo tempo ma con 4’29”267. Domani la gara proseguirà con il secondo turno, in cui l’Italia sarà opposta alla Francia nel tentativo di conquistare la finale per l’oro e cercare così di confermare il titolo mondiale conquistato lo scorso anno.

Katia Ragusa vince il Giro della Provincia di Pordenone, sul podio anche Marika Botton (1a junior) e Gloria Scarsi

di Vivian Ghianni- foto uff. stampa BePink

Un colpo da finisseur ben assestato, quando alla conclusione della gara restava solamente un chilometro, ha permesso alla vicentina Katia Ragusa di aggiudicarsi quest’oggi il 22esimo Giro della Provincia di Pordenone, disputato sulla distanza di 79 chilometri con partenza ed arrivo a San Vito al Tagliamento. Una bella soddisfazione per l’atleta della BePink, che in stagione era riuscita già a lasciare il segno in una corsa in Svizzera.

La gara ha vissuto su alcuni tentativi che però non hanno avuto la necessaria fortuna, fino a quando non è giunto l’affondo della Ragusa nel momento in cui tutte si sarebbero aspettate una conclusione allo sprint. L’azione della vicentina, ottima passista, è stata subito efficace e le ha permesso di resistere fin sul traguardo, beffando così le velociste. A 2” si è invece disputata la volata del gruppo che ha visto prevalere la padovana Marika Botton, portacolori dell’UC Conscio Pedale del Sile, una delle formazioni maggiormente in evidenza in queste ultime settimane: per l’atleta veneta, già campionessa regionale su pista nel Keirin in questa stagione, seconda posizione assoluta ma prima tra le juniores, che le vale la prima affermazione nella categoria. A completare il podio è stata invece la ligure Gloria Scarsi, atleta del Team Valcar che, tra l’altro, era reduce dalla partecipazione al Campionato Europeo di Herning, disputato appena due giorni prima.

Al quarto posto Laura Tomasi del Team Wilier Breganze ha completato il podio tra le ragazze juniores, precedendo la marchigiana Anastasia Carbonari dell’UC Porto Sant’Elpidio e Silvia Zanardi della Vecchia Fontana. Daniela Magnetto Allietta (Conceria Zabri), Leonora Geppi (Vallerbike), Chiara Melissa Piccolo (Speedy) e Giada Lucchi (Mendelspeck) hanno invece completato la top ten assoluta della gara.

Marianne Vos è la nuova campionessa europea Donne Elite. Per l’Italia un ottimo argento con Giorgia Bronzini.

di Vivian Ghianni - foto Highlights of Cycling Weekly (Anton Vos)

Il circuito europeo di Herning, praticamente privo di difficoltà altimetriche, avrebbe potuto far pensare ad una scontata soluzione con un arrivo di gruppo compatto. Invece le situazioni di gara unite a condizioni atmosferiche che possono farci difficili possono favorire soluzioni alternative. Così anche la gara riservata alle Donne Elite ha premiato il coraggio di chi ha osato e tentato la soluzione anticipata, col titolo europeo finito nella sterminata bacheca di Marianne Vos, che ha così conquistato la prima maglia di campionessa europea nella massima categoria (aveva già conquistato il titolo due volte invece quando la competizione era limitata alle ragazze Under 23: nel 2006 e nel 2007 si aggiudicò infatti la gara, battendo anche in quelle occasioni due atlete azzurre, rispettivamente Tatiana Guderzo e Marta Bastianelli). Per la fuoriclasse olandese si è trattato della settima vittoria in questo 2017.

La gara, lunga 120,6 chilometri distribuiti attraverso sei giri di circuito, è vissuta a lungo su varie schermaglie che però non hanno portato alla formazione di tentativi di fuga realmente pericolosi (in uno di questi è stata protagonista anche l’azzurra Anna Zita Maria Stricker), cosicché per attendere il momento decisivo si è dovuti giungere ai 25 chilometri dalla conclusione: a promuovere l’allungo sono state la russa Olga Zabelinskaya, le italiane Elisa Longo Borghini e Giorgia Bronzini, l’olandese Marianne Vos, la polacca Katarzyna Pawlowska, la tedesca Charlotte Becker e la spagnola Sheyla Gutierrez, con quest’ultima che poi ha perso contatto all’inizio dell’ultimo giro. L’ottimo accordo delle battistrada unito all’onere dell’inseguimento finito principalmente sulle spalle di Francia e Belgio, rimaste escluse dall’azione (con Olanda e Italia pronte a rompere i cambi in testa al gruppo), ha fatto sì che le atlete di testa, tutte ottime passiste, guadagnassero fino a 45” di vantaggio, rendendo così difficilissimo l’inseguimento.

Quando ormai il vantaggio si era ormai approssimato sui 30”, gli ultimi colpi di scena si sono verificati nei 5 chilometri conclusivi: dapprima una caduta è costata cara alla polacca Pawlowska, quindi la tedesca Becker non è stata più in grado di seguire le altre, col gruppo di testa ridottosi a sole quattro unità con ben due azzurre presenti. Un’encomiabile Elisa Longo Borghini ha speso le ultime energie in favore di Giorgia Bronzini, perdendo contatto in occasione del tentativo d’anticipo operato all’ultimo chilometro dalla russa Zabelinskaya. Un tentativo che però non ha sorpreso né la Vos né la Bronzini, pronte a giocarsi il titolo allo sprint. La volata è stata lanciata solamente ai 180 metri dall’arrivo, con la Vos uscita molto forte e la Bronzini che ha cercato di prendere la ruota dell’olandese, senza riuscire però nell’intento. Ritorno alla vittoria in grande stile quindi per la fuoriclasse olandese e medaglia d’argento per Giorgia Bronzini, a coronamento comunque di una corsa ben disputata dalle nostre atlete mentre la medaglia di bronzo è finita al collo di Olga Zabelinskaya.

Con Elisa Longo Borghini ormai esausta e raggiunta solamente negli ultimi 10 metri di gara (20esima posizione conclusiva per lei), la volata per la quarta posizione ha premiato, con un distacco di 15 secondi, la francese Roxanne Fournier che ha preceduto la campionessa del mondo Amalie Dideriksen e la belga Jolien D’Hoore. A completare le prime dieci posizioni sono state l’olandese Kirsten Wild, la finlandese Lotta Lepistö, la nostra Maria Giulia Confalonieri e la svedese Emilia Fahlin. Appena fuori dalle dieci invece Marta Bastianelli, che ha concluso in undicesima posizione.

 

 

 

 

Europei su strada: Letizia Paternoster conquista la medaglia di bronzo tra le juniores, vittoria per l’olandese Wiebes. Tra le U23 vince ancora Pernille Mathiesen, quarta Rachele Barbieri

Di Vivian Ghianni, foto UEC

Dopo la doppietta realizzata nella prova a cronometro con Elena Pirrone e Letizia Paternoster, l’Italia femminile è salita ancora una volta sul podio quest’oggi ai Campionati Europei su strada in corso di svolgimento a Herning, in Danimarca. Nella gara in linea delle juniores disputata al mattino, infatti, proprio Letizia Paternoster è salita nuovamente sul podio conquistando la medaglia di bronzo, riuscendo così nell’impresa di salire sempre sul podio in tutte le gare valevoli per il titolo continentale delle ultime settimane tra strada e pista.

La gara, disputata sulla distanza di 60,3 chilometri distribuiti su 3 tornate da 20,1 chilometri ciascuna, è stata caratterizzata da pioggia e forte vento, che hanno causato anche numerose cadute. L’Italia si è fatta vedere dapprima con un bel tentativo di fuga di Elena Pirrone, ancora in grande evidenza dopo l’oro conquistato contro il tempo, e poi, dopo che l’atleta altoatesina aveva esaurito il proprio compito, andando a stoppare anche un insidioso tentativo di fuga, cercando di preparare al meglio lo sprint conclusivo. La Paternoster è partita molto lunga, cercando di uscire a centro strada e provando anche a favorire lo spunto di Martina Fidanza ma purtroppo l’intesa tra le due azzurre non è stata ottimale e così, sulla destra, è uscita molto forte l’olandese Lorena Wiebes, andata così a cogliere l’ennesima importante affermazione in stagione (oltre all’Healty Ageing Tour la ragazza olandese si era aggiudicata anche il Trofeo Da Moreno a Cittiglio nel mese di marzo e aveva concluso al terzo posto la Gand-Wevelgem). Medaglia d’argento per la danese Emma Cecilie Norsgaard e bronzo per la Paternoster, riuscita a salire sul podio chiudendo proprio davanti alla Fidanza, con la bergamasca che si è quindi classificata in quarta posizione.

Ha chiuso al quarto posto anche Rachele Barbieri nella prova riservata alle Under 23, disputata tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio sulla distanza di 100,5 chilometri (5 i giri previsti). Ad aggiudicarsi il titolo europeo è stata la danese Pernille Mathiesen, riuscita a così a conquistare la medaglia d’oro anche nella prova in linea, dopo aver ottenuto il titolo europeo a cronometro. Un vero e proprio show quello orchestrato dall’atleta di casa, autrice di ben cinque attacchi, l’ultimo dei quali risolutore ad una ventina di chilometri dalla conclusione. Nonostante il gran lavoro del gruppo la Mathiesen, che ha avuto una trentina di secondi come massimo vantaggio, è riuscita a conservare il proprio gap giungendo in perfetta solitudine sul traguardo, a coronamento di una prestazione notevolissima. A 7” la volata del gruppo delle inseguitrici ha premiato la forte norvegese Susanne Andersen, che ha così fatto propria la medaglia d’argento, davanti alla britannica Alice Barnes, costretta ad accontentarsi del bronzo. Quarto posto e medaglia sfiorata per un soffio, come anticipato, per una Rachele Barbieri reduce anch’essa da ottime prestazioni ai campionati europei su pista di Anadia, in cui aveva racimolato l’oro nello Scratch e il bronzo nella Madison.

Europei su strada: Elena Pirrone e Letizia Paternoster confezionano una strepitosa doppietta per l’Italia nella cronometro Donne Juniores

Elena Pirrone e Letizia Paternoster confezionano una strepitosa doppietta per l’Italia nella cronometro Donne Juniores. Di Vivian Ghianni. Foto Federiclismo

Si sono aperti quest’oggi a Herning, in Danimarca, i campionati europei su strada e subito sono arrivate splendide notizie per i colori italiani: la prova a cronometro riservata alle ragazze juniores si è infatti risolta con una splendida doppietta per l’Italia, esattamente come avvenne un anno fa a Plumelec in Francia. A conquistare il titolo continentale contro il tempo è stata infatti l’altoatesina Elena Pirrone, capace di precedere Letizia Paternoster, con la trentina che si conferma in grande forma dopo lo straordinario exploit realizzato su pista ad Anadia, con ben cinque titoli europei conquistati. La Pirrone ha coperto i 18,2 chilometri del tracciato, completamente pianeggianti, in 25’18”, unica atleta a superare i 43 chilometri orari di media. Per l’atleta del Gruppo Sportivo Mendelspeck si è trattato della quarta affermazione stagionale, la terza contro il tempo, specialità dove è salita sul terzo gradino del podio ai campionati italiani e dove nel 2015, quando ancora era allieva, conquistò la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici della Gioventù Europea di Tbilisi. Seconda posizione e medaglia d’argento, come anticipato, per Letizia Paternoster, distanziata di 9” mentre la danese Emma Cecilie Norsgaard ha completato il podio, chiudendo terza a 12”. Più staccate tutte le altre, con la lussemburghese Ann-Sophie Harsch quarta a 42” e la tedesca Hannah Ludwig quinta a 49”. Venerdì la prova in linea sulla distanza di 60,3 chilometri.

Europei su pista: Martina Fidanza conquista l’oro nello Scratch. Donne Juniores, bronzo per Francesca Pattaro nell’Inseguimento individuale tra le Under 23.

di Vivian Ghianni - foto: Federciclismo.it

Si sono aperti nel migliore dei modi per l’Italia i campionati europei di ciclismo su pista riservati alle categorie Under 23 e Juniores, scattati ieri nel velodromo di Anadia, in Portogallo, dove si concluderanno domenica 23 luglio. Già nella prima giornata sono infatti arrivate ben tre medaglie per la nostra nazionale, di cui due dal settore femminile. La gioia più grande l’ha regalata la talentuosa bergamasca Martina Fidanza, che ha trionfato nello Scratch riservato alle ragazze juniores, disciplina in cui l’Italia ha fatto incetta di successi nella categoria nelle precedenti stagioni (nel 2013 si aggiudicò il titolo anche Claudia Cretti, ancora impegnata a vincere la sua battaglia più difficile dopo la tremenda caduta al Giro Rosa). L’atleta dell’Eurotarget, figlia e sorella d’arte, si è aggiudicata il primo titolo continentale della carriera prevalendo al termine di una volata molto incerta, in cui è riuscita a superare la ceca Petra Sevcikova e la britannica Jenny Holl. Poco prima era arrivata la prima medaglia della spedizione per merito della padovana Francesca Pattaro, che aveva conquistato il bronzo nell’Inseguimento individuale riservato alle Under 23: l’atleta della BePink ha infatti prevalso nella finale per il terzo e quarto posto sulla tedesca Gudrun Stock, che in qualifica aveva fatto segnare un tempo migliore, imponendosi col tempo di 3’35”417. Medaglia d’oro che invece è andata alla polacca Justyna Kaczkowska, che nella finale per l’oro ha avuto la meglio sulla britannica Eleanor Dickinson. Quinto posto invece per Rachele Barbieri nell’Eliminazione (titolo europeo alla britannica Emily Nelson) mentre grande attesa ci sarà per la finale dell’Inseguimento a squadre delle Juniores che si disputerà quest’oggi: l’Italia, campionessa del mondo e d’Europa in carica nella specialità, ha infatti fatto segnare il miglior tempo nelle qualificazioni nel pomeriggio di ieri, con Chiara Consonni, Letizia Paternoster, Martina Fidanza e Vittoria Guazzini che hanno fermato il cronometro sul tempo di 4’33”354 ed ora sfiderà l’Olanda per la conferma del titolo continentale.

Anna Van Der Breggen conquista il 28° Giro Rosa, Elisa Longo Borghini e Annemiek Van Vleuten completano il podio. Ultima tappa a Megan Guarnier.

testo: Vivian Ghianni - foto: Ciclomarche

La decima e ultima tappa del 28° Giro Rosa, la Torre del Greco-Torre del Greco di 124 chilometri era attesa per il possibile ultimo duello tra le grandi contendenti al successo, chiamate a sfidarsi lungo le rampe dell’ascesa che conduceva al Vesuvio (percorsa solamente per i primi 5,5 chilometri). Alla fine non si è registrato alcun ribaltone e così Anna Van Der Breggen ha potuto festeggiare la conquista del secondo Giro Rosa in carriera, dopo quello conquistato nel 2015.

Per la campionessa olimpica ed europea in carica un 2017 da incorniciare finora, impreziosito anche dalla conquista di tutte e tre le gare del Trittico delle Ardenne femminile (vale a dire Amstel Gold Race, Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi). Dominio totale invece per la Boels-Dolmans, capace di mantenere le insegne del primato dalla prima all’ultima tappa, visto che al termine della vittoriosa cronometro a squadre inaugurale la maglia rosa era stata vestita dalla canadese Karol-Ann Canuel. Dulcis in fundo per la formazione olandese è arrivato anche il definitivo suggello posto dalla vincitrice uscente Megan Guarnier, che ha passato il testimone alla Van Der Breggen togliendosi la soddisfazione di conquistare l’ultima tappa.

La frazione conclusiva, caratterizzata nella prima parte da nove giri di un circuito di 11,1 chilometri, è stata animata da una fuga di otto atlete, sviluppatasi appena dopo il quarantesimo chilometro: al comando si sono infatti ritrovate Chloe Hosking (Alé Cipollini), Coryn Rivera (Sunweb), Lotta Lepistö (Cervélo), Alexis Ryan (Canyon), Malgorzata Jasinska (Cylance), Anna Plichta (WM3), Emilie Duval (FDJ) e Silvia Valsecchi (BePink). Per loro vantaggio massimo di 2’29” nei confronti del gruppo, da cui aveva provato ad uscire all’inseguimento, senza successo, anche la vincitrice di ieri Marta Bastianelli.

La prevedibile reazione del plotone ha portato al ricongiungimento a poco meno di 20 chilometri dall’arrivo, lasciando così che fosse l’ascesa al Vesuvio a decidere la contesa: sulle rampe più impegnative dell’ascesa sono rimaste in 4, ossia tutte le prime della classifica, con la maglia rosa della Van Der Breggen a controllare e Annemiek Van Vleuten a tentare un ultimo disperato attacco prima della vetta, seguita prontamente da Elisa Longo Borghini, con la maglia rosa a breve distanza e l’americana Megan Guarnier momentaneamente staccata. Il terzetto ha poi affrontato senza forzare eccessivamente la successiva discesa e gli ultimi chilometri, favorendo così il ritorno di un terzetto composto da Megan Guarnier, Katarzyna Niewiadoma e Amanda Spratt, accodatesi proprio all’ultimo chilometro.

La Van Der Breggen, sicura ormai del successo, si è così messa a disposizione della Guarnier, che ha atteso che fosse Amanda Spratt a lanciare lo sprint per poi superarla negli ultimi metri, ottenendo la seconda vittoria stagionale. Piazza d’onore per l’australiana davanti alla Niewiadoma, quindi seguono Annemiek Van Vleuten, Anna Van Der Breggen ed Elisa Longo Borghini nell’ordine d’arrivo. A 46” Lucinda Brand ha ottenuto la settima posizione, riuscendo ad anticipare le inseguitrici nei chilometri conclusivi, con la volata per l’ottavo posto che, con un distacco di 1’04”, è stata appannaggio della cubana Arlenis Sierra davanti a Janneke Ensing e Romy Kasper.

Come detto in precedenza quindi Anna Van Der Breggen festeggia per la seconda volta in carriera la conquista del Giro Rosa, portando invece a 4 il numero di podi complessivi grazie ai terzi posti del 2014 e del 2016. Sale invece per la prima volta sul podio del Giro Rosa Elisa Longo Borghini, che si è aggiudicata anche la maglia blu di miglior italiana, chiudendo con un distacco di 1’03”. Terza posizione finale a 1’39” per l’altra olandese Annemiek Van Vleuten ma sulla leader dell’Orica hanno pesato in maniera determinante i 2 minuti persi a causa del vento nella quarta frazione con arrivo a Occhiobello, una distrazione pagata davvero a caro prezzo. Quarto posto per la vincitrice uscente Megan Guarnier con un ritardo di 2’57”, seguita da Amanda Spratt, che ha invece chiuso quinta a 3’26”. A completare la top ten sono state, nell’ordine Katarzyna Niewiadoma (6a a 3’58”), Lucinda Brand (7a a 4’12”), Karol-Ann Canuel (8a a 5’26”), Claudia Lichtenberg (9a a 6’09”) e Arlenis Sierra (10a a 6’19”). Unica altra atleta italiana a terminare nelle prime venti posizioni è stata Elena Cecchini, 18esima a 10’49”.

Annemiek Van Vleuten oltre al terzo posto e a due successi parziali si è aggiudicata anche la maglia ciclamino della classifica a punti (47 punti complessivi) che la maglia verde di miglior scalatrice (conquistata con 26 punti totali) mentre la maglia bianca di miglior giovane è stata vinta dalla danese Cecilie Uttrup Ludwig. La Boels-Dolmans ha invece prevalso, secondo pronostico, nella classifica a squadre.

Finalmente Italia al Giro Rosa: a Polla vince allo sprint Marta Bastianelli, battute Lotta Lepistö e Giorgia Bronzini.

foto www.girorosa.it

di Vivian Ghianni - foto www.girorosa.it

Dopo otto frazioni contraddistinte da successi stranieri, quest’oggi è arrivata finalmente la prima affermazione italiana in questo Giro Rosa 2017. Artefice del successo è stata Marta Bastianelli, che ha così cancellato lo zero dalla casella delle vittorie di tappa, ottenendo anche il primo successo in carriera nella corsa rosa. Una gran bella vittoria quella ottenuta dall’atleta laziale, già vincitrice in stagione del Gran Premio Liberazione Pink (conquistato per la seconda volta consecutiva) della prima tappa dell’Emakumeen Bira in Spagna, giunta a coronamento di una perfetta condotta di squadra.

La nona tappa Palinuro-Polla, lunga 122,3 chilometri e svoltasi, proprio come quella di ieri, interamente in territorio salernitano, non ha vissuto di particolari spunti nella prima parte, ossia quella altimetricamente più impegnativa, in cui però si era già venuta a creare una certa selezione in gruppo, con attese velociste come Kirsten Wild, Jolien D’Hoore e Chloe Hosking già staccate e giunte poi al traguardo in forte ritardo.
Dopo l’unico GPM di giornata posto a Sala Consilina (e conquistato da Annemiek Van Vleuten), la prima fuga di giornata è partita al km 89: a promuoverla è stata Anna Trevisi dell’Alé Cipollini, seguita poco dopo dall’australiana Lauren Kitchen (WM3) e dalla polacca Malgorzata Jasinska (Cylance). Il terzetto ha trovato subito un ottimo accordo, guadagnando circa un minuto di vantaggio nei confronti del gruppo, tirato principalmente dalle atlete dell’Astana e della Sunweb.

Nonostante la buona collaborazione del trio, l’inseguimento del gruppo è stato coronato positivamente a 2 chilometri dalla conclusione, dando spazio ai preparativi per lo sprint finale. La Sunweb e l’Astana hanno continuato ad occupare le posizioni d’avanguardia per lanciare rispettivamente Coryn Rivera e Arlenis Sierra ma dopo l’ultima curva è spuntata a centro strada la finlandese Lotta Lepistö, che sembrava poter replicare il successo di Roseto degli Abruzzi. Proprio alla sinistra dell’atleta della Cervélo è però uscita a tutta velocità a fil di transenne Marta Bastianelli che, dopo essere stata ben lanciata da Soraya Paladin ha superato la finlandese ed è andata ad ottenere una splendida affermazione.

Piazza d’onore quindi per la Lepistö mentre al terzo posto troviamo ancora una volta Giorgia Bronzini, costretta ad accontentarsi, come a Roseto, del gradino più basso del podio. Quarto posto per la cubana Arlenis Sierra, seguita da Coryn Rivera e da Alexis Ryan mentre al settimo posto altro bel piazzamento di Ilaria Sanguineti della BePink, alla terza top ten di tappa in questo Giro. La campionessa del mondo Amalie Dideriksen, la norvegese Emilie Moberg e la kazaka Natalia Saifutdinova hanno completato i piazzamenti odierni per quanto concerne le prime dieci posizioni, tra le prime 15 invece va registrato il 12esimo posto dell’ex tricolore Elena Cecchini.

Ad una sola tappa dalla conclusione Anna Van Der Breggen conserva ancora la maglia rosa con 1’03” su Elisa Longo Borghini e 1’39” su Annemiek Van Vleuten. Resta pertanto da disputare la sola Torre del Greco-Torre del Greco di 124 chilometri e con la salita del Vesuvio (affrontata nel solo tratto iniziale da Ercolano per poco più di 5 chilometri di ascesa) come ultima occasione per cercare di ribaltare le sorti di questo Giro Rosa. Sulla carta appare molto difficile scalzare la fuoriclasse olandese della prima posizione ma tutto può essere ancora possibile.

GIRO ROSA: 8^ tappa. Lucinda Brand conquista una splendida vittoria a Palinuro

di Vivian Ghianni - foto: pagina Facebook del Team Sunweb

Seconda un’ottima Tetyana Riabchenko, quinta Elisa Longo Borghini. Anna Van Der Breggen ancora in maglia rosa. Di Vivian Ghianni - foto: pagina Facebook del Team Sunweb:

Ancora inevitabilmente scosso per il bruttissimo incidente occorso a Claudia Cretti, il Giro Rosa è ripartito quest’oggi da Baronissi alla volta di Palinuro per l’ottava frazione lunga 141,2 chilometri, caratterizzata da una prima parte priva di difficoltà altimetriche e da una seconda parte decisamente più complicata. Anche quest’oggi è stata un’azione da lontano ad andare in porto, con la vittoria che è stata appannaggio dell’olandese Lucinda Brand, olandese del Team Sunweb, che si era già imposta in due tappe del Giro Rosa nel 2015 e che ha conquistato quest’oggi la sua seconda affermazione del 2017, dopo aver trionfato nell’Omloop Het Nieuwsblad nel mese di febbraio.

Tappa contrassegnata dal gran caldo e senza grossi sussulti nella prima parte, che ha avuto la sua svolta sulla salita di Cuccaro Vetere, unico GPM di giornata posto a circa 30 chilometri dalla conclusione: dal gruppo è uscita infatti l’ucraina Tetyana Riabchenko della Lensworld, che ha rapidamente fatto il vuoto alle sue spalle, arrivando a guadagnare oltre tre minuti sul gruppo allo scollinamento. Alle sue spalle si sono portate all’inseguimento le olandesi Lucinda Brand del Team Sunweb, Janneke Ensing dell’Alé Cipollini e Anouska Koster della WM3, con la Brand che ha poi staccato le altre due portandosi tutta sola all’inseguimento della Riabchenko. Poco da segnalare invece nel gruppo delle migliori, ridotto ad una trentina di unità, con la Boels della maglia rosa Anna Van Der Breggen a controllare la situazione.

Col passare dei chilometri il vantaggio della Riabchenko si è via via ridotto, nonostante una scivolata, fortunatamente senza conseguenze, abbia rallentato l’inseguimento della Brand, portatasi ad una trentina di secondi dall’atleta della Lensworld negli ultimi 10 chilometri. Infruttuoso invece l’inseguimento del gruppo, tirato dalle maglie dell’Astana, il cui gap è rimasto superiore al minuto. Sull’ultimo tratto di salita della frazione, quando al traguardo mancavano 2 chilometri e mezzo, Lucinda Brand ha coronato positivamente il suo inseguimento, raggiungendo e staccando una comunque bravissima Tetyana Riabchenko, che non è riuscita a tenere le ruote della scatenata olandese, andata così a cogliere una bellissima affermazione solitaria. Piazza d’onore a 12” per la comunque volenterosa atleta ucraina, protagonista di un’azione di ottima fattura. A 1’33” è invece giunto il drappello con tutte le migliori, regolato in volata da Megan Guarnier, che ha ottenuto la terza posizione davanti ad Annemiek Van Vleuten. Buon quinto posto per Elisa Longo Borghini, che ha preceduto nell’ordine la maglia rosa Anna Van Der Breggen, Katarzyna Niewiadoma, Amanda Spratt, Karol-Ann Canuel e Claudia Lichtenberg (giunta a 1’36”) che hanno completato la top ten. Nel successivo drappello, giunto a 1’51” dalla Brand, hanno invece concluso Elena Cecchini (12esima) ed una brava Nadia Quagliotto (17esima).

Tutto invariato in classifica generale per quel che concerne le prime tre posizioni, con Anna Van Der Breggen ancora in rosa con 1’03” su Elisa Longo Borghini e 1’39” su Annemiek Van Vleuten. Grazie alla notevole prestazione odierna invece Lucinda Brand è risalita fino alla quinta posizione, con un ritardo di 3’26”. Ha cambiato invece padrona la maglia bianca di miglior giovane, che dalle spalle dell’olandese Floortje Mackaij, oggi giunta in pesante ritardo, si è spostata su quelle della danese Cecilie Uttrup Ludwig. Domani nona e penultima tappa da Palinuro a Polla, lunga 122,3 chilometri caratterizzati da una prima parte nervosa e da una seconda parte ben più agevole. Possibile che vada nuovamente in porto una fuga da lontano ma non è esclusa neppure una conclusione allo sprint di un gruppo discretamente numeroso.

Giro Rosa: la campionessa finlandese Lotta Lepistö vince a Roseto degli Abruzzi

Di Vivian Ghianni

Ancora una volta sono state le velociste le grandi protagoniste al Giro Rosa, con la sesta frazione, con partenza e arrivo a Roseto degli Abruzzi, che ha fatto registrare un nuovo arrivo a ranghi compatti. Neppure in questa occasione si è registrata una fuga vincente quindi, con il successo che è andato alla campionessa nazionale finlandese Lotta Lepistö, capace di ottenere la quinta affermazione stagionale, dimostrandosi un’atleta in grande crescita in queste ultime annate (in questo 2017 si è imposta in Belgio alla Dwars Door Vlaanderen e alla Gand-Wevelgem), come testimonia anche il podio iridato di Doha dello scorso anno, dove conquistò la medaglia di bronzo.

La tappa, lunga 116 chilometri, non presentava grosse difficoltà altimetriche, ad eccezione della salita di Piana degli Ulivi che comunque non faceva registrare pendenze proibitive. Vari tentativi di fuga si sono registrati nella prima parte di gara: a provarci dapprima l’abruzzese Carmela Cipriani della Conceria Zabri, quindi dopo il secondo giro la statunitense Alexis Ryan, l’olandese Claudia Koster e la canadese Alison Jackson, tutte riprese dal gruppo. Proprio in occasione del terzo passaggio a Piana degli Ulivi, valido come GPM, si è poi sviluppata l’azione più importante di giornata: protagoniste la britannica Hannah Barnes della Canyon, già vincitrice della terza tappa a San Vendemiano e transitata per prima in vetta, e le due atlete venete Sofia Bertizzolo dell’Astana Women e Soraya Paladin dell’Alé Cipollini. Per loro un vantaggio massimo di 48” ad una ventina di chilometri dalla conclusione, con il gruppo chiamato a reagire per evitare che il gap divenisse incolmabile.

A 13 chilometri dalla conclusione il tentativo del terzetto si è esaurito e non si sono più registrati tentativi di rilievo, anche se l’ultimo passaggio in salita, con la successiva discesa e un sottopassaggio posto prima dell’ultimo chilometro hanno reso particolarmente insidioso il finale, allungando moltissimo il gruppo. In testa tutte le atlete più attese hanno fatto buona guardia e le formazioni delle principali velociste hanno preso in mano la situazione: in particolar modo si sono mostrate attive la Wiggle di Giorgia Bronzini, in cui si è vista brillante protagonista anche Elisa Longo Borghini per la causa dell’ex iridata, la Canyon e la Sunweb. Proprio la formazione olandese ha impostato al meglio lo sprint, con Lucinda Brand che ha pilotato fino ai 250 metri la statunitense Coryn Rivera, che sembrava lanciata verso il successo. Alla sua ruota è però uscita in maniera autorevole la finlandese Lepisto, che ha superato l’americana ed è andata così a festeggiare il primo successo di tappa al Giro Rosa. Piazza d’onore quindi per la Rivera mentre in terza posizione ha chiuso Giorgia Bronzini, autrice di un buon sprint che però le ha fruttato solamente il gradino più basso del podio.

Quarto posto per la francese Roxane Fournier della FDJ che ha preceduto Elena Cecchini, autrice di una bella volata, e Maria Giulia Confalonieri, ovvero le altre due italiane presenti nella top ten di giornata. A completare la top ten la norvegese Emilie Moberg, la maglia rosa Anna Van Der Breggen, l’australiana Chloe Hosking e l’olandese Annemiek Van Vleuten, quest’ultima classificata con 3” di ritardo nel finale in cui il gruppo si è rotto in più tronconi nel corso dell’ultimo chilometro. Presenti tra le prime quindici anche Ilaria Sanguineti, 12esima, e Lara Vieceli, che ha invece concluso in 15esima posizione.

Anna Van Der Breggen, approfittando anche del lieve distacco finale generatosi, è così riuscita leggermente ad incrementare il proprio vantaggio in classifica generale, portandolo a 1’03” nei confronti di Elisa Longo Borghini e a 1’39” su Annemiek Van Vleuten. Domani sarà in programma la settima tappa da Isernia a Baronissi, lunga 141,9 chilometri: una frazione che si presenta particolarmente insidiosa sia per l’elevato chilometraggio che per la morfologia delle zone attraversate, con un primo tratto in salita presente nelle fasi iniziali della tappa e con l’ascesa verso il Passo Serra che potrebbe creare una certa selezione in gruppo.

Una stratosferica Annemiek Van Vleuten vince la cronometro di Sant’Elpidio a Mare, Anna Van Der Breggen si difende e mantiene la leadership. Terza Elisa Longo Borghini

di Vivian Ghianni

Era stata la grandissima delusa della tappa di ieri e forse proprio per questo Annemiek Van Vleuten ha deciso di rispondere perentoriamente con i fatti, facendo capire che questo Giro Rosa è tutt’altro che chiuso, nonostante il pesante gap accusato a Occhiobello. Proprio l’olandese dell’Orica-Scott infatti si è aggiudicata la durissima cronometro di Sant’Elpidio a Mare, lunga 12,7 chilometri ma con due tratti di salita dalle pendenze veramente micidiali: su tutti spiccava lo strappo di via dei Cocciari, situato nell’ultimo chilometro, in cui l’ascesa toccava addirittura punte del 30% per brevi tratti.  Per la Van Vleuten si è così trattato della sesta affermazione stagionale.

 

Dopo che hanno cominciato a susseguirsi le ragazze sulla “hot seat” (sono state l’ungherese Kiraly, l’olandese Anouska Koster, l’ucraina Vysotska, la britannica Barnes e la cubana Sierra a far segnare alcuni dei tempi più interessanti), la sfida si è spostata tutta alla lotta tra le migliori, con la Van Vleuten che fin da subito ha fatto capire le proprie intenzioni: già prima all’intertempo, l’olandese titolare della maglia verde di miglior scalatrice, ha proseguito con un passo eccellente, andando addirittura a riprendere la polacca Katarzyna Niewiadoma (partita due minuti prima ma vittima di una caduta durante la prova) e fermando il cronometro su un fantastico 25’29” ad una media vicinissima ai trenta chilometri orari. Ha dovuto così difendersi la capoclassifica Anna Van Der Breggen, che se non avesse approfittato alla grande dei ventagli nella tappa di ieri, si sarebbe vista sfilare il primato dalla scatenata connazionale, dal momento che fino a ieri mattina la Van Vleuten era distante solamente 18” dalla vetta della classifica e quest’oggi è stata capace di rifilarne ben 41” all’attuale maglia rosa.

 

Terza posizione di giornata per Elisa Longo Borghini, che si è difesa molto bene nonostante il 1’15” accusato dalla Van Vleuten e che continua a resistere in seconda posizione nella classifica generale, con il podio che sembra un obiettivo assolutamente alla portata giunti a questo punto della gara. Quarto posto per Amanda Spratt, distanziata di 1’48”, seguita da Megan Guarnier, che ha invece accusato 1’53”. Ben più marcati i distacchi di tutte le altre: la cubana Arlenis Sierra è giunta a 2’01”, la sfortunata Niewiadoma a 2’03”, quindi Claudia Lichtenberg a 2’10”, un’ancora brava Hannah Barnes a 2’13” e infine, a completare la top ten, Karol-Ann Canuel a 2’17”.

 

Classifica generale immutata per le prime due posizioni, con Anna Van Der Breggen che resta in rosa ma ora guida con 1’ tondo di vantaggio su Elisa Longo Borghini, ancora in seconda posizione. La grandissima prestazione odierna ha invece riportato in zona podio Annemiek Van Vleuten, risalita in terza posizione a 1’36”. Domani il Giro Rosa si sposterà in Abruzzo con la sesta tappa che avrà partenza e arrivo a Roseto degli Abruzzi per una frazione lunga 116,6 chilometri. Una tappa sicuramente da non sottovalutare, con un circuito da ripetere quattro volte nell’entroterra e con l’ascesa non proibitiva a Piana degli Ulivi a complicare la marcia delle atlete. Si potrebbe assistere ad un nuovo arrivo a ranghi compatti ma non è escluso che per la tipologia di tappa proposta possa finalmente andare in porto la prima fuga da lontano di questa edizione.

 

 

A San Vendemiano spunta Hannah Barnes: la britannica vince la terza tappa del Giro Rosa, Giorgia Bronzini (8a) miglior italiana. Anna Van Der Breggen resta in rosa.

foto Ambrogio Rizzi

Testo di Vivian Ghianni - foto Ambrogio Rizzi by ciclismo in Rosa

Dopo le due prime impegnative frazioni, il Giro Rosa è ripartito quest’oggi con la San Fior-San Vendemiano di 100 chilometri (interamente in territorio trevigiano) per offrire la prima importante chance alle migliori velociste del gruppo. La salita di Ca’ del Poggio, collocata poco dopo la metà della frazione, seppur arcigna non costituiva infatti un ostacolo tale da poter frantumare in maniera definitiva il plotone, che così è potuto giungere pressoché compatto al traguardo. A spuntarla è stata la britannica Hannah Barnes, interessante outsider della Canyon SRAM, che è riuscita così a conquistare anche il primo successo stagionale.

Prima parte di tappa caratterizzata da ben pochi sussulti, poi, una volta attaccata l’ascesa al muro di Ca’ del Poggio, nelle posizioni d’avanguardia si sono ritrovate tutte le big della classifica, con l’olandese Annemiek Van Vleuten (titolare della maglia verde) a transitare per prima in vetta davanti ad una brillante Elisa Longo Borghini e alla polacca Katarzyna Niewiadoma, con la maglia rosa Anna Van Der Breggen subito dietro a controllare. Da lì, col gruppo che si è man mano ricompattato nel successivo tratto di discesa è pianura, è iniziata una fase interlocutoria, in cui si sono segnalati alcuni tentativi di allungo: prima ci ha provato l’ex campionessa italiana Elena Cecchini, capace di guadagnare una ventina di secondi prima di essere riassorbita; successivamente è stata la volta della campionessa brasiliana Clemilda Fernandes, atleta della Servetto Giusta, in compagnia della cubana Iraida Garcia della Michela Fanini ma anche il loro tentativo è stato frustrato dalla rimonta del gruppo.
I chilometri conclusivi sono scivolati via ad alta velocità, con il gran lavoro delle varie Alé Cipollini, Boels-Dolmans, Wiggle e Canyon a preparare il terreno per le rispettive velociste fino agli ultimi metri. La campionessa del mondo Amalie Dideriksen sulla destra e l’australiana Chloe Hosking sulla sinistra hanno tentato la soluzione della volata lunga ma proprio negli ultimi 100 metri è uscita imperiosa a centro strada la sagoma della britannica Hannah Barnes, che è riuscita a sorprendere tutte le grandi favorite, cogliendo una splendida affermazione. Seconda posizione per la campionessa finlandese Lotta Lepistö, atleta della Cervélo Bigla, mentre a completare il podio di giornata è stata l’olandese Kirsten Wild, portacolori della Cylance nonché una delle velociste più attese in gara.
Al quarto posto la francese Roxane Fournier della FDJ ha preceduto la campionessa del mondo Amalie Dideriksen della Boels e l’australiana Chloe Hosking dell’Alé Cipollini, già citate in precedenza, con il settimo posto che è stato invece appannaggio della norvegese Emilie Moberg dell’Hitech. A chiudere la top ten di giornata tre atlete italiane: in ottava posizione Giorgia Bronzini della Wiggle High5, che non è riuscita a trovare il varco giusto nei metri finali, quindi nono posto per Maria Giulia Confalonieri della Lensworld e buona decima posizione per Ilaria Sanguineti della BePink. Buoni piazzamenti nelle prime 15 per altre tre atlete azzurre: molto buona l’11esima posizione della bergamasca Silvia Persico, atleta della Valcar al debutto al Giro Rosa e che ha concluso gli esami di maturità solamente nella mattinata del 30 giugno scorso, a poche ore dalla partenza della gara e quindi certamente meritevole di un plauso. Al 12esimo posto ha chiuso invece Barbara Guarischi, compagna di squadra della vincitrice odierna, mentre al 14esimo si è classificata la veronese Valentina Scandolara della WM3 Energie.
La classifica generale, così come le altre graduatorie, è rimasta immutata e vede, pertanto, ancora al comando l’olandese Anna Van Der Breggen con 18” di vantaggio su Annemiek Van Vleuten e 26” su Elisa Longo Borghini. Domani probabile giornata dedicata alla velocità pura, dal momento che la quarta tappa con partenza e arrivo a Occhiobello, in provincia di Rovigo, non presenterà neppure un gran premio della montagna nei suoi 118 chilometri e si presterà ad un nuovo arrivo a ranghi compatti.

Elisa Longo Boghini si conferma campionessa italiana a cronometro tra le Elite

di Vivian Ghianni - foto uff. stampa RCS sport

La giornata odierna ha segnato l’avvio del week end tricolore in Piemonte, con la disputa delle prove a cronometro valide per l’assegnazione del titolo italiano nelle principali categorie. Ad esultare tra le Donne Elite è stata la grande favorita Elisa Longo Borghini, che per la terza volta in carriera è riuscita ad aggiudicarsi il titolo italiano contro il tempo, ottenendo così proprio sulle strade amiche il secondo successo stagionale. Da Volpiano a Caluso, nel torinese, erano 19 i chilometri da percorrere su un tracciato in leggera ascesa che esaltava comunque le atlete più potenti. La Longo Borghini si è imposta senza troppi patemi fermando il cronometro sul tempo di 26’22” ad una media di 43,236 km/h ed ora si prepara ad affrontare nel migliore dei modi la prova in linea di domenica 25. A contrastarla ci sarà una sempre agguerrita Elena Cecchini (in casacca Fiamme Azzurre), da tre anni consecutivi titolare della maglia tricolore, che quest’oggi si è dovuta accontentare della medaglia d’argento contro il tempo, chiudendo la sua prova a 38” dalla campionessa di Ornavasso, oggi in gara con la divisa elle Fiamme Oro. A completare il podio è stata la campionessa italiana di specialità uscente Silvia Valsecchi (atleta della BePink), che ha chiuso a 1’02”. Quarta posizione per Rossella Ratto (Fiamme Azzurre), che ha concluso con un distacco di 1’10”, quindi a seguire Alice Maria Arzuffi (Fiamme Oro) a 1’18”, Maria Giulia Confalonieri (Fiamme Oro) a 1’21”, Simona Frapporti (Fiamme Azzurre) a 1’25”, Lara Vieceli (Astana) a 1’28”, Tatiana Guderzo (Fiamme Azzurre) a 1’30” ed infine Ilaria Sanguineti (BePink), che ha concluso la top ten con un ritardo di 1’32”.

 

La Vecchia Fontana non si ferma: Letizia Paternoster vince a Casale Marittimo, assegnati i titoli toscani

foto Ciclomarche

di Vivian Ghianni 

Dopo la splendida affermazione ottenuta da Vittoria Guazzini a Cesano Maderno, la Vecchia Fontana si è confermata grande protagonista del panorama femminile nazionale, conquistando il successo anche nell’8a Coppa Dino Bianchi inserita nella Giornata Rosa di Casale Marittimo (PI), disputata domenica 4 giugno. Artefice del successo è stata Letizia Paternoster, che ha così centrato il primo successo assoluto di questo 2017, in cui era già risultata la prima juniores nelle gare Open di Schiavonia d’Este ed Egna. Nuova conferma del grande talento della giovane trentina, che recentemente aveva svolto un gran lavoro in supporto alle proprie compagne ed era reduce anche da due prestigiose affermazioni su pista con la maglia della nazionale italiana al GP di Mosca.

La corsa, che prevedeva una lunghezza di 80 chilometri con un circuito da ripetere 5 volte con una salita d’affrontare ad ogni tornata, ha avuto un inizio blando in cui non si sono registrati allunghi degni di nota. Successivamente l’ascesa verso Casale ha iniziato a frammentare il gruppo, anche se la prima fuga di una certa entità la si è avuta solamente nel quarto giro per merito di Giorgia Bariani, atleta del Wilier Breganze, riuscita a resistere fino a poco meno di dieci chilometri dalla conclusione. A quel punto è entrata decisamente in azione la Vecchia Fontana, con Vittoria Guazzini che ha operato il forcing in salita preparando al meglio l’azione di Letizia Paternoster, a cui è riuscita a rispondere solamente Nicole D’Agostin del Wilier Breganze, a testimonianza di una lotta tra le due principali formazioni presenti al via. La coppia di testa è riuscita a guadagnare una decina di secondi su tutte le altre, giungendo sul rettilineo d’arrivo dove il maggior spunto veloce della Paternoster ha avuto la meglio sulla pur generosa D’Agostin. Alla spicciolata sono poi giunte tutte le altre atlete: Martina Fidanza (Eurotarget) ha completato il podio precedendo in terza posizione, con un ritardo di 15”, un’ancora bravissima Barbara Malcotti. Ancora molto bene la molisana Elisa Ronchetti dell’UC Porto Sant’Elpidio che a 30” ha colto la quinta posizione davanti a Laura Tomasi (Wilier Breganze) e ad Angelica Brogi (Eurotarget), quest’ultima prima Under 20 al traguardo. A 45” hanno concluso Greta Marturano (Eurotarget), la campionessa italiana di ciclocross Francesca Baroni (Melavì Focus Bike) e Silvia Zanardi (Vecchia Fontana). La gara era valida anche per l’assegnazione del titolo regionale toscano, conquistato da Roberta Caferri del Team Vallerbike.

Nella mattinata erano andate in scena anche le gare riservate alle ragazze più giovani: tra le Allieve, che gareggiavano sulla distanza di 46 chilometri, affermazione internazionale con il successo della figlia d’arte Caroline Andersson (suo padre Michael fu argento mondiale a cronometro nel 1999) che per l’intero mese di giugno gareggerà nelle file dell’INPA-San Vincenzo prima di fare rientro in patria. Alle sue spalle ha concluso Gaia Masetti della stessa formazione toscana, a cui è andato il titolo regionale. Podio completato da Alessia Patuelli del Ré Artù Factory Team, con un distacco di 5”. Ennesimo successo per Carlotta Cipressi (SC Forlivese) tra le Esordienti (30,2 i chilometri da percorrere), vincitrice davanti a Francesca Barale (Pedale Ossolano) e a Sabrina Ventisette (Campi Bisenzio), a cui è andato il titolo toscano tra le atlete del secondo anno. Il titolo toscano Esordienti primo anno è stato invece appannaggio di Alessia Paccalini (INPA-San Vincenzo), giunta al quinto posto assoluto.

Una Vittoria Guazzini in grande spolvero ottiene il secondo successo stagionale a Cesano Maderno.

foto Ciclomarche

di Vivian Ghianni

Si è svolta nella giornata di venerdì 2 giugno a Cesano Maderno, in provincia di Monza-Brianza, la settima edizione del Trofeo Lorenzo Ganassin a.m., che ha visto impegnate tutte le varie categorie agonistiche. La gara regina, che ha avuto luogo nel pomeriggio, ha confermato l’eccellente momento di forma di Vittoria Guazzini, che dopo essersi sbloccata lo scorso 21 maggio a Marina di Bibbona, nel livornese, è riuscita ad ottenere la seconda vittoria stagionale, al cospetto di atlete decisamente più esperte e quotate. Un’ulteriore conferma delle grandi qualità della giovanissima pratese che da questa stagione veste i colori della Vecchia Fontana, dopo un 2016 da protagonista assoluta tra le Allieve, in cui si aggiudicò ben 13 vittorie, compresi i titoli italiani in linea e nella cronometro a squadre nelle file dell’Inpa-San Vincenzo.

La gara, che prevedeva una lunghezza complessiva di 90,6 chilometri distribuiti in 12 tornate da 7,5 chilometri ciascuna e con l’ascesa verso Seveso come asperità da superare, è partita con ritmi elevatissimi che, uniti anche ad alcune cadute verificatesi proprio nei pressi del tratto in salita, hanno immediatamente creato dei frazionamenti nel gruppo. Situazione che ha favorito lo sviluppo di una fuga di 13 atlete, in cui erano presenti valide passiste come Lisa Morzenti (Astana), Katia Ragusa (BePink), Alice Gasparini (Servetto), le russe Daria Egorova e Ksenya Tchymbaliuk (Wilier Triestina), la lituana Lija Laizane (Aromitalia Vaiano) oltre ad altre ottime atlete quali Vittoria Guazzini (Vecchia Fontana), il duo della Valcar costituito da Silvia Pollicini e Barbara Malcotti, Carmela Cipriani (Conceria Zabri), Giada Lucchi (Mendelspeck), Chiara Perini (Giusfredi Bianchi) e l’altra russa Diana Klimova (Team Tula).

L’ottimo accordo nel folto drappello di battistrada unito alla qualità delle atlete presenti ha fatto sì che il vantaggio si dilatasse fino a superare i 2 minuti e mezzo e rendere così impossibile il rientro delle inseguitrici, rendendo così praticamente chiusa la gara per il resto del gruppo. Giunti alle battute finali non si sono registrati tentativi d’anticipo e così tutto è stato rimandato alla volata conclusiva, dove lo spunto dell’atleta più giovane in assoluto del gruppetto, vale a dire Vittoria Guazzini, si è rivelato quello vincente, permettendole di precedere le russe Diana Klimova (prima atleta Elite) e Daria Egorova che hanno così completato il podio assoluto della gara. Quarta posizione e podio sfiorato a livello assoluto (ma raggiunto nella categoria di riferimento) per l’abruzzese Carmela Cipriani, protagonista di un’altra prova convincente dopo un bell’inizio di stagione. Buone prestazioni anche per Chiara Perini, Alice Gasparini, Giada Lucchi (seconda juniores al traguardo), Katia Ragusa e Lisa Morzenti, che hanno occupato le posizioni dalla quinta alla nona, con la russa Tchymbaliuk che ha chiuso le prime dieci posizioni dell’ordine d’arrivo assoluto.

Nel corso della mattinata si erano invece svolte le gare riservate alle ragazze più giovani, entrambe conclusesi con arrivi a ranghi compatti: tra le Esordienti (che gareggiavano sulla distanza di 30 chilometri) ad imporsi è stata Giulia Raimondi del VO2 Team Pink, che ha ottenuto la quarta affermazione in stagione precedendo la compagna di squadra Silvia Bortolotti e Sara Fiorin (Cicli Fiorin). Tra le Allieve invece altra affermazione (la quinta in questo 2017) per Eleonora Camilla Gasparrini, atleta della Nonese Cycling Team, che si è confermata dominatrice di questo primo scorcio d’annata regolando in volata Elena Lucchinelli dell’Inpa San Vincenzo e la figlia d’arte Sofia Collinelli del VO2 Team Pink.

A Osimo Stazione trionfa una strepitosa Martina Fidanza tra le juniores, vincono anche Mosconi e Cipressi. Assegnati i titoli regionali marchigiani. A Greta Mosconi il memorial Montrasio per le U20.

di Vivian Ghianni 

GARA U20 E JUNIOR. Si è rinnovato nella giornata di ieri a Osimo Stazione, in provincia di Ancona, l’appuntamento con il Trofeo ANSPI, giunto alla sua 26esima edizione e valido anche quale 21esima Giornata della Bici Rosa, curata come di consueto dal GS Osimo Stazione. La gara più attesa era, come di consueto, quella riservata alle Donne Juniores, in cui ad imporsi è stata la bergamasca Martina Fidanza, atleta dell’Eurotarget-Still Bike che ha così ottenuto il suo terzo successo stagionale, dopo le due brillanti affermazioni colte ad inizio mese nel Giro della Campania Open. 77,7 i chilometri da percorrere in gara, in cui le prime tornate sono state caratterizzate da un sostanziale controllo da parte del gruppo. Il primo tentativo di una certa importanza, sviluppatosi nel corso del sesto giro, ha visto protagoniste sei atlete: Alessia Vigilia (Mendelspeck), Elisa Ronchetti (Uc Porto Sant’Elpidio), Giorgia Bariani e Nicole D’Agostin (Wilier Breganze), Martina Toffanin (Conscio Pedale del Sile) e Barbara Malcotti (Valcar), rimaste in avanscoperta per circa tre tornate con un vantaggio massimo di una trentina di secondi. In questa prima fase di gara si sono registrati anche i due traguardi volanti, vinti rispettivamente da Giulia Bruttomesso (Conscio Pedale del Sile) e dalla già citata Elisa Ronchetti. Dopo una fase caratterizzata da alcuni tentativi di fuga che non hanno avuto grosso spazio, soprattutto per il controllo operato dalle squadre delle maggiori favorite, la gara si è decisa nel corso delle ultime tre tornate, che prevedevano anche i due passaggi sullo strappo dell’Abbadia: proprio in occasione del primo, valido come GPM, si è vista una Martina Fidanza particolarmente brillante, capace di precedere Vittoria Guazzini (Vecchia Fontana) e Barbara Malcotti. Negli ultimi sei chilometri proprio lo slancio del GPM ha contribuito alla formazione di un drappello di 11 atlete, capaci di guadagnare presto un margine di una decina di secondi che rendeva molto complicato l’inseguimento, chiudendo il pronostico in favore delle battistrada. Dopo un tentativo d’anticipo della Guazzini all’ultimo chilometro si è giunti allo sprint conclusivo sul tradizionale rettilineo in salita, dove Martina Fidanza si è prodotta in una volata magistrale, che le ha permesso d’imporsi con un margine notevolissimo nei confronti di Silvia Zanardi (Vecchia Fontana) e Barbara Malcotti (Valcar), che hanno occupato i restanti due gradini del podio. A seguire, nell’ordine d’arrivo, Martina Toffanin, Giorgia Bariani, Giorgia Vettorello (Conscio Pedale del Sile), Nicole D’Agostin, Elisa Ronchetti, Alessia Vigilia e Greta Marturano, quest’ultima atleta dell’Eurotarget come la vincitrice e risultata prima tra le Under 20. L’ottima prestazione offerta ha inoltre permesso ad Elisa Ronchetti di conquistare la maglia di campionessa regionale marchigiana.

GARA ALLIEVE: Nel pomeriggio invece spazio alle atlete più giovani, entrambe decise da arrivi allo sprint: tra le Esordienti si è imposta Carlotta Cipressi (SC Forlivese) che ha colto la sua sesta vittoria stagionale battendo Sabrina Ventisette (SC Campi Bisenzio) ed Eleonora Ciabocco (Team Di Federico), quest’ultima prima fra le atlete del primo anno. Nella gara delle Allieve invece lo spunto più rapido si è rivelato quello di un’altra atleta romagnola, vale a dire Giorgia Mosconi del Re Artù Factory Team, che ha ottenuto il secondo successo del 2017 precedendo Gaia Bevilacqua (Ciclistica San Miniato) e Asja Piccinini (Team NPM). Entrambe le gare assegnavano i titoli regionali marchigiani di categoria, che sono stati appannaggio rispettivamente di Eleonora Ciabocco tra le Esordienti e di Giorgia Simoni (O.P. Bike Porto Sant’Elpidio) tra le Allieve.

Il Trofeo Mendelspeck a Silvia Persico dopo un bellissimo attacco solitario, podio per Letizia Paternoster e Silvia Pollicini.

di Vivian Ghianni (Chieti) - foto Ciclomarche.

Grazie ad una spettacolare sortita solitaria la bergamasca Silvia Persico si è aggiudicata nella giornata di ieri la decima edizione del Trofeo Mendelspeck, gara andata in scena a Egna (in provincia di Bolzano) sotto la regia del GS Mendelspeck.

79 i chilometri da percorrere nella prova Open, in cui a rendere ancora più dura la gara non sono state solamente le ripetute ascese alla salita di Cortaccia ma anche le difficili condizioni climatiche, con pioggia e temperatura rigida che hanno reso ben poco primaverile la manifestazione del 1° maggio. Ad una trentina di chilometri dalla conclusione, proprio in occasione del primo passaggio a Cortaccia, l’azione decisiva per l’esito della prova: in testa ha preso il largo un drappello di sei atlete costituito da Vania Canvelli (Giusfredi-Bianchi), Isabella Strizzi (Conceria Zabri Fanini), la coppia della Valcar formata da Silvia Persico e Silvia Pollicini e le due atlete juniores Letizia Paternoster (Vecchia Fontana) e Alessia Vigilia (GS Mendelspeck).

L’azione del sestetto ha avuto buon gioco, con oltre un minuto di vantaggio nei confronti del gruppo che così si è ritrovato inevitabilmente tagliato fuori. Pur potendo contare su un ottimo spunto veloce però Silvia Persico ha deciso di rompere gli indugi ed ha sferrato il suo attacco a 7 chilometri dalla conclusione, riuscendo subito a prendere un buon margine grazie alla grande abilità di guida del mezzo ed ha così creato un vuoto incolmabile per il resto delle battistrada. La Persico è giunta così tutta sola sul traguardo per un successo di pregevolissima fattura, il primo stagionale dopo essere andata a segno in tre occasioni lo scorso anno.

A 43” Letizia Paternoster ha primeggiato nella volata delle inseguitrici, ottenendo l’ennesimo buon piazzamento di quest’avvio di stagione ma confermandosi in prima posizione tra le juniores. Terzo posto assoluto invece per una brava Silvia Pollicini, che ha assistito al meglio la Persico nelle fasi precedenti l’attacco decisivo; bel quarto posto poi per Isabella Strizzi, davanti ad Alessia Vigilia e a Vania Canvelli. Ben 2’02” sono invece dovuti trascorrere per assistere alla volata del gruppo principale, con Martina Fidanza che si è classificata in settima posizione (completando il podio della categoria juniores) davanti a Silvia Zanardi, Chiara Consonni e Daniela Magnetto Allietta.



GRAN CORSA DI PRIMAVERA 15, 16, 17 e 18 Marzo 2017

foto GC Monti

La "GRAN CORSA di Primavera da Milano a Sanremo" è organizzata dalla "LCA Associazione Sportiva Dilettantistica" di Bassano del Grappa. Si tratta di una rievocazione ciclo-storica, alla quale sono ammesse solamente biciclette costruite prima del 1930. Le biciclette della "GRAN CORSA di Primavera da Milano a Sanremo" hanno particolarità di non avere il cambio. Il cambio nel 1930 non era ancora stato inventato. Le biciclette montavano una ruota posteriore con 2 rapporti, 1 per lato: uno per la pianura e uno per la salita. Cuore pulsante dela manifestazione è stato la splendida location dell'Agriturismo Duronetta di Voghera (Italy)

fonte testi: www.grancorsa.it